venerdì 24 marzo 2017

ROERO DAYS 2017: A MILANO TUTTO IL FASCINO DEL ROERO

Domenica 26 e lunedì 27 marzo il Museo dei Navigli ospita degustazioni, incontri e laboratori gastronomici dedicati ad una delle grandi denominazioni del Piemonte, il Roero e il Roero Arneis.


Inizia il conto alla rovescia per la seconda edizione di Roero Days, evento realizzato dal Consorzio Tutela Roero, che si presenta come un’occasione imperdibile per scoprire tutto il fascino dei vini del Roero.


I giorni del Roero, è la manifestazione che ha come obiettivo di mettere in contatto gli appassionati e i professionisti del vino con i produttori di Roero DOCG. Per due giorni, al Museo dei Navigli di Milano si potranno degustare i rossi a base di uva Nebbiolo, Roero e Roero Riserva, e i bianchi di Roero Arneis, per un totale di 250 vini prodotti da oltre 60 cantine presenti personalmente, ed un wine bar con ulteriori 13 aziende. Ma non solo alle degustazioni guidate saranno anche coprotagonisti alcuni grandi vini italiani, il tutto sarà affiancato dai prodotti gastronomici DOP proposti da Assopiemonte.

Ecco gli appuntamenti:

“Dieci Anni di Roero Arneis 2005-2014”: domenica e lunedì alle ore 11.00
“Quindici Anni di Roero e Roero Riserva 1997-2011”: domenica e lunedì alle ore 13.00
“Rossi autoctoni italiani del 2011 a confronto: Chianti Classico, Sforzato di Valtellina e Valtellina Superiore, Taurasi, Primitivo di Manduria, Etna Rosso, Roero” (degustazione alla cieca): domenica e lunedì alle ore 15.00
“Bianchi autoctoni italiani del 2013 a confronto: Alto Adige Pinot Bianco, Vermentino di Gallura, Fiano d’Avellino, Collio Friulano, Soave, Roero Arneis” (degustazione alla cieca): domenica e lunedì alle ore 17.00

Per queste degustazioni guidate, oltre ai Roero e Roero Arneis delle aziende aderenti, saranno presentati alcuni dei vini più rappresentativi d’Italia: Alto Adige Pinot Bianco Vial 2013 (Kellerei Kaltern – Caldaro, di Caldaro), Taurasi (Feudi di San Gregorio di Sorbo Serpico), Etna Rosso Il Musmeci Riserva 2011 (Tenuta di Fessina di Rovittello), Fiano di Avellino 2013 (Rocca del Principe di Lapio), Collio Friulano 2013 (Ronco dei Tassi di Cormons), Vermentino di Gallura Superiore Sciala 2013 (Vigne Surrau di Arzachena), Chianti Classico Riserva 2011 (Tenuta di Lilliano di Castellina in Chianti), Soave Classico Monte Fiorentine 2013 (Ca’ Rugate di Montecchia di Crosara), Sfursat di Valtellina Fruttaio Ca’ Rizzieri 2011 (Aldo Rainoldi di Chiuro), Primitivo di Manduria Zinfandel Sinfarosa 2011 (Felline di Manduria) e Valtellina Superiore Vigneto Fracia 2011 (Nino Negri di Chiuro).

I laboratori di degustazione si concluderanno con un assaggio di 3 piatti preparati dallo Chef stellato Davide Palluda del ristorante All’Enoteca di Canale. I laboratori di degustazione termineranno con un assaggio di tre piatti creati dello chef stellato Davide Palluda del ristorante All’Enoteca di Canale.

Questi incontri, prenotabili sul sito del Consorzio del Roero, saranno condotti da qualificati critici enologici che metteranno in luce le peculiarità dei vini bianchi a base di arneis e dei rossi a base di nebbiolo, prodotti nell’area del Roero.

Si parlerà anche di attualità e futuro del vino italiano grazie a dibattiti culturali aperti a giornalisti, operatori del settore e appassionati: “Il Roero e l’immagine del territorio”: domenica alle ore 16.00, “La DOCG Roero e i suoi cru: la nascita delle Menzioni Geografiche Aggiuntive”: lunedì alle ore 16.00.

Non mancheranno i prodotti tipici, con il meglio di formaggi e salumi piemontesi, grazie alla collaborazione con Assopiemonte.

Roero Days 2017
Domenica 26 e lunedì 27 marzo
Dalle ore 10.30 alle 19.30
Museo dei Navigli, Milano

È possibile acquistare il biglietto d’ingresso e prenotarsi per i laboratori al sito: www.consorziodelroero.it o direttamente all’ingresso.
 Informazioni: www.consorziodelroero.it – recapito telefonico: 3339188774 – info@consorziodelroero.it

Agriumbria: da 49 anni la voce dell’agricoltura italiana di qualità

Dal 31 marzo al 2 aprile 2017 ad Umbriafiere torna l’appuntamento con le ultime novità del settore.

Agricoltura, zootecnia e alimentazione. Per la prossima edizione a Bastia Umbra i temi saranno incentrati sulla corretta alimentazione e un focus contro gli sprechi alimentari. Nasce il premio “Antonio Ricci” dedicato al compianto giornalista tra i maggiori esperti in Italia del settore.

Agriumbria, la mostra nazionale dell’agricoltura, zootecnia e alimentazione, tornerà nei padiglioni di Umbriafiere, a Bastia Umbra (Pg) dal 31 marzo al 2 aprile 2017. Lo farà con una edizione speciale, quella numero 49, durante la quale tante saranno le novità del settore da presentare e tanti gli argomenti affrontati in tre giorni che non sono soltanto una fiera, ma che vogliono essere soprattutto un momento di confronto tra offerta, domanda e mondo scientifico di un comparto che è in continuo divenire.

«Agriumbria è il punto di riferimento per l’agricoltura e a confermarlo sono i numeri – spiega Lazzaro Bogliari, presidente di Umbriafiere – per esempio il fatto che già a diversi mesi dall’evento i padiglioni siano già prenotati dagli espositori, ma anche dal lavoro delle associazioni di categoria che già stanno organizzando il ricco cartellone di appuntamenti collaterali che andranno a riempire di contenuti questa che non è solo una fiera, ma un vero e proprio momento di riflessione sul futuro del settore».

“La carta vincente”. E’ il sottotitolo di questa edizione di Agriumbria scelto dagli organizzatori per mettere in evidenza un periodo storico in cui la globalizzazione impone alle aziende del settore una scelta direzionale per distinguersi nel mercato, rafforzando il sistema delle filiere e concentrandosi su tematiche che vanno sempre di più nella direzione della multifunzionalità e della sostenibilità. Per questo Umbriafiere è da sempre impegnata a proporre nuove innovazioni tecnologiche che consentano di progettare modelli di filiera agroalimentare trasferibili sul piano strutturale e economico nelle diverse realtà dimensionali e multifunzionali delle imprese agricole; queste sono infatti sempre più coinvolte nella riorganizzazione della loro produzione agricola, con l’obiettivo di essere una componente attiva nell’evoluzione dinamica dei mercati nazionali e internazionali.

Agriumbria 2017. Le mostre e le rassegne zootecniche, i Saloni specializzati (Enotec, Oleatec e Bancotec) e le aree espositive nelle quali vengono proposte soluzioni di innovazione dei mezzi tecnici, saranno solo alcuni dei fulcri della fiera che nei giorni avrà anche un ricco programma di convegni, meeting e master di approfondimento pensati per mettere aziende, associazioni di categoria e mondo scientifico in un confronto unico. I temi che saranno sviluppati in maggior modo saranno in particolare quello della sostenibilità e quello degli sprechi alimentari a qualche mese dall’approvazione della legge di indirizzo.

Il premio “Antonio Ricci”. Con la prossima edizione di Agriumbria nasce anche il premio dedicato a uno dei giornalisti più noti e apprezzati del settore, Antonio Ricci, che purtroppo qualche mese fa è venuto a mancare. Antonio ha contribuito non solo alla crescita dell’agricoltura italiana, ma anche al successo di Agriumbria, essendone uno storico consulente. Amico dell’Umbria e amante dell’olivicoltura, Antonio ha sicuramente lasciato un segno che non poteva essere dimenticato. Così Umbriafiere, in collaborazione con la Facoltà di Agraria di Perugia e con Edagricole, ha deciso di indire il premio che avrà due sezioni: una giornalistica, al professionista del settore che si è distinto per raccontare l’agricoltura italiana e una dedicata a uno studente dell’Università di Perugia che con un lavoro di tesi abbia affrontati i temi della sostenibilità ambientale ed economica e la multifunzionalità in agricoltura. Il premio sarà assegnato durante il programma della prossima edizione.

Agriumbria nasce da una felice intuizione dell’ideatore della manifestazione agricola, Lodovico Maschiella, e nel 1969 viene organizzata la prima “fiera moderna”, la fiera dell’agricoltura. Una manifestazione agro zootecnica con l’obiettivo di promuovere e sviluppare le attività agricole e zootecniche dell’Italia centrale. Da quel momento in poi ogni edizione ha stabilito un record positivo con una continua crescita di espositori e visitatori. Nel 1980 inizia la realizzazione delle nuove e moderne strutture del quartiere fieristico che consolidano il progetto espositivo che ha in Agriumbria la sua manifestazione più importante. Negli stessi anni nasce l’Associazione Agriumbria, composta da Enti e Associazioni di categoria, per la gestione e il coordinamento della fiera. Le notevoli dimensioni raggiunte, la forza dell’impatto economico e le tante manifestazioni suggeriscono (nel 1997) la trasformazione dell’ente gestore in Umbriafiere SpA, oggi attuale società di gestione del Centro Fieristico Regionale. Oggi, dopo un lungo percorso, Agriumbria, Mostra dell’Agricoltura, Zootecnia e Alimentazione rappresenta un punto di riferimento a livello nazionale per la valorizzazione del settore agricolo e costituisce un momento di discussione e riflessione sulle prospettive e sul futuro dell’agricoltura.

Tutte le info su: www.agriumbria.eu/

Export. Il ruolo del packaging nelle scelte di consumo di vino: un confronto tra i Millennials statunitensi ed italiani

Il futuro dell’export di vino italiano negli USA passa dalla conquista dei consumatori Millennials.

Scelgono il vino più per la notorietà del brand che per tipologia e provenienza, guardano al prezzo e sono attratti dal design delle bottiglie: sono i consumatori Millennials, una delle chiavi per conservare e ampliare l’export di vino italiano negli USA.

E’ quanto emerge dallo studio realizzato da Nomisma Wine Monitor per Verallia, presentato all’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Verallia, terzo produttore globale di contenitori in vetro per l’industria alimentare e Nomisma Wine Monitor hanno presentato ieri a Pollenzo lo studio “Il ruolo del packaging nelle scelte di consumo di vino: un confronto tra i Millennials statunitensi ed italiani”. 

La ricerca, realizzata da Wine Monitor, si è posta l’obiettivo di valutare comportamenti e stili di consumo di vino da parte dei Millennials nei due mercati più importanti per le imprese vinicole del Belpaese: oggi 5 bottiglie di vino italiano su 10 vengono ancora consumate nel mercato nazionale, mentre delle 5 rimanenti che vengono esportate, una finisce direttamene negli Stati Uniti. Gli USA rappresentano infatti il primo mercato di export per le nostre produzioni; un mercato che nel 2016 ha importato complessivamente oltre 5 miliardi di euro di vino, di cui il 32,4% di origine italiana, facendo del nostro paese il leader di settore. La crescita a valore delle importazioni totali di vino negli Stati Uniti è stata del52% nel corso dell’ultimo decennio (3,3% nell’ultimo anno, 2016 vs 2015).

L’universo di riferimento dello studio sono stati i Millennials (popolazione di età compresa tra 18-35 anni in Italia e 21-35 in USA – per legal drinking age). Si tratta della generazione su cui stanno puntando tutti i produttori e che in futuro sostituirà – in particolare in Italia – quei consumatori di vino che per anni ne hanno sostenuto il consumo in virtù di un approccio più tradizionale, per il quale questa bevanda ha spesso ricoperto un ruolo funzionale (di alimento) più che voluttuario.

Nel caso degli Stati Uniti, dove questo approccio non è mai esistito, i Millennials rappresentano già oggi la generazione che in quantità consuma più vino di qualsiasi altra: 42% di tutti i consumi. La ricerca ha messo a confronto l’approccio al vino dei Millennials statunitensi e italiani, fotografandone le percezioni e i principali driver di scelta nell’acquisto e consumo di vino, tra i quali il packaging dimostra di avere un ruolo di primaria importanza.
Le differenze di atteggiamento tra le due sponde dell’Atlantico sono ragguardevoli. I giovani adulti USA, ad esempio, scelgono il vino per la notorietà del brand (32%) e molto meno per il tipo di vino (21%). All’opposto, il primo criterio di scelta dei Millennials italiani è la tipologia del vino (51%), mentre la notorietà del brand è del tutto marginale (10%). Le percezioni divergono anche sull’importanza del prezzo basso o promozionale, alta negli USA (20%) e bassa in Italia (11%), nonché sulla rilevanza del paese/territorio di origine, più alta in Italia (21%) che negli USA (15%).

Nella scelta del vino entrano anche fattori puramente estetici e di design come il packaging e le etichette, indicati dal 10% del campione USA e dal 5% di quello italiano. Quando il campo si restringe sulle bottiglie di vino, emerge che i Millennials italiani sono più sensibili agli aspetti “etici” di sicurezza e sostenibilità del vetro (55%) dei loro omologhi USA (44%), mentre il rapporto si ribalta nell’apprezzamento degli aspetti “sensoriali” (trasparenza, freschezza al tatto) con un 53% a 40% a favore degli USA.

La distanza tra italiani più aderenti alla sostanza e americani più inclini a essere attratti dall’estetica è messa in rilievo anche dalla diversa importanza assegnata alla forma e colore dell’etichetta (82% USA - 55% Italia), forma della bottiglia (74% USA - 47% Italia) e presenza di loghi/grafiche in rilievo sul vetro (71% USA - 40% Italia).

Non stupisce, perciò, che il 76% dei Millennials USA ritenga che le bottiglie personalizzate contengano vini di qualità superiore contro il 53% degli italiani, né che dinanzi a una bottiglia di vino sconosciuto, ma dal design molto innovativo o particolare, il 92% dei consumatori USA tra i 26 e i 31 anni sarebbe interessato all’acquisto, contro il 70% dei loro coetanei italiani.

“I Millennials rappresentano la generazione cui stanno puntando tutti i produttori”, afferma Denis Pantini Responsabile Wine Monitor di Nomisma. “Però questa generazione ha un approccio all’acquisto di vino nettamente differente da quella che tradizionalmente ne ha sostenuto i consumi (i baby-boomers): maggiore attenzione all’innovazione, alla sostenibilità, alla creatività, tutti fattori spesso legati al packaging e per i quali ancora molte imprese italiane non ne hanno colto la strategicità a fini di mercato. L’obiettivo di questa ricerca è stato proprio quello di fornire ai produttori italiani uno strumento in più per cogliere le opportunità nei due principali mercati di vendita del nostro vino: Italia e Stati Uniti”.

“La scelta se raccogliere le indicazioni emerse dalla ricerca spetta esclusivamente alle singole imprese italiane, però ritengo sia già un inizio promettente che se ne discuta serenamente, senza preconcetti in un senso o nell’altro” - ha dichiarato Roberto Pedrazzi, Direttore Commerciale e Marketing di Verallia Italia. “Noi di Verallia, come sempre, siamo pronti ad affiancare il made in Italy mettendo a disposizione il know-how, le risorse industriali e la ricerca avanzata su materiali e design di un gruppo internazionale interamente dedicato al packaging in vetro per il food and beverage.”

Sotto il segno della condivisione e di una viticoltura sostenibile, Summa apre la settimana del vino e celebra il suo ventennale

Torna Summa, lo storico appuntamento enoico organizzato da Alois Lageder a Casòn Hirschprunn e Tòr Löwengang, Magrè (BZ), dedicato all’eccellenza vitivinicola internazionale, festeggia 20 anni. Un anniversario che sarà raccontato attraverso le testimonianze concrete di chi era presente sin dalla prima edizione, da quando si chiamava Quintett.

Diventato ormai per moltissimi un momento irrinunciabile che apre la settimana del vino, Summa è allo stesso tempo una scelta consapevole di allontanarsi dal concetto stesso di fiera enoica, per avvicinarsi invece a uno scenario importante di condivisione e di viticoltura sostenibile e “vivibile”, in tutte le sue accezioni.

Quest'anno saranno ancora più presenti i partner di prestigio e tutti gli importanti nomi dell’enologia e della gastronomia internazionali, inoltre, in collaborazione con CARE’S – The Ethical Chef Days, sarà di scena il Walking Wine Dinner intitolato “Sette premium chef per Summa” che si terrà sabato sera 8 aprile e che aprirà di fatto la ventesima edizione della kermesse enoica di Magrè.

A vent’anni di distanza, è interessante ascoltare le parole del padrone di casa, Alois Lageder, ideatore, insieme con amici vignaioli e partner di una vita, di quella che oggi è diventata una rassegna enogastronomica di pregio riconosciuta a livello internazionale. Da quando si chiamava Quintett, ovvero da quando l’intenzione era ancora quella di invitare in tenuta cinque vignaioli da altrettante zone di produzione diverse, ne ha fatta di strada Summa, che oggi per l’edizione del suo ventennale arriva ad ospitare 83 produttori d’eccellenza provenienti da ogni parte del mondo: Italia, Francia, Austria, Germania, Kazakhstan, Nuova Zelanda, e USA.

"La decisione di lasciare 20 anni fa il Vinitaly" - ha dichiarato Alois Lageder -, "era stata presa non perché la manifestazione non fosse valida, ma proprio per il contrario: la manifestazione aveva raggiunto ormai un successo troppo grande e un numero di visitatori e ospiti così alto che nel nostro stand non riuscivamo più a gestire bene i nostri clienti importanti. La fortuna di essere vicini a Verona, ci offriva la possibilità di invitare i clienti qui in tenuta la sera, dopo una giornata passata in fiera. Sono fiero che questa idea viva ancora oggi e che abbia avuto un’evoluzione che mai mi sarei immaginato vent'anni fa. Alla base di tutto c'è la volontà di dedicare tempo ai nostri ospiti, curarci di loro e avere la possibilità di un incontro approfondito e non superficiale."

Come dichiara Alois Clemens Lageder, sesta generazione dell’azienda, decisa a seguire la tradizione di famiglia e a conservarne la radicata filosofia, “Summa per me non significa solo un evento all’insegna del vino, ma è soprattutto un’occasione dove vignaioli, giornalisti, operatori di settore e visitatori interessati si ispirano reciprocamente, in un’atmosfera familiare ed accogliente. L’enorme forza che nasce da questo incontro influisce sulle nostre idee e sul nostro lavoro quotidiano. Questa è la quintessenza di Summa, che ci accompagna sin dall’inzio” e continua. “Come tutti gli anni, il programma di Summa sarà ricco di degustazioni di raffinate etichette - incluse le nuove annate di Alois Lageder – verticali, da citare quella del COR Römigberg, e seminari, gastronomia di qualità e visite guidate della cantina e dei vigneti”.

Da qui la scelta dei partner di Summa, amici vignaioli, e non solo, che con la manifestazione condividono valori, obiettivi e il desiderio di creare un momento unico legato dal fil rouge della produzione di alta qualità. Per la presentazione della prossima edizione, Alois Lageder ha voluto al suo fianco due aziende – Castello di Ama e Marchesi di Grésy – che con lui, sin dagli anni ottanta e novanta, hanno collaborato nel comune intento di far conoscere e valorizzare i propri vini e di costruire reti di distribuzione in Italia e all'estero, ma che hanno anche visto crescere di anno in anno il rendez-vous enoico di Magrè. 

“Lorenza Sebasti con Ama è stata una delle cinque aziende che avevo avvicinato quando nel 1999 avevamo deciso di organizzare una presentazione dei nostri vini in occasione della Vinexpo presso un Chateau a Bordeaux. Eravamo venti produttori di quattro paesi, tra cui Château Brannaire Ducru e Château Canon La Gafelière di Bordeaux, Bürklin Wolf e Georg Breuer dalla Germania, Bründelmeier e Tement dall'Austria, Castello di Ama, Bruno Giacosa, Mario Schiopetto e noi dall’Italia. L'anno dopo, nel 2000, ripetemmo con lo stesso gruppo questa iniziativa che aveva riscontrato tanto successo a Bordeaux in occasione del Vinitaly presso la nostra tenuta. Così nacque il concetto Summa - allearsi per avere più successo - che si sviluppò nel tempo e che è tuttora valido e importante più che mai oggi”, dichiara Alois Lageder, e continua “Con Alberto di Grésy invece collaboriamo, anche dagli anni novanta, attivamente insieme negli USA con "Dalla Terra – direct import", una struttura di distribuzione snella che ci dà la possibilità di tenere rapporti diretti con i distributori nei singoli stati”.

“Il bisogno di trasmettere i valori, l’amore e la passione che ruotano attorno al vino ci ha spinto fin dall’inizio a far parte di questa famiglia”, dice Lorenza Sebasti, e continua “Ricordo perfettamente l’appuntamento di Bordeaux del 1999 presso lo Chateau, in occasione di Vinexpo, è stato bellissimo essere lì insieme. In quel momento ci siamo resi conto della volontà comune di sì commercializzare il vino, ma di farlo in un’ottica di condivisione di valori e di familiarità. E per noi Summa riesce ancora a creare quest'atmosfera, a distanza di vent’anni”. 

Alberto di Grésy, anche lui partner storico, ama parlare di Summa come di un’ “élite di vignerons, che rispettano i principi della vigna e credono in quello che fanno, in termini di rispetto sia per la natura sia per il consumatore. A Summa si ritrovano i produttori di quelli che amo definire ‘vini fini’”.

Filone trainante dell’evento continua a essere quello della sostenibilità: anche quest’anno Summa è certificata Green Event dall’Agenzia Provinciale per l’Ambiente. Continua inoltre l’esclusiva partnership con Demeter, il marchio internazionale che controlla e certifica il lavoro – e i prodotti – degli agricoltori che praticano la coltivazione biologico-dinamica. Attraverso Summa, Alois Lageder, da settembre 2016 nuovo Presidente Demeter Italia, continua la sua opera di promozione del partner, riservandogli spazi di presentazione di rilievo, allo scopo di accrescere la consapevolezza della comunità, sia tra i visitatori sia tra i produttori stessi.

Infine, anche per l’edizione 2017, vengono confermati il sostegno alla Casa della Solidarietà di Bressanone - che da anni accoglie e assiste persone bisognose, parecchie delle quali in condizioni di grave necessità, a cui verrà devoluto parte del ricavato della manifestazione – e la collaborazione con FAMOS – Oggetti speciali da persone speciali: i badge d’ingresso della manifestazione verranno realizzati dalle persone che lavorano nei laboratori protetti della comunità comprensoriale Oltradige-Bassa Atesina (BZ).

Tornando alla grande novità della serata di apertura di sabato 8 aprile, essa darà il giusto risalto a questa ricorrenza attraverso il Walking Wine Dinner, intitolato Sette premium chef per Summa, sempre presso la tenuta. L’evento viene organizzato insieme ai vignaioli che partecipano a Summa e in partnership con Care’s – The Ethical Chef Days, progetto ideato dallo chef Norbert Niederkofler del ristorante St. Hubertus Rosa Alpina. “Trasmettere i valori di gastronomia e ristorazione sostenibili, rivolgersi direttamente ai consumatori, prendersi cura del territorio, valorizzarlo, rispettando l’ambiente e i ritmi della natura… questi i principi che ci legano alla manifestazione”, afferma Giancarlo Morelli, chef partner degli Ethical Chef Days.

Più di una vigilia, si può dire un’anticipazione del programma di Summa 2017, una festa che si annuncia entusiasmante: 80 vignaioli e sette cuochi di fama internazionale – Giancarlo Morelli, Anatoly Kazakov, Fratelli Costardi, Norbert Niederkofler, Thorsten Probost, Yoji Tokuyoshi e anche la squadra di Hannah & Elia, da anni partner di Summa - delizieranno con le proprie creazioni, basate su principi di stagionalità e regionalità, i palati di clienti, fornitori, giornalisti e wine lover presenti alla cena. In abbinamento, una selezione di oltre 80 etichette di Summa - 20th Anniversary. A seguire, un after dinner party con musica dal vivo e tanto divertimento. 

www.summa-al.eu

VINITALY AND THE CITY. PER I WINE LOVER RADDOPPIA IN CITTÀ E PROVINCIA

Veronafiere riconferma la volontà di tenere nettamente separati i momenti b2c da quelli b2b che si svolgono nel quartiere fieristico, organizzando per i wine lover il consueto ed atteso fuori salone Vinitaly and the City nel centro storico di Verona che quest'anno passa da quattro a cinque giorni.

Come vi avevo anticipato, altra novità di quest’anno è l’accordo con la Fondazione Bardolino Top per portare Vinitaly and the City anche a Bardolino, paese di grande richiamo turistico sul lago di Garda a una trentina di chilometri da Verona.

Verona sempre più glomour e già pronta ad accogliere il Vinitaly and the City, evento fuori salone che nel 2016 ha visto ben 29.000 appassionati del vino partecipare alle tante iniziative di degustazione e appuntamenti sotto il segno della cultura e convivialità e che quest'anno vuole rinnovare con altre grandi novità.

L’evento quest’anno viene infatti allungato da quattro a cinque giorni ed è in programma dal 7 all’11 aprile: sabato e domenica dalle 11 alle 24, venerdì, lunedì e martedì dalle 17 alle 24 (programma in continuo aggiornamento su www.vinitalyandthecity.com).

Tra arte, storia e cultura, nell'affascinante centro storico, cuore pulsante di Verona, Piazza dei Signori, Loggia di Fra’ Giocondo, Loggia Antica, Torre dei Lamberti, Cortile del Mercato Vecchio, Arsenale, si animeranno con il ricco programma di incontri, spettacoli musicali, master class e soprattutto tante degustazioni di vino, accompagnate da sommelier professionisti, e di cibo presso le aree allestite (biglietto 15 € per 3 degustazioni vino e 2 di cibo, 13 € in prevendita online).

All’interno della Loggia di Fra’ Giocondo di Piazza dei Signori è presente l’enoteca di Vinitaly Wine Club dove poter degustare i migliori vini italiani. All’Arsenale, ecco “Biologic”, sezione del fuori salone dedicata ai vini biologici e biodinamici. Qui presenti anche originali food truck che propongono street food in chiave gourmet.

Per informazioni, programma, acquisto biglietti e per seguire l’evento: www.vinitalyandthecity.com
Acquisto biglietti anche su www.vivaticket.it/ita/tour/vinitaly-the-city-2017/1702

giovedì 23 marzo 2017

LA CITTÀ DELLA PIZZA: IL PIÙ GRANDE EVENTO SUL PRODOTTO ITALIANO PIÙ AMATO NEL MONDO

40 tra i migliori pizzaioli d’Italia, 90 differenti pizze, cene a quattro mani con chef stellati, aree dedicate a materie prime e abbinamenti, convegni e laboratori. 31 marzo, 1 e 2 aprile 2017, a Roma, presso Guido Reni District.

Napoletana, fritta o al taglio, la pizza, vanto e orgoglio nazionale, sta indubbiamente attraversando un periodo di rinnovato splendore, un vero e proprio Rinascimento culturale e gastronomico. La Città della Pizza - format ideato da Vinòforum e realizzato con la collaborazione di Ferrarelle – nasce per celebrare e promuovere questa nuova era del prodotto italiano più amato nel mondo.

Venerdì 31 marzo, sabato 1 e domenica 2 aprile, a Roma, gli ampi spazi dell’area Guido Reni District – in via Guido Reni, 7 – si trasformeranno in una grande piazza in cui andrà in scena tutto il meglio dell’universo pizza. 40 tra i migliori pizzaioli della Penisola, da Nord a Sud passando per il Centro, dai maestri partenopei alla nouvelle vague casertana, dagli interpreti del fenomeno pizza gourmand alla scuola romana, per un totale di circa 90 differenti pizze, suddivise nelle categorie “napoletana”, “all’italiana”, “da degustazione”, “al taglio” e “fritta”.

A selezionarli i 5 autori della manifestazione: Emiliano De Venuti, ideatore e CEO di Vinòforum, uno dei più importanti marchi italiani dedicati alla promozione enogastronomica; Luciano Pignataro, tra le firme più prestigiose del giornalismo agroalimentare italiano, appassionato di pizza e voce autorevole del settore; Luciana Squadrilli e Tania Mauri, giornaliste specializzate in gastronomia, autrici di accreditate iniziative editoriali sulla pizza, argomento intorno al quale si muovono con competenza e professionalità; Stefano Callegari, pizzaiolo, tra i massimi esponenti su scala nazionale, inventore del già mitico Trapizzino.

Un team di esperti di indubbia attendibilità che ha selezionato i ­maestri pizzaioli partecipanti a La Città della Pizza in base a un manifesto nel quale, oltre a rigidi criteri qualitativi, risultano fondamentali ingredienti quali la ricerca, la cura e l’attenzione in tutte le fasi della produzione e, soprattutto, la passione.

“Siamo una squadra affiatata e composta da elementi tra loro complementari – sottolinea Emiliano De Venuti – ad accumunarci è, prima di ogni altra cosa, l’amore per le eccellenze del nostro Paese. Ognuno di noi sta mettendo la propria esperienza al servizio della manifestazione. La Citta della Pizza sarà un luogo di confronto e dibattito, ma soprattutto un momento di festa per celebrare questo grande prodotto italiano. Si fonderanno quindi in un’unica anima gli aspetti più strettamente tecnici e lo spirito popolare insito nella pizza. Per questo motivo l’ingresso per il pubblico sarà gratuito, così come sarà gratuito prenotarsi alle diverse iniziative collaterali in programma”.

Affianco quindi alle 30 “Case” dei pizzaioli, 10 al giorno per 3 giorni, ci saranno, a completare la vasta offerta della kermesse, una serie di spazi e situazioni a latere, ricche di gusto e di interesse.
Il “Pizza Lab”, con corsi e masterclass sull’arte della pizza, per tramandarne i segreti a bambini e adulti.

Lo “Spazio convegni”, per discutere, insieme ai più grandi interpreti del settore, di impasti, condimenti e cotture, secondo tradizione e nuove tendenze. Immancabili gli abbinamenti con la birra artigianale firmata Baladin e le bollicine italiane del ­Consorzio di Tutela del Prosecco DOC, per scoprire l’immenso ventaglio di possibilità che offre la pizza in tutte le sue varianti.

La Città della Pizza riserverà uno spazio d’eccellenza anche alle “Materie prime”, in cui si potrà assistere a percorsi degustativi tenuti da aziende del settore, sui principali ingredienti della pizza: farina, pomodoro, olio evo e mozzarella.

E per chi vuole vivere un’esperienza unica, La Città della Pizza metterà in scena le “Sensational Brunch e Dinner” by Ferrarelle, veri e propri show cooking a quattro mani con chef stellati e maestri pizzaioli. Pranzi e cene esclusive in cui i due protagonisti cucineranno, giocheranno, si racconteranno e si contamineranno, aprendo le porte di un ristorante sui generis dove il mondo della pizza e quello dell’alta cucina si incontrano e fanno faville.

Ecco la lista di gran parte dei pizzaioli presenti a La Città della Pizza:

Gino Sorbillo, Pizzeria Gino Sorbillo // Napoli
Corrado Scaglione, Enosteria Lipen // Monza Brianza
Renato Bosco, Saporè // Verona
Gabriele Bonci, Pizzarium, categoria “Al taglio” // Roma
Giancarlo Casa, La gatta mangiona, categoria “All’italiana” // Roma
Massimo Bosco, Pizzeria Bosco, categoria “Al taglio” // Olbia
Marzia Buzzanca, Percorsi di gusto, categoria “A degustazione” // L’Aquila
Gianfranco Iervolino, Morsi e rimorsi, categoria “Napoletana” // Caserta
Ciro Oliva, Concettina ai tre santi, categoria “Napoletana” e “Fritta” // Napoli
Francesco Vitiello, Casa Vitiello, categoria “Napoletana” // Caserta
Petra Antolini, Casa Petra, categoria “Al taglio” // Verona
Pierluigi Police, O’ scugnizzo, categoria “Napoletana” // Arezzo
Gennaro Battiloro, La Kambusa, categoria “Napoletana” // Lucca
Massimiliano Prete, Gusto divino, categoria “A degustazione” // Cuneo
La Confraternita della Pizza, categoria “Al taglio” // Roma
Famiglia Condurro, Da Michele, categoria “Napoletana” // Napoli
Stefano Vola, Vola Bontà per tutti, categoria “All’italiana” // Cuneo
Pierdaniele Seu, Mercato Centrale, categoria “All’Italiana” // Roma
Alessandro Coppari, Mezzometro, categoria “Al taglio” // Senigallia
Antonio Pappalardo, La cascina dei sapori, categoria “A degustazione” // Brescia
Mirko Rizzo, Pommidoro, categoria “Al taglio” // Roma
Emiliano Aureli, La taverna dei corsari, categoria “All’italiana” e “A degustazione” // Rieti
Cristiano Piccirillo, La Masardona, categoria “Fritta” // Napoli
Luca Belliscioni, Grecco Enjoy, categoria “Al taglio” // Roma
Francesco Martucci, I Masanielli, “Napoletana” // Caserta
Salvatore Di Matteo, Di Matteo, categoria “Napoletana” e “Fritta” // Napoli
Matteo Aloe, Berberè, categoria “All’Italiana” // Bologna
Giuseppe Pignalosa, Le Parule, categoria “Napoletana” // Napoli
Diego Vitagliano, 10, categoria “Napoletana” // Napoli
Vincenzo Esposito, Carmnella, categoria “Napoletana” e “Fritta” // Napoli
Matteo Tambini, O fiore mio, categoria “A degustazione” // Faenza
Edoardo Papa, Biglietto prego, categoria “All’italiana” // Roma
Isabella Decham, 1947 Pizza Fritta, categoria “Fritta” // Napoli
Salvatore Gatta, Fandango, categoria “Napoletana” // Potenza

Programma completo:

Venerdì 31 marzo, alle ore 18.30, il primo interessantissimo workshop: “3 impasti”, per il quale a salire sul palco saranno Gino Sorbillo, Gabriele Bonci e Massimiliano Prete, tre nomi, garanzia di qualità assoluta, che stanno facendo semplicemente scuola. Sabato 2 aprile, alle ore 12.30, con “Pan per focaccia”, riflettori puntati sulla panificazione e sulle sue affinità col mondo della pizza; a dire la loro saranno Massimo Bosco, Piergiorgio Giorilli e Pierluigi Roscioli. Alle ore 17.00 si passa a parlare di abbinamenti con il Consorzio del Prosecco DOC, Teo Musso di Birra Baladin e Giancarlo Casa per “Bollicine vs Birra”. Alle ore 18.30, con “Olio d’oliva vs olio di semi”, si “scontrano” due visioni agli antipodi, ben rappresentate in questo caso da Matteo Tambini e dalla storica pizzeria partenopea Da Michele. Domenica 2 aprile, ultima giornata di lavori, si apre alle ore 15.00 con “Le altre forme delle pizze”, spazio durante il quale Stefano Callegari, Enzo Coccia e Renato Bosco racconteranno le loro personali “visioni di farina”. Alle ore 16.30, largo ai giovani con “Pizza 3.0”: Ciccio Vitiello, Isabella De Cham e Stefano Vola, tre fra i più promettenti, e già affermati, interpreti della pizza, parleranno di impasti, lavorazione e materie prime. Alle ore 18.00, in chiusura, “Giochiamo a mosca cieca” insieme a Antonio Troncone e i Fratelli Salvo, per cercare di carpire le differenze - sorprendentemente non così enormi come si potrebbe pensare - tra le cotture eseguite con forno a legna e con forno elettrico.

L’area workshop ospiterà inoltre diversi incontri masterclass, sempre per operatori del settore, che vedranno protagonisti i Molini più importanti d’Italia per parlare di farine e lavorazioni d’eccellenza.
Restano da scoprire i protagonisti dei laboratori, per grandi e bambini, e grande attesa c’è soprattutto per conoscere i volti delle “Sensational Brunch e Dinner” by Ferrarelle, show cooking a quattro mani con grandi chef e maestri pizzaioli.

A completare la ricca e golosa offerta de La Città della Pizza, gli spazi dedicati alle “Materie prime” – con focus su farina, pomodoro, olio evo e mozzarella - e agli abbinamenti, che vedono ancora una volta spiccare la qualità Made in Italy, grazie alla birra artigianale Baladin e alle bollicine del Consorzio di Tutela del Prosecco DOC.


La Città della Pizza
Guido Reni District, via Guido Reni, 7 - Roma
Giorni e orari di apertura:
venerdì 31 marzo ore 18.00 – 24.00
sabato 1 aprile ore 11.00 – 24.00
domenica 2 aprile ore 11.00 – 23.00
Ingresso gratuito
Laboratori e workshop su prenotazione
Per tutte le info www.lacittadellapizza.it

A Londra la “rivoluzione silenziosa” del Soave

“Soave revealed, a quiet revolution”. Walk around tasting, masterclass, stili produttivi e biodiversità del Soave: il Consorzio sbarca nella City per diffondere i valori della denominazione.

Parte il 30 marzo “Soave revealed, a quiet revolution”, l’esclusivo appuntamento coordinato dal Consorzio di tutela in collaborazione con Sarah Abbot MW. Walk around tasting e due masterclass per scoprire le molteplici interpretazioni dei cru del Soave. Con l’occasione sarà presentata anche la campagna promozionale Summer of Soave, dedicata al mercato inglese.

Ritorno in grande stile per il Soave in Inghilterra dove il 30 marzo, al 67 Paul Mall St. James, dalle 11 alle 17, avrà luogo “Soave revealed, a quiet revolution”, un appuntamento esclusivo curato da Sarah Abbot, Master of Wine, durante il quale stampa e operatori di settore potranno avvicinarsi ai diversi cru del Soave e alle tante sottozone che rendono questa denominazione ricca di molteplici interpretazioni.

La giornata prevede un walk around tasting con la presenza diretta dei produttori, dove giornalisti e operatori potranno assaggiare i diversi Soave in totale autonomia; in parallelo, sempre nell’elegante location, si terranno due masterclass, una alle 11 e una alle 16, condotte da Sarah Abbot e da Giovanni Ponchia.

Le due masterclass saranno l’occasione per avvicinarsi, col tocco esperto di una master of wine, al mosaico produttivo del Soave che, da un unico vitigno – la garganega – sa riflettere nel vino le infinite sfaccettature del terroir, sia esso di origine basaltica o calcarea. Un vero e proprio caleidoscopio in cui le marcate differenze di stile diventano tratto premiante di un’intera denominazione.

Accanto a tematiche prettamente enologiche, verrà dato spazio all’attualità. Biodiversità sarà infatti l’altro grande tema che verrà preso in esame nei due focus, con particolare riferimento al protocollo Biodiversity Friends, messo a punto nel 2010 dalla World Biodiversity Association, e da anni seguito dal Consorzio del Soave.

Tale protocollo, oltre alla qualità ambientale, considera anche i metodi di difesa dalle avversità, il ripristino della fertilità del suolo, la gestione delle risorse idriche, la presenza di siepi e boschi, la conservazione della biodiversità agraria, l’utilizzo di energie rinnovabili e le particolarità naturalistiche dell’area utilizzando gli Ortotteri come bioindicatori.

«Il mondo cambia, e la viticoltura con esso – sottolinea Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave -. Oggi è assolutamente possibile produrre vini di qualità garantendo il totale rispetto dell’ambiente, a cominciare dalla sua biodiversità. Riteniamo fondamentale condividere con la stampa, gli operatori di settore e i consumatori, i valori che ci contraddistinguono e che sono alla base del nostro stile produttivo. Londra è una piazza che intercetta le tendenze e tante volte le anticipa. Per questo, oltre all’eccellenza delle nostre produzioni, in questo caso abbiamo voluto raccontare quello che sta dietro ogni singola nostra vigna, a cominciare dalla biodiversità presente nei suoli del Soave». A Londra verrà poi ufficializzata Summer of Soave, la campagna promozionale che il Consorzio di tutela ha riservato al mercato inglese, da sempre piazza affezionata al Soave.

Londra, Manchester, Leeds, Edinburgo saranno le quattro città scelte per tenere, in esclusivi locali di tendenza, una serie di eventi per raccontare il Soave e favorire la diffusione dei valori della denominazione. Gli eventi in calendario sono rivolti ad un pubblico selezionato, fatto di blogger e di influencer, e prevedono una introduzione alla denominazione di Sarah Abbot, a cui segue un walk around tasting a tu per tu coi produttori.

CREA: ON LINE L’ANNUARIO DELL’AGRICOLTURA ITALIANA E L’AGRICOLTURA ITALIANA CONTA

Da oggi il CREA rende disponibili on line i volumi “L’Annuario dell’agricoltura italiana” e “L’agricoltura italiana conta”, entrambi realizzati dal Centro ricerca Politiche e bioeconomia.

Giunto alla LXIX edizione l’Annuario dell’agricoltura italiana, presenta un quadro completo sulle caratteriste del sistema agricolo italiano nel 2015, individuando gli elementi di forza del nostro sistema produttivo, quali la variegata offerta, gli elevati standard di qualità, l’apprezzamento del made in Italy, il contributo strategico alla realizzazione degli obiettivi di salvaguardia ambientale, paesaggistica e culturale.

Il valore complessivo della produzione risulta composto per il 52,1% dalle coltivazioni vegetali (+5,5%), e solo per il 29,9% dagli allevamenti zootecnici. Un contributo positivo alla crescita del settore è venuto dalle attività di supporto e secondarie, che nel complesso hanno determinato circa il 18% dell’intero valore della produzione agricola.

Nell’anno, ancora una volta è stato l’export a fare da traino, con un’incidenza del settore agro-alimentare pari al 9% del totale, valore mai raggiunto negli ultimi 25 anni per un valore di 37,2 miliardi di euro con una crescita del 7,4%, fatto che trova riscontro anche nel fatturato estero dell’industria alimentare (+4%), mentre quello complessivo è aumentato solo lievemente (+0,4%).

In crescita anche il settore turistico rurale che registra una crescita delle aziende (+2,3%) per un fatturato superiore ad un miliardo di euro ( 1 miliardo e 188 milioni euro), in crescita del +3% (dati ISTAT). L’Italia si conferma una meta molto ambita per questa tipologia di vacanza, anche grazie ad un’offerta di servizi molto ampia.

In ambito energetico, nonostante il persistere della forte dipendenza dall’estero, le fonti energetiche rinnovabili continuano ad essere la principale risorsa interna (72% dell’energia prodotta in Italia), un risultato che ha consentito di raggiungere il 17% dei consumi finali di energia, alimentati da rinnovabili Tuttavia, in questo ambito, si rileva un calo del valore della produzione di energia rinnovabile da parte del settore agricolo (-7,2%), per effetto delle modificazione apportate al sistema di incentivi pubblici alla loro produzione.

Sono stati realizzati 4 report divulgativi, disponibili on line: contoterzismo, industria alimentare, ricerca e sviluppo, donne in agricoltura.

Giunto alla 29° edizione, L’agricoltura italiana conta, costituisce un affermato e agile strumento informativo sull’andamento del sistema agroalimentare italiano, che continua ad occupare un posto centrale nell’economia del Paese, sia in termini di produzione alimentare sia in termini di servizi e funzioni. Il presidio del territorio, la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico, il contributo alla sostenibilità e alla bioeconomia, la produzione di risorse rinnovabili e i servizi sociali, sono solo alcune delle funzioni che l’agricoltura è chiamata ad affrontare. Tra le novità rispetto alla precedente versione si segnalano: l’andamento della bioeconomia in Italia, l’aderenza al modello della Dieta Mediterranea UNESCO da parte dei sette Paesi che si sono impegnati a tutelarne il patrimonio culturale immateriale.

OperaWine, Finest Italian Wines: 100 Great Producers. Un concentrato dell'eccellenza vinicola italiana

Veronafiere con Vinitaly, grazie alla preziosa collaborazione con la rivista Wine Spectator, presenta a Verona "Finest Italian Wines: 100 Great Producers", l'esclusivo evento che offre agli operatori specializzati di tutto il mondo la possibilità di conoscere i 100 produttori italiani selezionati dalla prestigiosa pubblicazione americana, degustando i migliori vini all’interno del Palazzo della Gran Guardia.

Foto di gruppo della quinta edizione di OperaWine al Palazzo della Gran Guardia, Verona, 9 aprile 2016
OperaWine, evento premier di Vinitaly, arrivato alla sua sesta edizione, apre le porte a coloro che vogliono vivere in poche ore un concentrato dell’eccellenza vinicola che l’Italia possa offrire.


Organizzato da Vinitaly International, Opera Wine vedrà la partecipazione dei 100 migliori produttori italiani selezionati dalla prestigiosa pubblicazione, riuniti per un solo giorno nell’affascinante cornice del palazzo della Gran Guardia, di fronte all’Arena di Verona.

Durante quest’anteprima glamour di Vinitaly, giunta alla sua sesta edizione, un limitato pubblico di giornalisti, sommelier, buyer e produttori avrà la possibilità di assaggiare il vino più rappresentativo di ciascuna delle 100 aziende vitivinicole presenti, durante il Grand Tasting “Finest Italian Wines: 100 Great Producers” che si terrà per due ore nel pomeriggio di sabato 8 aprile.

Ad Opera Wine l'ingresso è riservato solo su invito a buyer internazionali e stampa specializzata. Alla degustazione (l’unica di Wine Spectator in Italia), prenderanno parte non solo operatori internazionali provenienti da mercati lontani come Cina, Hong Kong, Corea, Australia e Usa, e più vicini quali Russia ed Europa, ma ci saranno anche i partecipanti alla terza edizione del corso di certificazione della Vinitaly International Academy, una straordinaria élite di esperti mondiali di vino e aspiranti nuovi ambasciatori del vino italiano nel mondo.

Programma: www.operawine.it/images/pdf/OW_program_ITA.pdf

Produttori: www.operawine.it/images/pdf/ow2017_cantine-vini.pdf

Vinitaly, un viaggio tra terra e mare nel grande territorio del Primitivo di Manduria: il Consorzio prensente per la prima volta

Il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria fa il suo debutto alla 51^ edizione del Vinitaly. Un vero e proprio percorso olfattivo con degustazioni guidate alla scoperta di questo grande territorio vitivinicolo. E presso lo stand istituzionale del Consorzio (Padiglione 11, isola 32), si potranno assaggiare inoltre le migliori etichette della più importante Doc pugliese. 

Da una storia antica e prestigiosa che lo consacrò come “vino da meditazione”, alla sua diversità e vastità territoriale tra terra e mare, alla sua pianta, l’alberello, la forma più antica di coltivazione della vite e a chi con amore lo sta valorizzando con le moderne tecnologie, alle sue tre varietà previste e al suo sapore e colore autenticamente unico. 

Sono queste le tante anime del Primitivo di Manduria, la più importante doc pugliese, che verranno raccontate dal Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria in occasione della 51° edizione del Vinitaly.

Qual è la differenza tra le diverse varietà? Cosa si cela dietro questa bacca rossa che, nonostante nasca in terreni diversi e produca perle enologiche dalle mille sfaccettature, riesce ad esprimere  un’unica denominazione?

Queste risposte saranno svelate in due degustazioni alla cieca dal titolo Rosso Mediterraneo: in un calice la diversità di un territorio.

Il primo incontro suddiviso in due momenti (ore 15 e ore 15,30) è previsto domenica 9 aprile e il secondo lunedì 10 aprile (ore 11 primo turno, ore 11,30 secondo turno).  Entrambi si svolgeranno nello stand istituzionale del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria (Padiglione 11, isola 32).

Un vero e proprio viaggio olfattivo in un grande territorio vitivinicolo -  che abbraccia Taranto e Brindisi, per un totale di 3.140 ettari di vigneti tra terra e mare – dove il vino Primitivo sembra assimilarne la cultura e incorporarne i profumi e i sapori. La terra si presenta rossa, calcarea, tufacea, collinare e perfino sabbiosa vicino al mare, e qui la pianta cresce rigogliosa nelle forme dell’alberello.

“Per la prima volta abbiamo conquistato un nostro spazio all’interno della grande kermesse di Verona – spiega Roberto Erario, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria -  e come debutto abbiamo voluto puntare sui mille volti del Primitivo. Un vino che pur nella varietà territoriale e nella diversità di interpretazione aziendale, riesce a presentare un profilo olfattivo e gustativo facilmente identificabile. Ed è questa la prima condizione per poter parlare di territorio vitivinicolo”.

“Il nostro successo – conclude Erario - è dato da tutti i produttori, grandi e piccoli ed è proprio dall'intesa tra queste due anime del vino che stiamo realizzando grandi  risultati”.

Ma le iniziative del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria non si fermano solo alle degustazioni  guidate. Dal 9 al 12 aprile, presso lo stand istituzionale (Padiglione 11, isola 32) sarà, inoltre, possibile assaggiare una ricca selezione dei migliori Primitivo di Manduria delle cantine.


mercoledì 22 marzo 2017

“SUA ECCELLENZA”. A PALAZZO ROSPIGLIOSI PROTAGONISTA LA MOZZARELLA DI BUFALA

Domani, giovedì 23 marzo alle ore 17 Centro Congressi Palazzo Rospigliosi a Roma.

Mozzarella di bufala campana Dop: un must di successo e bon vivre che tutto il mondo ci invidia e dietro il quale c’è il lavoro degli allevatori nelle stalle e quello dei trasformatori, c’è l’abnegazione di quanti operano negli organismi preposti alla tutela e c’è la storia di un Paese che ha fatto dell’agricoltura di qualità un fiore all’occhiello. 

E’ quanto si legge nel volume “SUA ECCELLENZA”, Rogiosi Editore, di Paolo Russo, presidente della Commissione Agricoltura della Camera nella XVI legislatura e primo firmatario di numerose proposte di legge d’interesse agricolo, che sarà presentato giovedì 23 marzo a Roma, presso il Centro Congressi Coldiretti di Palazzo Rospigliosi.

Una occasione per riflettere sui primati della prima produzione casearia del mezzogiorno, sulla necessità di difenderli da episodi e tentativi di denigrarne e comprometterne l’immagine e dare un contributo alla valorizzazione di un prodotto radicato sul territorio, determinante per l’occupazione e l’economia.

Insieme all’autore interverranno Pier Maria Saccani, Direttore Consorzio di Tutela della Mozzarella di bufala campana Dop, Roberto Moncalvo, Presidente di Coldiretti e Maurizio Martina, Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

Nell’occasione sarà allestita l’esposizione “Le forme della mozzarella di bufala” e presentata una analisi sui primati conquistati dalla Mozzarella di Bufala Campana Dop nel 2016.

ASSOVINI SICILIA: DA PROWEIN A VINITALY VOLA CON I SUOI VINI A VERONA

Dopo il Prowein di Dusseldorf, Assovini Sicilia è pronta a presentare i vini siciliani a Vinitaly, in programma a Verona dal 9 al 12 aprile. La collettiva delle aziende partecipanti.


Chiusi i battenti di Prowein, dove Assovini Sicilia ha partecipato dal 19 al 21 marzo portando in degustazione le sue migliori eccellenze e dando prova di un forte carattere internazionale, l’associazione si prepara a fare il bis sui banchi di assaggio della fiera veronese.

Il successo registrato da Assovini Sicilia al Prowein ha dimostrato ancora una volta i valori fondamentali perseguiti dall’associazione che si prefigge non solo di valorizzare i vini di qualità prodotti dalle aziende associate, ma soprattutto di promuovere la peculiare vitivinicoltura dell’isola mediterranea che, grazie alla sua posizione, sfrutta caratteristiche ambientali uniche al mondo.

All’insegna degli stessi obiettivi, Assovini Sicilia approderà presto al secondo imperdibile appuntamento per l’intero mondo del vino: dal 9 al 12 aprile le cantine siciliane saranno in mostra a Vinitaly. A Verona, come a Dusseldorf, una selezione delle aziende associate torna in scena per promuovere le sue produzioni.

Assovini Sicilia è un’associazione che riunisce circa 70 aziende vitivinicole siciliane di piccole o grandi dimensioni, accomunate da tre elementi: il controllo totale della filiera vitivinicola, dal vigneto alla bottiglia, la produzione di vino di qualità imbottigliato e la visione internazionale del mercato.

La promozione riguarda tutte le categorie di vini a IG e DO di produzione regionale. In particolare:

DOCG Cerasuolo di Vittoria

DOP/DOC Sicilia

DOP/DOC Etna

DOP/DOC Alcamo

DOP/DOC Marsala

DOP/DOC Contessa Entellina

DOP/DOC Pantelleria

DOP/DOC Eloro

DOP/DOC Noto

DOP/DOC Vittoria

DOP/DOC Delia Nivolelli

DOP/DOC Contea di Sclafani

DOP/DOC Monreale

DOP/DOC Erice

IGP Terre Siciliane

tutte le altre IG e DO siciliane

Le aziende che hanno partecipato alla collettiva Assovini Sicilia a Prowein sono:

ALESSANDRO DI CAMPOREALE    
BAGLIO DEL CRISTO DI CAMPOBELLO
BAGLIO ORO  
CARUSO & MININI
CVA - VITICULTORI ASSOCIATI  
DI GIOVANNA  
DISISA
DONNAFUGATA  
DUE FIUMI (MARCHESI SANGIULIANO)    
FAZIO WINES  
FEUDO MONTONI
FEUDO SOLARIA
FIRRIATO    
GULFI
LOMBARDO VINI
PRINCIPE DI CORLEONE - POLLARA
SPADAFORA    
TERRAZZE DELL'ETNA    

Le aziende che parteciperanno alla collettiva Assovini Sicilia a Vinitaly saranno:

ALESSANDRO DI CAMPOREALE SOC. COOP.  
ASSULI  WINEY S.R.L.
AZ. AGR. GIUSEPPE RUSSO
AZ. AGR. GRACI S.R.L.
AZ. AGR. PLANETA S.S.
AZ. GULFI SOC. AGR. S.R.L.  
CANTINE RALLO S.P.A. SOC. AGR.
AZIENDA AGRICOLA TORNATORE  
BAGLIO DEL CRISTO DI CAMPOBELLO SOC. AGR. A R.L.    
BAGLIO DI PIANETTO S.R.L.    
BAGLIO ORO S.S.A.    
AZ. VINICOLA BARONE DI VILLAGRANDE  
AZ. GIOVANNI SERGIO  
BENANTI VITICOLTORI S.R.L.  
CANTINE EUROPA SOC. COOP. AGR.
FEUDO SOLARIA AZIENDE VITIVINICOLE S.R.L.    
ENOFANUSA S.R.L. (Cantine Gulino)    
NICOSIA S.P.A.
CANTINE SETTESOLI S.C.A.    
CARUSO & MININI S.R.L.
CASTELLUCCI MIANO S.P.A.    
COLOSI
CONSORZIO LIBERA TERRA MEDITERRANEO COOP. SOCIALE ONLUS
CONTE TASCA D'ALMERITA S.R.L. AGRICOLA
TENUTA COSTE GHIRLANDA S.A.R.L.
COTTANERA SOC. AGRICOLA A R.L.
CUSUMANO S.R.L.
CVA CANICATTI' SOC. COOP. AGR.
DISISA S.R.L. SOC. AGR.
DONNAFUGATA S.R.L. SOC. AGR.
DUCA DI SALAPARUTA S.P.A.    
DUE FIUMI S.A.S. (Marchesi di San Giuliano)  
FAZIO WINES S.R.L.  
FEUDI DEL PISCIOTTO S.R.L.  
FEUDO MONTONI DI FABIO SIRECI
FIRRIATO S.S.A.
FLORA FARO S.S. DI MICHELE E MARIO FARO
GROTTAROSSA VINI S.R.L.
LE CASEMATTE S.R.L.  
LOMBARDO VINI SOC. AGR. S.S.
MAGGIO VINI S.A.S.  
MUSITA S.R.L.
PALMENTO COSTANZO S.R.L. SOC. AGR.  
PRINCIPE DI CORLEONE - POLLARA S.A.S.
SANTA TRESA S.R.L.  
SOC. AGR. MARABINO S.R.L.    
TENUTA DI CASTELLARO S.R.L.  
TENUTE RAPITALA' S.P.A.
TERRAZZE DELL'ETNA S.S.
DIMORE DI GIURFO S.A.S.
VALLE DELL'ACATE    

VINITALY AND THE CITY SBARCA A BARDOLINO

Sul Lago di Garda una vetrina unica sul mondo del vino, alla scoperta delle peculiarità gastronomiche ed enologiche di Verona e della sua provincia. Degustazioni, concerti, installazioni artistiche, storytelling e incontri con autori allieteranno i visitatori durante la cinque giorni bardolinese.

Sbarca a Bardolino Vinitaly and the City, il fuori salone di Vinitaly dedicato a tutti i wine lovers. L'edizione 2017, quindi, allarga i suoi orizzonti e oltre al centro storico della città scaligera stupirà i visitatori anche sulla sponda veronese del Lago di Garda. Dal 7 all'11 aprile le principali etichette e denominazioni vinicole del territorio scaligero si metteranno in mostra su Lungolago Cornicello e Parco Carrara Bottagisio: Amarone, Valpolicella, Soave, Custoza, Lugana e il padrone di casa Bardolino vi aspettano nelle loro declinazioni per degustazioni libere e guidate.

Accanto alle aziende e ai Consorzi del vino, ospitati in eleganti strutture trasparenti vista lago, troveranno spazio i corner dedicati alla parte food di Vinitaly and the City, per testare arditi abbinamenti e godere delle gioie gastronomiche tipiche del Garda. Il paese e i suoi romantici luoghi si coloreranno e illumineranno di viola, creando un'atmosfera di grande impatto visivo e allo stesso tempo rimarcando l'eleganza della manifestazione.

Organizzato dalla Fondazione Bardolino Top in collaborazione con il Comune di Bardolino e con Veronafiere, Vinitaly and the City a Bardolino non sarà solo una vetrina della qualità, ma un appuntamento in cui questa verrà raccontata e spiegata, attraverso incontri, convegni, stroytelling e degustazioni guidate dai sommelier della Fisar. Palcoscenico di questa parte della manifestazione saranno le affrescate sale della seicentesca Villa Carrara Bottagisio, affacciata direttamente sul lago, che verrà completamente dedicata alla cultura del vino e delle sue storie. Per l'occasione l'artista di mapping e proiezioni 3d, Ben Peretti, darà vita ad uno spettacolo di luci che trasformerà la facciata in una imponente cascata di rosso Bardolino. Accanto a questa, numerose installazioni artistiche e fotografiche renderanno l'area un vero e proprio museo a cielo aperto dedicato al viola e al nettare degli dei.

Le serate bardolinesi saranno, poi, allietate da artisti di fama nazionale ed internazionale, che si alterneranno sul palco di Parco Carrara Bottagisio: Mario Venuti, DaianaLou, Giulio Casale, Perturbazione e Max Casacci dei Subsonica sono solo alcuni degli appuntamenti di un cartellone che diventa ogni giorno più importante e rigorosamente ad ingresso libero.

Ogni giornata avrà un tema portante, che delineerà anche la successione degli appuntamenti musicali, culturali e degustativi. Venerdì sarà una "Ouverture d'Autore", dedicata ai cantautori e ai vini bianchi dall'intenso profumo, Sabato toccherà a "Wine&Girls", voci femminili, bollicine e incontri rosa, Domenica una "Indie Red Sunday" sarà dedicata al Bardolino padrone di casa, Lunedì "A day with a Swing" per un tuffo negli anni '40 a base di bianchi briosi e Martedì si chiuderà la manifestazione con "Terre Calde" e un salto nel vino rosso più intenso del territorio scaligero.

CITTÀ DEL VINO FESTEGGIA 30 ANNI E L’ITALIA DELLE COSE BUONE E BELLE

Nella sala Protomoteca del Campidoglio i sindaci dei territori vitivinicoli si sono ritrovati ieri per il Trentennale dell’Associazione. Nei borghi e nei piccoli Comuni più laureati e meno disoccupati (3%) della media nazionale. Il saluto di Roma Capitale dall'Assessore alle Partecipare Massimino Colomban. Il presidente Floriano Zambon: “Siamo un modello per ripensare il Paese”.

Le Città del Vino ai raggi X Presentato il “Libro Bianco” su sviluppo e prospettive dei Comuni associati. Uno spaccato rurale di società italiana (407 municipi, l’11,7% della popolazione nazionale) dove si consuma meno territorio, dove spesso la cementificazione trova un argine nella vigna, dove ci sono più laureati e diplomati e più lavoro: nei borghi e nelle comunità del vino il tasso di disoccupazione è di circa 3 punti più basso della media nazionale. Merito anche dell’enoturismo? Tra il 2007 e il 2015 la crescita esponenziale di servizi e strutture turistiche: più 99% contro il 28% del dato italiano.

Consegnato il Premio Città del Vino a ex presidenti dell’Associazione, giornalisti, ricercatori, amministratori e a 17 famiglie di produttori di altrettante regioni: oltre il 90% della vitivinicoltura italiana è legata alle tradizioni e alla continuità familiare.

Nelle Città del Vino ci sono più laureati e diplomati rispetto alla media nazionale: 17,7% i laureati e 32,4% i diplomati contro rispettivamente il 10,6% e il 28,5%. Nei borghi del vino c’è anche meno disoccupazione: circa il 9% contro la media nazionale dell’11,4%. Nelle piccole Città del Vino cresce inoltre la quota di popolazione che può contare su un reddito da lavoro o da capitale: 25-26% contro il 21,3% del dato italiano. Nelle Città del Vino si costruisce un po’ di meno e si pensa sempre più alle possibilità concrete offerte dall’enoturismo: tra il 2007 e il 2015 i servizi ricettivi delle Città del Vino sono cresciuti del 99%. La media italiana è di appena il 28%.

E poi nelle Città del Vino si beve e mangia meglio. I più importanti Comuni italiani a vocazione vitivinicola sono tutti Città del Vino: Barolo, Barbaresco, Marsala, Montalcino, Montepulciano, Scansano, Conegliano, Valdobbiadene, Pantelleria, solo per citare i più noti. Anche in termini di eccellenze gastronomiche la ricchissima offerta di qualità italiana (291 tra Dop, Igp e Stg) e tradizionale (circa 5.000 piatti e PAT iscritti all’Elenco Nazionale del Mipaaf) coinvolge moltissime Città del Vino, che spesso fanno parte anche di altre associazioni di identità, cioè sono contemporaneamente Città dell'Olio, Città del Bio, del Miele, del Castagno, della Chianina, del Pane, della Nocciola, del Tartufo …

E la bellezza? Solo per citare i territori Unesco, tante Città del Vino ricadono in siti riconosciuti e protetti a livello internazionale, come Porto Venere/Cinque Terre, Amalfi, la Val d’Orcia, le Langhe il Roero e il Monferrato, Pantelleria per la pratica agricola della vite ad alberello; e poi Roma, i centri storici di Siena e San Gimignano, Aquileia, la Val di Noto, l’Etna, la Palermo arabo-normanno, Cefalù e Monreale con le rispettive cattedrali; e in dirittura d’arrivo le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.

Questa in estrema sintesi la fotografia del Libro Bianco per i 30 Anni delle Città del Vino, elaborato dall’Associazione (a cura di Alessandra Calzecchi Onesti) incrociando i dati delle fonti oggi disponibili (Istat 2011, Censis, Qualivita, Ismea, Iss e altri).

Il testo è stato presentato in Campidoglio il 21 marzo per le celebrazioni del Trentennale alla presenza di autorità, sindaci, produttori e giornalisti. Con interventi e saluti di: Fabrizio Montepara, presidente di Res Tipica; JosèCallixto, presidente di Recevin (rete delle Città del Vino d’Europa); Young Suk Kim, sindaco di Yeongcheon (nuova Città del Vino della Corea del Sud); e del presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino, Floriano Zambon. La mattinata ha visto anche un breve intervento sul Dna e il futuro della viticoltura italiana, da parte del professor Attilio Scienza, e sulle sfide dell’Urban Planning nelle Città del Vino, a cura del professor Davide Marino.

Alla cerimonia era presente anche Cinzia Pennesi, Assessore del Comune di Matelica, Città del Vino duramente colpita dal recente terremoto, che è intervenuta ricordando le difficoltà che i territori colpiti dal sisma devono affrontare anche in termini di riprogrammazione della promozione turistica, dopo che l'evento sismico ha fatto crollare le presenze. Città del Vino e Movimento Turismo del Vino dedicheranno proprio alla solidarietà per i territori terremotati la prossima esdizione di Calici di Stelle.

La cerimonia si è conclusa con le premiazioni del Trentennale per amministratori pubblici, ex presidenti di Città del Vino, giornalisti, ricercatori e 17 famiglie del vino italiano di altrettante regioni (sotto l’elenco).

“La qualità dell’ambiente, le bontà enogastronomiche, la bellezza dei borghi e dei nostri paesaggi, ma anche il lavoro, lo stile di vita, le relazioni sociali e il tessuto produttivo fanno delle Città del Vino un modello di riferimento per tutta l’Italia. Dobbiamo ripartire anche dai valori delle Città del Vino per ripensare il nostro Paese – sottolinea il presidente Floriano Zambon -. Trent’anni di vita, progetti e attività al servizio dei territori lo dimostrano: nei luoghi con una forte identità si vive meglio, c’è più lavoro, la qualità della vita è più alta. La vite e il vino sono due elementi attorno ai quali si può ripensare una comunità. La nostra storia lo insegna e non sono soltanto i dati a parlare”.

Il Libro Bianco dei 30 Anni è un’approfondita analisi dell’universo delle Città del Vino sotto tanti aspetti e temi: le buone pratiche ambientali, i piani regolatori delle Città del Vino, i progetti legati all’archeologia della vite, i musei del vino e della cultura rurale, ma anche la zonazione, la pianificazione urbana attorno al “cibo”, l’educazione al consumo, le pari opportunità e molti altri. Il documento si conclude con lo statuto e il regolamento dell’Associazione, la Carta della Qualità, l’Alfabeto delle Città del Vino e il manifesto un “Vino onesto è un prodotto della terra”.

Ampio rilievo è dato anche ai contributi e alle riflessioni dell’Associazione sui più importanti temi che interessano la filiera e i territori vitivinicoli e ad alcune proposte che intende lanciare per una maggiore valorizzazione dei Comuni e degli Enti associati. La prima proposta punta a raccogliere il patrimonio informativo che ruota intorno alle Città del Vino in un sistema informatizzato secondo un modello di Big Data che accompagni i progetti e i servizi da sviluppare nei prossimi anni. Un secondo intervento prevede accordi e convenzioni con atenei e istituti per promuovere il patrimonio territoriale delle Città del Vino attraverso ricerche, pubblicazioni, eventi, iniziative di marketing. Un terzo ambito riguarda la comunicazione coordinata sul web per tutte le Città del Vino, mettendo in rete attraverso modelli di visualizzazione comuni e condivisi l’offerta enoturistica dei Comuni associati.

Il Premio 30 Anni Città del Vino

Il blocco più grande dei premiati è quello delle famiglie di produttori: oltre il 90% della vitivinicoltura italiana è legata alle tradizioni e alla continuità familiare. Tra i premiati anche rappresentanti di fondazioni, ambasciatori delle Città del Vino e 4 ex Presidenti (2 del secolo passato e 2 del secolo attuale). Più vari collaboratori delle Città del Vino, tre giornalisti e un importante premio alle Sovrintendenze per progetti di archeologia della vite, uno realizzato nel secolo scorso, uno nel nuovo.

L’Associazione ha voluto assegnare, in occasione del suo trentennale, il Premio Città del Vino a personaggi che, a vario titolo, hanno collaborato alle molteplici attività svolte, contribuendo a scrivere la sua storia. I premiati sono ex amministratori locali, professionisti, studiosi e ricercatori,  uomini e donne del mondo del vino e non solo, che hanno stretto con le Città del Vino un legame che è andato oltre il loro rapporto con l’istituzione, instaurando una amicizia duratura. Accanto a loro, il riconoscimento è stato assegnato anche ad alcune famiglie del vino che, simbolicamente, rappresentano il valore della continuità, il saper tramandare tra generazioni l’attività vitivinicola a presidio dei territori e a salvaguardia di saperi e di tradizioni, oltre che espressione di un’alta qualità produttiva.

Elenco dei premiati

Elio Archimede (giornalista, primo segretario dell’Associazione Città del Vino)
Pasquale Di Lena (giornalista, promotore della nascita dell’Associazione Città del Vino)
Piero Bertossi (ex amministratore)
Tomaso Zanoletti (primo presidente dell’Associazione)
Massimo Corrado (ex presidente dell’Associazione, fondatore della società di servizi Ci.Vinsrl)
Salvatore Lombardo (ex presidente dell’Associazione)
Paolo Saturnini (ex presidente dell’Associazione)
Valentino Valentini (ex presidente dell'Associazione)
Pietro Iadanza (ex presidente dell’Associazione)
Carme Ribes (prima segretaria di Recevin, rete europea Città del Vino)
Massimo Fiorio (parlamentare, relatore Testo Unico del Vino)
Attilio Scienza (docente Facoltà di Agraria Università di Milano)
Magda Antonioli Corigliano (docente Economia del turismo Università Bocconi di Milano)
Andrea Ciacci (ricercatore Dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena)
Andrea Zifferero (docente Dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali  Università di Siena)
Rossano Pazzagli (docente Storia Moderna Università del Molise)
Pier Carlo Tesi (architetto)
David Palterer (architetto)
Marcello Di Martino (già responsabile tecnico del concorso enologico La Selezione del Sindaco)
Nino D’Antonio (giornalista, scrittore)
Claudio Fabbro (agronomo)
Roberto Gaudio (direttore Cervim)
Sovrintendenze di Pompei e Selinunte
Alessandra Moneti (giornalista di Ansa)
Antonio Corbo (giornalista di Repubblica-Napoli)
Antonio Fiore (giornalistaGazzetta del Mezzogiorno/Corriere della Sera)

Le Famiglie del Vino

Villa Russiz (Capriva del Friuli, Friuli)
Famiglia Zeni (Bardolino, Veneto)
Famiglia Planeta (Sambuca di Sicilia, Sicilia)
Famiglia Picedi Benettini (Arcola, Liguria)
Famiglia Cherchi (Usini, Sardegna)
Famiglia Librandi (Cirò Marina, Calabria)
Famiglia Masciarelli (San Martino sulla Marrucina, Abruzzo)
Famiglia Carletti (Frascati, Lazio)
Famiglia Caprai (Montefalco, Umbria)
Famiglia Ceretto (Alba, Piemonte)
Famiglia Contucci (Montepulciano, Toscana)
Famiglia Garofoli (Loreto, Marche)
Famiglia De Corato (Andria, Puglia)
Famiglia Mustilli (Sant’Agata dei Goti, Campania)
Famiglia Letrari (Rovereto, Trentino)
Famiglia Riccardi (San Colombano al Lambro, Lombardia)
Famiglia Manzini (Castelvetro di Modena, Emilia Romagna)

Città del Vino lancia l’Urban Food Planning

Dopo il “Piano Regolatore del Vino” un nuovo strumento di pianificazione al servizio di Comuni, borghi e territori a vocazione enogastronomica. 

Ambrogio Lorenzetti, Effetti del Buon Governo in città e in campagna, 1338-1339, affresco, Siena, Palazzo Pubblico
Il cibo e l’agricoltura diventano materia per urbanisti, architetti e sociologi dell’ambiente. Le prime iniziative a Toronto e Calgary in Canada e in Regno Unito a Bristol


Città e campagna saranno più vicine e più integrate con l’Urban Food Planning, un nuovo strumento di pianificazione e riorganizzazione dei territori a vocazione enogastronomica. Questo filone dell’urbanistica e della gestione ambientale muove i primi passi in Italia grazie a un ambizioso progetto dell’Associazione Nazionale Città del Vino.

Un progetto che rappresenta la naturale evoluzione dei Piani Regolatori del Vino. L’Urban Food Planning è infatti la nuova frontiera dello sviluppo sostenibile di città e aree metropolitane, un programma complesso che parte da valutazioni semplici e quotidiane: il cibo, al centro della nostra vita, ha evidenti connessioni con l’ambiente e il paesaggio, pone questioni di democrazia alimentare, problemi per i Paesi ricchi (es. diabete e obesità), costi occulti per il sistema sanitario ed è volano per le economie locali ma anche motivo di viaggio e scoperta dei territori.

Sulla base di tali implicazioni le Città del Vino stanno promuovendo tra i 407 Comuni associati questo innovativo strumento di programmazione urbanistica e rurale che mette l’agricoltura al centro del futuro.

IL FUTURO DEL VINO ITALIANO TRA INNOVAZIONE E CAMBIAMENTO NEL CONVEGNO AL MIPAAF

Si è svolto ieri presso la Sala Cavour del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali l'incontro organizzato dall’AIS sul Testo Unico del vino, alla presenza del Vice Ministro Andrea Olivero.  


Cambiamento, innovazione, comunicazione, ma anche salvaguardia della tradizione e del patrimonio storico e culturale rappresentato dalla viticoltura italiana. Il tutto nell’ottica delle recenti norme legislative del Testo Unico del vino. 


La giornata è stata aperta dal Vice Ministro Andrea Olivero, che ha sottolineato: “Già dal primo articolo del Testo Unico spicca il ruolo straordinario del vino, non solo come prodotto, ma come patrimonio da preservare e accrescere. In linea con questo approccio, il confronto odierno sia uno stimolo per tutti noi, istituzioni, operatori ed esperti; sono sicuro che attraverso una puntuale divulgazione del prodotto e della sua cultura, possa emergere una piena percezione del suo inestimabile valore”.

I relatori intervenuti hanno rappresentato le diverse voci del comparto vitivinicolo con interventi puntuali e precisi. Riccardo Cotarella (Assoenologi) ha evidenziato lo stretto legame tra cultura e comunicazione del vino e l’importanza di un approccio sistematico. Piero Mastroberardino (Federvini e Istituto Vino Italiano di Qualità-Grandi Marchi) ha chiesto di avere un’unica stanza di ascolto per accorciare il più possibile i tempi di attuazione dei decreti. Oreste Gerini (Direttore Generale ICQRF) ha esposto gli aspetti fondamentali del Testo Unico e le ricadute pratiche nei diversi ambiti. Vito Intini (Presidente ONAV e coordinatore della Consulta Nazionale del Vino) ha espresso l’importanza del coordinamento nell’intera filiera vitivinicola. Antonio Rossi (Unione Italiana Vini) ha invece prodotto una disamina dei futuri decreti attuativi.

Il Presidente dell’Associazione Italiana Sommelier Antonello Maietta, cui va il merito di aver ideato e voluto questo momento di confronto e aggregazione di più persone, ha dichiarato: “Mi auguro che la data prescelta per il nostro convegno, il 21 marzo, sia di buon auspicio e rappresenti l’inizio di una primavera di risveglio e rinascita anche per il vino italiano. Questo incontro ruota infatti attorno all’idea di collaborazione, sinergia e compartecipazione di diverse competenze che insieme rappresentano e delineano il futuro del panorama vitivinicolo.”

I temi della giornata non si sono limitati a un’analisi dei testi di legge, ma hanno aperto, attraverso le testimonianze dei relatori, prospettive di maggior respiro, quali il valore della filiera vitivinicola, del patrimonio ampelografico, fino alle prospettive di un “nuovo rinascimento” per il vino italiano.

martedì 21 marzo 2017

La Deutschland Sommelier Association al Prowein: il trionfo del Vino italiano

Si chiude la tre giorni di degustazioni tricolori. Stampa e operatori tedeschi scoprono la Calabria.

È stato un vero e proprio trionfo quello del vino italiano all’edizione 2017 del Prowein, The International Trade Fair for Wines and Spirits andato in scena a Dusseldorf da domenica 19 a martedì 21 marzo.

In particolare addetti ai lavori provenienti da tutto il mondo hanno potuto apprezzare tutte le sfumature del variegato Vigneto Italia presso lo stand della DE.S.A. (Deutschland Sommelier Association): 160 mq dedicati quasi esclusivamente al Bel Paese, con la presenza di decine di cantine e di eventi a tema.

Un programma ricchissimo che ha visto la Calabria,regione ospite di questa edizione 2017, recitare un ruolo di primo piano. Diversi i focus su uve autoctone e vini provenienti dalla punta dello Stivale: dal Gaglioppo al Magliocco passando per il Greco di Bianco e il Moscato di Saracena; un arcobaleno di aromi e sapori che non ha lasciato di certo indifferenti la stampa specializzata e gli operatori teutonici.

Molti altri i momenti che hanno visto il tutto esaurito presso gli spazi DE.S.A., durante i quali il Made in Italy ha calato alcuni dei suoi assi, sempre ambitissimi dal pubblico di appassionati. A brillare sono state in particolar modo le bollicine – che stanno indubbiamente attraversando un periodo aureo - con le strepitose verticali della Riserva del Fondatore di Giulio Ferrari e di Berlucchi Palazzo Lana Franciacorta, nelle versioni Riserva Extrême e Riserva Satèn. Altra verticale d’eccezione è stata quella dedicata al Sal Leonardo, autentico fuoriclasse del panorama vinicolo nazionale.

“Questa tre giorni – racconta Sofia Biancolin, Presidente della DE.S.A. – sottolinea ancora una volta il fascino che esercita il vino italiano sugli appassionati e sugli addetti ai lavori del mondo intero. Uno charme dovuto indubbiamente, oltre a un ovvio valore qualitativo, alle caratteristiche di tipicità, estrema varietà e radicamento territoriale che contraddistinguono il movimento vitivinicolo italiano, rendendolo così unico nel suo genere. A confermare queste affermazioni i numeri DE.S.A. per questa edizione del Prowein, con oltre 2.000 visitatori professionali, tra giornalisti, buyers, ristoratori, enotecari, food&beverage manager, transitati dal nostro stand e circa 1.500 incontri tra i nostri espositori e i compratori internazionali".

SOL&AGRIFOOD, IL SALONE CHE SPIEGA AI BUYER ESTERI I PRODOTTI TIPICI ITALIANI

Sol&Agrifood 2017, il Salone internazionale dell’agroalimentare di qualità di Veronafiere, in programma dal 9 al 12 aprile (www.solagrifood.com) in concomitanza con Vinitaly, è un modello di rassegna interattiva grazie all’opportunità che offre di sperimentare i prodotti degli espositori con cooking show, educational e degustazioni.

Le merceologie maggiormente rappresentate sono l’olio extravergine di oliva, la pasta e i prodotti da forno, le birre artigianali, i formaggi, la cioccolata, le conserve e i condimenti, i salumi, ma sono disponibili molte altre produzioni alimentari e ortofrutticole. Ultima arrivata, la pizza.

Area Pizza. Da alimento semplice, unico al mondo e apprezzato in ogni angolo del pianeta la pizza ha attirato nel tempo la curiosità degli chef diventando una delizia gourmeat. Proprio a quest’ultima evoluzione del piatto tricolore per eccellenza è dedicata la nuova area sia espositiva sia laboratorio di Sol&Agrifood, in cui chef e pizzaioli si sfideranno a suon di impasti speciali e condimenti innovativi.

Biodiversità e territori. Altra novità di quest’anno è il nuovo spazio dedicato alla biodiversità delle produzioni territoriali che va a integrare l’area dedicata ai salumi del 2016. Un modo per valorizzare in chiave business una peculiarità dell’agroalimentare italiano unica al mondo, sempre più apprezzata dai mercati esteri che si aggiunge agli spazi ormai consolidati dedicati a formaggi, olio extravergine di oliva e birre artigianali.
Il progetto prevede la realizzazione di un’area tematica interattiva chiamata Salumi, Biodiversità e Territori, per valorizzare le tipicità con degustazioni guidate e workshop in inglese per i buyer esteri. Un progetto che risponde alle esigenze delle aziende medio-piccole, espositrici di Sol&Agrifood, di entrare sempre più in contatto con operatori specializzati esteri, oltre che con operatori italiani dell’horeca e della distribuzione organizzata. La richiesta è indicata da oltre il 40% dagli espositori tra le motivazioni che spingono alla partecipazione alla fiera.
L’area Salumi, Biodiversità e Territori è gestita in collaborazione con l’Accademia delle 5T, l’associazione nata per valorizzare in ambito alimentare proprio i valori del territorio, della tradizione, della tipicità, della trasparenza e della tracciabilità.

Operatori esteri. Nell’edizione 2016 Sol&Agrifood ha visto la presenza di 56.000 operatori professionali, dei quali 14.000 provenienti da 82 Paesi. Quest’anno alle delegazioni di buyer invitati in fiera attraversole attività di incoming di Veronafiere e ICE si aggiunge un’iniziativa mirata su Taiwan con 15 operatori tra importatori e chef invitati a seguire le sessioni della EVOO Academy dedicata ai visitatori internazionali sull’utilizzo dell’olio extravergine di oliva. Modello di fiera capace di dare grande visibilità verso i mercati esteri, Sol&Agrifood si sviluppa su una superficie di circa 8.000 metri quadrati lordi.

Il b2b organizzato da Veronafiere. Per la prima volta vengono organizzati incontri b2b con la modalità Taste&Buy tra le aziende espositrici e i buyer selezionati attraverso le attività di incoming. I Paesi di provenienza dei buyer coinvolti sono: Usa, Danimarca, Germania, Giappone, Austria, Singapore, Regno Unito e Francia. Gli incontri si svolgono nella Sala Polifunzionale di Sol&Agrifood.
Per l’olio extravergine di oliva, viene proposto anche quest’anno il Gdo Buyers’ Club, uno spazio dove le aziende espositrici possono avere incontri b2b con le diverse insegne della grande distribuzione organizzata.

Gli oli vincitori di Sol d’Oro. Tra le attività promozionali a favore degli oli extravergine di oliva vincitori di medaglia nelle due edizioni di Sol d’Oro – Emisfero Nord ed Emisfero Sud – c’è la loro presentazione con degustazione libera presso l’Oil bar. Gli oli insigniti della Gran Menzione vengono invece utilizzati nelle finali della Jam Cup della Federazione italiana cuochi e nei cooking show della EVOO Academy.

Cooking show. Tre le iniziative per promuovere il corretto utilizzo dell’olio extravergine di oliva. Si inizia con le attività pratiche della EVOO Academy, rivolte a professionisti già competenti sull’olio extravergine di oliva; ingredienti gli oli che hanno ottenuto la Gran Menzione al concorso internazionale Sol d’Oro e i prodotti alimentari degli espositori di Sol&Agrifood.
Per imparare a cucinare correttamente con l’olio extravergine di oliva, Sol&Agrifood in collaborazione con Aipo (Associazione Interregionale produttori Olivicoli di Verona) propone Oliocibando, veri e propri corsi di formazione per cuochi del canale horeca.
Infine, la cucina diventa spettacolo con Giorgio “Giorgione”, testimonial di Sol&Agrifood, uno dei pochi personaggi televisivi davvero attento all’uso dell’olio extravergine di oliva, uno di quelli, per intendersi, che nei suoi piatti non si limita a “condire con un filo d’olio”.

Gare, premi, workshop, degustazioni. Gli oli extravergine di oliva con Gran Menzione del Concorso Sol d’Oro sono protagonisti, assieme ai giovani della Fic - Federazione Italiana Cuochi, delle finali della Jam Cup, il trofei Junior Assistant Master della Fic, al secondo anno di vita. La giuria è composta dai cuochi Master, impegnati anche nelle cucine del Ristorante Goloso, il ristorante gourmeat della manifestazione che assieme a Speedy Goloso per finger food e spuntini permette di gustare al meglio i prodotti esposti.
In sala Mantegna, sono in programma, sempre dedicate all’olio extravergine di oliva, una serie di degustazioni guidate di oli extravergine di oliva nazionali ed esteri.
Confermati infine l’ottava edizione del Premio Golosario, in collaborazione con i critici Paolo Massobrio e Marco Gatti per premiare le eccellenze emergenti dell’agroalimentare presenti in fiera.

Formazione. Certificazione VIA, alla vigilia di Vinitaly partono i corsi di certificazione per Wine Expert e Wine Ambassador

Condotto da esperti del settore conosciuti e famosi in tutto il mondo e realizzato con il supporto organizzativo e professionale di Vinitaly, Vinitaly International Academy (VIA) è il primo corso di specializzazione sul vino italiano. Due i livelli di certificazione grazie ai quali i partecipanti potranno acquisire una conoscenza approfondita di ciascuna varietà d’uva, vino e area di produzione. 


Oltre ai corsi di certificazione per Wine Expert e Wine Ambassador del vino italiano, anche gli Executive Wine Seminar, il nuovo progetto educational di Vinitaly International che mira a diffondere e spiegare la grande varietà del vino italiano nel mondo e che saranno svolti all’estero nelle tappe di Vinitaly International. E da quest’anno VIA lancerà per la prima volta un secondo corso di certificazione a New York, dal 26 al 39 giugno, dedicato a professionisti del vino americani.

La terza edizione del corso di certificazione VIA - Vinitaly International Academy, si svolgerà dal 3 al 7 aprile 2017, e proprio a partire da quest'anno, nelle sale degustazione del nuovo spazio wine2digital di Vinitaly International, al primo piano del Palaexpo di Veronafiere. 59 i candidati selezionati e provenienti da tutto il mondo, in particolare da Usa, Cina e Canada. Tra i nomi illustri che vogliono approfondire le proprie competenze sul vino italiano Levi Dalton, Pedro Ballesteros Torres MW, Nicholas Paris MW, Kathy Morgan MS e Laura De Pasquale MS.

VIA è stata fortemente voluta da Stevie Kim, Managing Director di Vinitaly International, la quale ritiene che la formazione sia la base per promuovere, spiegare e divulgare con rigore scientifico la diversità e ricchezza dei vini italiani. Data infatti la complessità e la grande varietà del vino italiano, (si calcolano 330 DOC, 73 DOCG e più di 541 vitigni autoctoni) spesso il professionista straniero non riesce a maturare una corretta conoscenza delle realtà vinicole del Bel Paese e a veicolare le proprie nozioni in maniera accurata e standardizzata.

Direttore scientifico Ian D’Agata, famoso esperto di vino italiano e giornalista. Ian scrive regolarmente per Stephen Tanzer’s International Wine Cellar e Decanter Magazine ed è anche l’autore di più di 10 libri e guide sul vino italiano. La sua opera più recente, Native Wine Grapes of Italy (University of California Press, 2014), è già stata acclamata come uno dei libri più rigorosi mai scritti sul vino italiano ottenendo un enorme successo di pubblico e critica, ed è stata oggetto di recensioni entusiaste pubblicate sul Boston Globe, LA Times, Decanter, The World of Fine Wines, wineanswers.com, wineeconomist.com e molti altri ancora. Ian D’Agata sarà supportato nel suo lavoro d’insegnamento da professori Universitari e da docenti in possesso di certificazione IWE.

I due livelli di certificazione VIA non vogliono essere un’alternativa ai tanti insegnamenti eccellenti disponibili in tutto il mondo, quali ad esempio i corsi del Wine Spirit Education Trust (WSET), che sono, anzi, fortemente consigliati in quanto propedeutici al corso VIA. I corsi di specializzazione della Vinitaly International Academy sono invece da intendersi come un approfondimento sui vini italiani. Il conseguimento dei certificati conferirà agli studenti un ulteriore titolo di merito nel campo del vino italiano offrendo loro maggiori possibilità anche nel mondo del lavoro.

Dopo tre anni di attività, sono sei gli Italian Wine Experts certificati VIA: Michaela Morris e Gurvinder Bhatia canadesi, Lingzi He e Jinglin Zhang dalla Cina, Geralyn Brostrom dagli Usa e Wai Xin Chan da Singapore.

Sono invece 61 gli Italian Wine Ambassador, da Australia (2), Austria, Brasile (2), Canada (9), Cina (18), Germania (2), Grecia, Korea (4), Lettonia, Russia (5), Singapore, Regno Unito (2), Usa (13). I loro nomi all’indirizzo internet www.vinitalyinternational.com/vinitalyinternational-academy/expert-ambassador.

Con oltre 50 anni di esperienza accumulata nel settore vino italiano e internazionale, Vinitaly rappresenta da sempre l'epicentro della cultura e del business del vino italiano in Italia e nel mondo. Questa grande esperienza accumulata nel tempo e supportata da individui che lavorano con e per il vino italiano da sempre, garantisce che i corsi della VIA siano lo stato dell'arte in fatto di cultura enologica italiana. Nessun altro corso sul vino Italiano offre un simile livello di conoscenza e credibilità. Ideata da Vinitaly International, VIA si pone l’obiettivo di semplificare la complessità enologica italiana attraverso la sua promozione, la spiegazione e la divulgazione dei vitigni e dei terroir, lavorando ad ogni livello di conoscenza, con particolare attenzione ad ogni singolo mercato di consumo, al fine di creare una comunità esperta attiva in tutto il mondo.

Info: www.vinitalyinternational.com