venerdì 30 settembre 2016

Premio Masi. La Fondazione premia la cultura

XXXV PREMIO MASI: ANNUNCIATI I VINCITORI
Sandro Boscaini, vice presidente della Fondazione Masi e presidente di Masi Agricola ed ideatore del Premio: “Da 35 anni il Premio Masi interpreta l’attualità dei valori delle Venezie, promuove il confronto e arricchisce la contaminazione culturale.". A Verona il 1 ottobre presso il Teatro Filarmonico.

Tre sezioni e cinque interpreti di una forte identità culturale capaci di trasferire, attraverso il proprio genio creativo, le virtù fondanti di una civiltà che guarda al futuro seminando tracce di valori profondi e inesauribili. E’ questa la vocazione del Premio Masi che, giunto alla sua XXXV edizione, ha svelato oggi i protagonisti che sabato 1 ottobre riceveranno ufficialmente il riconoscimento. 

Per il Premio Masi Civiltà Veneta: l’artista visuale Giosetta Fioroni, il fumettista e illustratore Lorenzo Mattotti, l’autore teatrale, attore e scrittore Natalino Balasso; per il Premio Masi Civiltà del Vino il filosofo britannico e divulgatore Roger Scruton e per il Grosso D’Oro Veneziano la scrittrice filosofa Ágnes Heller insigne rappresentante della coscienza europea.

“In questa 35^ edizione, il Premio Masi intende riaffermare l’identità forte di un territorio, quello veneto, da sempre aperto all’Europa e al mondo, inclusivo, dotato di una grande inclinazione ad attrarre talenti ed energie – ha commentato Isabella Bossi Fedrigotti, presidente della Fondazione Masi, organizzatrice del Premio -. Coerentemente per la Civiltà Veneta quest’anno la giuria ha scelto, oltre al rodigino Balasso, anche veneti di adozione, ovvero personalità che hanno assorbito i nostri valori talvolta scegliendo di stabilirsi nel territorio, instaurando comunque significative relazioni con la sua originale cultura, come Giosetta Fioroni e Lorenzo Mattotti”

Nata da famiglia di artisti, Giosetta Fioroni studia all’Accademia di Belle Arti di Roma. Sempre incline alla sperimentazione, nella sua lunga carriera ha utilizzato diversi mezzi per esprimere il suo talento: dai disegni alle sculture, dalle tele al collage fino ai teatrini in ceramica. Giosetta Fioroni entra nell’Albo del Premio “per essere artista visuale di fama internazionale, dalla straordinaria capacità di mescolare materiali e linguaggi diversi in uno stile magico e inconfondibile”. La sua premiazione ricorre nel trentennale della scomparsa di Goffredo Parise, del quale Giosetta è stata fedele compagna sin dal 1964, condividendone in Veneto il territorio dell’anima: attraverso lei, la Fondazione Masi intende ricordare e rendere omaggio al grande scrittore veneto.

Lorenzo Mattotti accende i riflettori della Civiltà Veneta del Premio Masi sull’arte del fumetto e dell’illustrazione. Figlio di un ufficiale dell’esercito, dopo aver vissuto in varie città si forma frequentando la facoltà di Architettura di Venezia ed esordisce come autore di fumetti. A Parigi raggiunge fama internazionale: le sue illustrazioni sono pubblicate dai massimi quotidiani e riviste internazionali (tra gli altri: Le Monde, The New Yorker, Das Magazin, Corriere della Sera e Repubblica). Per la Fondazione Masi Lorenzo Mattotti “è riuscito a portare in Francia, patria incontestata della bande dessinée (la striscia disegnata), il suo segno denso e sognante, imponendosi come uno dei massimi interpreti del disegno contemporaneo”

Natalino Balasso, autore teatrale, attore, scrittore, “uno dei più versatili e geniali eredi della Commedia dell’Arte italiana e della sua declinazione veneta in forma di irresistibile e intelligente comicità” chiude la sezione della Civiltà Veneta del XXXV Premio Masi. Nato a Porto Tolle (RO), Balasso – artista autodidatta – inizia ad esibirsi nei club e nei piccoli teatri emiliano - romagnoli alla fine degli anni ’80, con spettacoli comici surreali e futuristi nello stesso tempo. Nel 1993 debutta sul piccolo schermo come autore comico per alcuni programmi in onda sulle reti Mediaset che lo porteranno alla notorietà tra il grande pubblico. Uomo di spettacolo e scrittore è riconosciuto per essere attore estremamente versatile.

Sarà il filosofo britannico “pro Brexit”, Roger Scruton, il protagonista del Premio Internazionale Masi per la Civiltà del Vino. Accademico, curatore, editore, avvocato e autore di opere che spaziano dall’estetica all’etica fino alla politica, Scruton “scuote da decenni il mondo intellettuale con le sue appassionate polemiche. Nel suo libro ‘Bevo dunque sono’’ (2009) ripercorre la storia e le implicazioni filosofiche di un patrimonio su cui si fonda la civiltà occidentale, esaltandone il valore materiale e spirituale”. Considerato uno dei più famosi e influenti filosofi e pensatori contemporanei dallo spiccato conservatorismo, Roger Scruton declina il suo talento intellettuale nella comprensione e nella difesa delle conquiste della cultura occidentale. Nel suo saggio eno-culturale, ogni filosofo è provocatoriamente accostato ad un vino, in un esercizio di dialettica ironica che evidenzia il legame secolare tra il dono di Bacco e la civiltà e sottolinea, al contempo, la sua attitudine ad essere un grande divulgatore

Parla ungherese il Grosso d’Oro Veneziano, il riconoscimento internazionale del Premio Masi dedicato alle personalità che hanno promosso i valori fondanti della società e del vivere civile. Sarà infatti la filosofa e scrittrice Ágnes Heller a firmare la storica botte di Amarone Masi – emblema del Premio. Per la giuria dell’omonima Fondazione, Ágnes Heller è “una delle figure più rappresentative della coscienza europea che, dall’iniziale riflessione marxista sull’etica e la famiglia, è approdata a una appassionata e inesausta battaglia per superare i rapporti di subordinazione e di dominio tra sessi, etnie, nazioni ovunque e comunque essi si manifestino”. Sopravvissuta all’Olocausto, attivista e massimo esponente della Scuola di Budapest, la corrente filosofica del marxismo aderente al cosiddetto ‘dissenso dei Paesi dell’Est europeo’, la Heller interpreta oggi l’incoerenza esplosiva della democrazia europea e dello stato di diritto non per offrire “soluzioni ma per illuminare le contraddizioni” anche attuali. Per Ágnes Heller “Le carte dei diritti umani sono finzioni giuridiche che hanno valore di fatto. I diritti di cittadinanza sono invece fatti che hanno un valore politico. L’universalismo dei diritti umani spinge ad aprire le porte ai rifugiati, senza fare distinzione tra migranti e profughi di guerra” (da una sua intervista pubblicata in Italia il 7 aprile 2016).

Per l’ideatore del Premio, Sandro Boscaini, vice presidente della Fondazione Masi e presidente di Masi Agricola: “Da 35 anni il Premio Masi interpreta l’attualità dei valori delle Venezie, promuove il confronto e arricchisce la contaminazione culturale. In questo tempo di smarrimento identitario abbiamo bisogno di testimoni positivi, che vivano con impegno le loro idee e il loro lavoro, capaci di proiettare i giovani in una nuova e più promettente visione del futuro”.

LA "WINE EXPERIENCE" DI MILANO GOLOSA

MILANO SI SCOPRE GOLOSA, ANCHE DI VINO
Degustazioni e dibattiti sul vino: Milano Golosa (dal 15 al 17 ottobre al Palazzo del Ghiaccio) propone un calendario di eventi per appassionati e addetti ai lavori.

Un confronto sui metodi alternativi di vinificazione e affinamento del vino e sette importanti master class: è un'offerta quanto mai ricca per gli appassionati di vino quella che Davide Paolini sta preparando per la quinta edizione di Milano Golosa, la manifestazione gastronomica in programma dal 15 al 17 ottobre a Palazzo del Ghiaccio. 

Il momento di dibattito più atteso è certamente quello di lunedì 17 ottobre alle ore 11 con l'incontro dal titolo Pietra, vetro, porcellana: nuove vie per il vino? Tre produttori di frontiera porteranno le loro esperienze di vinificazione e affinamento in contentori diversi dal legno e dall'acciaio.

Benjamin Zidarich, vignaiolo del Carso, racconterà della tradizione millenaria di conservare vino e olio in vasi di pietra ricavata dalle cave della zona. Contenitori che ha ripensato per la vinificazione sulle bucce della Vitovska, grazie alla naturale capacità di controllare la temperatura della pietra.

Stefano Amerighi porterà l'esperienza maturata sui Monti Sibillini ad Arquata del Tronto, oggi devastata dal terremoto, dove dal 2012 fa affinare il Pecorino in damigiane di vetro da 54 litri, un contenitore che definisce semplicemente "perfetto".

Con il piemontese Fabio Gea si potrà invece conoscere un percorso iniziato nel 2010 per la sperimentazione di innovativi contenitori vinari progettati ad hoc per le sue specifiche esigenze, realizzati in particolari ceramiche cotte ad alte temperature, come i grès e le porcellane.

Al termine del dibattito si potranno degustare i vini affinati in pietra, vetro e ceramica.

Sette le degustazioni che animeranno i tre giorni di Milano Golosa 2016 con un calendario organizzato in collaborazione con WineMi, la rete che raggruppa 5 enoteche storiche milanesi, simbolo della cultura del bere bene meneghino: Enoteca Eno Club, Cantine Isola, La Cantina di Franco, Enoteca Ronchi, Radrizzani Drogheria Enoteca, in partnership con alcune importanti cantine italiane.

Ci sarà quindi l’occasione per assaggiare le espressioni più significative della viticoltura nazionale con un’intensa incursione nello Champagne con la Maison Thiénot. Di calice in calice, si farà tappa nel Salento, nella Val d’Orcia, nella Valpolicella, nel Collio, nella Valtenesi, nel Pomino con Feudi San Marzano, Col d’Orcia, Marion, Jermann, Costaripa, Frescobaldi.

Le degustazioni avranno una durata di circa un’ora e mezza e saranno guidate dagli esperti delle case vinicole in questione: non si tratterà di semplici introduzioni al vino, ma di veri e propri approfondimenti che avvicineranno i visitatori alle più pregiate etichette ed annate. Completa l'offerta enologica la presenza tra i banchi d'assaggio di numerose cantine di alto livello, provenienti da tutta Italia.

Milano Golosa sarà aperta al pubblico sabato 15 ottobre (dalle 13 alle 21), domenica 16 ottobre (dalle 10 alle 20) e lunedì 17 ottobre (dalle 10 alle 17). Tanti gli eventi che coinvolgeranno anche altri luoghi – ristoranti ed enoteche del centro – con il programma di Fuori Milano Golosa. Il biglietto d’ingresso, come nelle passate edizioni sarà di 10 euro a persona, 5 euro per i bambini dai 6 ai 12, bambini minori di 6 anni gratuito. Il programma sarà presto disponibile sul sito della manifestazione (www.milanogolosa.it).

Ecco il programma completo degli appuntamenti:

SABATO 15 OTTOBRE

14.30 Il primitivo: dal frutto ai lunghi affinamenti (Feudi San Marzano)
Un percorso di degustazione con protagonista prodotti 100% Primitivo: da primitivi di frutto e freschezza, passando per medi e lunghi affinamenti in botte, fino ad arrivare alla DOCG Primitivo di Manduria Dolce Naturale e alla grappa, per esplorare le potenzialità di un uno dei vitigni principe della Puglia.

16.30 Poggio al Vento: la perla bruna di Montalcino (Col d’Orcia)
Verticale di grandi annate di Brunello Riserva Poggio al Vento, uno dei primi crù di Montalcino, massima espressione della tradizione e del rispetto del territorio dell’azienda.

18.30 Thiénot – Une grande Maison d’ aujourd’hui
25 anni fa, Alain Thiénot fondava in Champagne una nuova azienda, fedele ai valori essenziali della qualità, della modernità e del lusso. Questa intraprendente scommessa chiarisce perfettamente la personalità di un imprenditore volitivo grazie ai suoi valori del «terroir», alla sua abilità e alla sua capacità comunicativa.

DOMENICA 16 OTTOBRE

12.00 La vigna in rosa (Costaripa)
Attraverso la degustazione di “Rosamara”, “Molmenti”(degustazione in anteprima, questo vino verrà commercializzato da marzo 2017), “Mattia Vezzola Brut Rosè” Met. Classico S.A.,“Mattia Vezzola Grande Annata Rosè 2011” Met. Classico, si scopre il profilo sensoriale del Valtènesi Rosè, il vino più nobile e rappresentativo del Lago di Garda, rendendolo unico e contemporaneo.

14.00 Il Collio di Silvio Jermann
Jermann è la storia di una passione che arriva da molto lontano, un marchio che è simbolo di qualità e valorizzazione del territorio. Dagli anni Settanta Silvio Jermann, grazie alla sua genialità e fantasia, dà una svolta epocale all’azienda fondata da Anton nel 1881 e porta i vini ai vertici italiani e mondiali.

16.00 La Valpolicella secondo Marion.
Un viaggio nella Valpolicella, attraverso gli eleganti vini di Marion che esprimono le varietà più storiche di questa terra.

18.00 Frescobaldi presenta Leonia e il territorio di Pomino
Un vino che esprime la voglia di intraprendere nuove strade, coraggioso e determinato, dal carattere espressivo ed elegante come la trisavola Leonia che ha ispirato Frescobaldi nella scelta innovativa di impiantare vitigni francesi a Pomino.

LUNEDI 17 OTTOBRE

11.00 Pietra, vetro, porcellana: nuove vie per il vino?
Benjamin Zidarich, Stefano Amerighi e Fabio Gea raccontano i particolari metodi di affinamento in pietra, vetro e porcellana che utilizzano per i loro vini.

Festival Franciacorta a Barolo

Terza tappa dei Festival itineranti del Franciacorta
Lunedì 17 ottobre, al Castello Falletti di Barolo.

Dopo il successo del Festival Franciacorta in Cantina, riprendono gli appuntamenti itineranti dedicati alla scoperta del Franciacorta nelle sue diverse tipologie e declinazioni facendo tappa nelle Langhe, terre dalla riconosciuta cultura enogastronomica.

Sarà proprio uno dei simboli di questo territorio ad ospitare la terza tappa del Festival Franciacorta: l’Enoteca Regionale del Barolo, presente da oltre trent’anni nella storica e magnifica sede del Castello Falletti di Barolo (CN).

A partire dalle 15.30 di lunedì 17 ottobre, gli ospiti potranno degustare Franciacorta ai banchi d’assaggio delle 43 cantine presenti, partecipare a degustazioni guidate e seminari di approfondimento.

Le cantine con le loro etichette proporranno le diverse tipologie di Franciacorta: dal classico Brut, all’Extra Brut, fino al Satèn, ai Millesimati e alle Riserve. Saranno proprio i produttori presenti a condurre i visitatori alla scoperta dei loro Franciacorta e della Franciacorta. Per gli operatori e per gli enoappassionati, quindi, sarà un’ulteriore occasione per approfondire la conoscenza e il gusto del Franciacorta.

Le 43 cantine presenti:

1701 – Abrami Elisabetta - Antica Fratta – Azienda Agricola Fratelli Berlucchi – Azienda Agricola Santo Stefano -  Barone Pizzini – Bellavista – Berlucchi Guido – Bersi Serlini –  Bosio –  Ca’ del Bosco – Camossi – Cantina Chiara Ziliani – Castel Faglia Monogram - Castello di Gussago La Santissima – Cola Battista - Contadi Castaldi – Corte Aura – Corte Fusia – Cortebianca – Ferghettina – Gatti Enrico – La Montina – La Rotonda – Lantieri de Paratico – Le Marchesine – Le Quattro Terre – Lo Sparviere - Marchese Antinori Tenuta Montenisa – Mirabella – Monte Rossa – Mosnel - Quadra – Ricci Curbastro – Ronco Calino – San Cristoforo – Santa Lucia – Solive – Tenuta Ambrosini – Tenuta Montedelma - Uberti – Vezzoli Giuseppe – Villa Franciacorta.

I banchi di assaggio delle 43 cantine partecipanti saranno aperti in due momenti distinti per stampa, operatori e visitatori:

- Ore 15.30 - 17.30: ingresso riservato a stampa e operatori

- Ore 17.30 - 21.00: apertura a pubblico, stampa e operatori
Intero: biglietto d’ingresso al pubblico € 20,00
Ridotto: biglietto d’ingresso per i soci Ais, Fisar, Fondazione Italiana Sommelier, Onav, Slow Food € 15,00.

Durante il festival si terranno due seminari di approfondimento per appassionati e operatori:
- Ore 16.00: "Franciacorta: Nord Sud Ovest Est".
Degustazione alla scoperta delle varie identità territoriali che determinano l’eterogeneità dei vigneti di Franciacorta.

- Ore 17.30: "La Franciacorta incontra le Langhe".
Degustazione di tre tipologie di Franciacorta in abbinamento a tre eccellenze gastronomiche langarole.

Il costo di partecipazione ad ogni seminario è di € 10,00.

Festival Franciacorta a Barolo
Castello Faletti - Enoteca Regionale del Barolo. Piazza Faletti, 1 - Barolo (CN)

I biglietti d’ingresso ai seminari sono disponibili in prevendita sul sito franciacorta.eventbrite.it

Go Wine ad Aglianica 2016

Si inaugura oggi l'edizione 2016 di Aglianica, uno degli eventi più seguiti al Sud nel calendario annuale degli eventi enogastronomici
Una tre giorni in programma fino a domenica 2 ottobre a Rionero in Vulture, presso la prestigiosa sede di Palazzo Giustino Fortunato.

L'aglianico del Vulture è il protagonista per eccellenza, ma la manifestazione da sempre coinvolge il grande pubblico anche attraverso le selezioni di prodotti tipici della Basilicata e con degustazioni di livello che allargano gli orizzonti ad altri vini ed altri temi di interesse nazionale.

Go Wine è fin dal 2001 partner di Aglianica e collabora a diversi momenti dell'evento. In questa edizione il Go Wine Bar è dedicato ad una selezione di vini autoctoni Italiani da nord a sud dell'Italia.

Fa tappa ad Aglianica il Moscato Wine Festival in tour, con il sesto appuntamento del calendario 2016: in degustazione oltre 50 moscato italiani, a confronto fra diffferenti tipologie e varietà.
Sono inoltre 4 i laboratori di approfondimento curati da Go Wine.

Nella giornata di sabato 1 ottobre: "Buono...non lo conoscevo!" dedicato a 4 vini autoctoni italiani da scoprire; "Aglianico & Friends" con un Aglianico del Vulture a confronto con 5 grandi vini rossi italiani.

Domenica 2 ottobre si replica, con una nuova degustazione sul tema "Buono...non lo conoscevo!"e un approfondimento sull'Aglianico del Vulture con 5 grandi rossi del territorio.

PROGRAMMA LABORATORI

venerdì 30 settembre

Ore 20:00
“I Laboratori”
Sala (A,  biblioteca)
“Aglianico del Vulture il gusto del sud” dedicato all'Aglianico del Vulture e alle altre  DOC della Basilicata a cura dell’ AIS.
Sala (B, biblioteca)
“Buono...non lo conoscevo!”  una selezione  di 4 vini autoctoni di diverse regioni italiane, da scoprire e apprezzare  a cura di Go Wine.

Ore 20:00
“I Laboratori”
Sala (A - biblioteca)
“Aglianico del Vulture il gusto del sud” dedicato all'Aglianico del Vulture e alle altre  DOC della Basilicata a cura dell’ AIS
Sala (B, biblioteca)
“Buono...non lo conoscevo!”  una selezione  di 4 vini autoctoni di diverse regioni italiane, da scoprire e apprezzare  a cura di Go Wine.
Sala (C,  le scuderie)
“Le Officine del Gusto”: formaggi  alla ricerca della diversità e delle innovazioni a cura di Roberto Rubino - ANFOSC
Sala (D -  Pro Loco)
“Emozione birra”- Accompagnati dalla maestra birraia Ersilia d’Amico i presenti avranno l’occasione unica per scoprire tutti i segreti della preparazione, della degustazione e dell’abbinamento della birra artigianale
Sala (E – giardini delle scuderie )
“Spirito diVino & sigaro”, dedicato alle grappe e al loro abbinamento con il sigaro e il cioccolato, a cura del "CLUB AMBASCIATORI DELL'ITALICO "

Ore 21:30
“I Laboratori”
Sala (A - biblioteca)
“Aglianico del Vulture il gusto del sud” dedicato all'Aglianico del Vulture e alle altre  DOC della Basilicata a cura dell’ AIS
Sala (B, biblioteca)
Evento speciale: “Aglianico & Friends”
Degustazione di sei grandi vini rossi espressione dei grandi vitigni che caratterizzano la viticoltura italiana. Ovvero 5 vini e un aglianico del Vulture, in una sfida straordinaria.  A cura di Massimo Corrado (Go Wine)
Sala (C,  le scuderie)
“Le Officine del Gusto”: formaggi  alla ricerca della diversità e delle innovazioni a cura di Roberto Rubino - ANFOSC
Sala (D -  Pro Loco)
“Emozione birra”- Accompagnati dalla maestra birraia Ersilia d’Amico i presenti avranno l’occasione unica per scoprire tutti i segreti della preparazione, della degustazione e dell’abbinamento della birra artigianale
Sala (E – giardini delle scuderie )
 “Spirito diVino & sigaro”, dedicato alle grappe e al loro abbinamento con il sigaro e il cioccolato, a cura del "CLUB AMBASCIATORI DELL'ITALICO "

Domenica 2 ottobre 2016

Ore 20:00
 “I Laboratori”
Sala (A - biblioteca)
“Aglianico del Vulture il gusto del sud” dedicato all'Aglianico del Vulture e alle altre  DOC della Basilicata a cura dell’ AIS
Sala (B, biblioteca)  
Evento speciale:
“Aglianico & Aglianico” - Degustazione di 5 grandi aglianici espressione dei terroir che caratterizzano la viticoltura del Vulture. Per conoscere ed apprezzare le varie declinazioni di uno dei più grandi rossi del mondo. A cura di Massimo Corrado e Donato Rondinella con la collaborazione dell’AIS Basilicata,
Sala (C,  le scuderie)
“Le Officine del Gusto”:  Vulture terra di Vini e……Latte.
Laboratorio sui prodotti lattiero caseari da latte fresco di alta qualità  a  cura delle
Fattorie Donna Giulia
Sala (D -  Pro Loco)
 “Le Officine del Gusto”: Basilicata,  la lucanica e gli altri insaccati
a cura di Paride Leone - Slow Food, condotta del Vulture
Sala (E – giardini delle scuderie )
 “Spirito diVino & sigaro”, dedicato alle grappe e al loro abbinamento con il sigaro e il cioccolato, a cura del "CLUB AMBASCIATORI DELL'ITALICO "

Ore 21:30
“I Laboratori”
Sala (A - biblioteca)
“Aglianico del Vulture il gusto del sud” dedicato all'Aglianico del Vulture e alle altre  DOC della Basilicata a cura dell’ AIS
Sala (B - biblioteca)
 “Buono...non lo conoscevo!”  una selezione  di 4 vini autoctoni di diverse regioni italiane, da scoprire e apprezzare  a cura di Go Wine.
Sala (C,  le scuderie)
“Le Officine del Gusto”:  Vulture terra di Vini e……Latte.
Laboratorio sui prodotti lattiero caseari da latte fresco di alta qualità  a  cura delle
Fattorie Donna Giulia
Sala (D -  Pro Loco)
 “Le Officine del Gusto”: Basilicata,  la lucanica e gli altri insaccati
a cura di Paride Leone - Slow Food, condotta del Vulture

PROGRAMMA

venerdì 30 settembre

Ore 18:00
Apertura stand espositivi

Sala (C,  le scuderie)
Inaugurazione e brindisi inaugurale con spumante di aglianico del Vulture,
con la partecipazione delle  autorità e delle aziende produttrici.

Seguirà: Proiezione cortometraggi su Monticchio e il Vulture

Radio  Vulcanica
Radio Vulcanica, presenta a questo importante appuntamento una tre giorni di cultura poliedrica: interviste, approfondimenti, narrazioni e letture sul vino .

Ore 18:30
Apertura Enoteche (parco degli elci)
Enoteca di Aglianica: “selezione” delle migliori aziende di Aglianico del Vulture
Go Wine Bar :  “viaggio in Italia”  fra vini autoctoni, denominazioni affermate e produttori emergenti
Moscato Wine Festival in tour:  50 etichette di moscato dalla Valle d’Aosta alla Sicilia

Ore 19:30
“Il giardino dei sensi”,  (parco degli elci)
spazio degustazione dove potrete incontrare e conoscere i grandi wine makers del vino lucano, gustare ed acquistare formaggi, salumi, dolci e tutti i  meravigliosi e prelibati prodotti della nostra terra.

Ore 20:00
“ La corte dei sapori ”, (corte d’ingresso),
spazio ristorante, vera e propria oasi culinaria dove poter degustare prelibate  ricette d'altri tempi accompagnate da uno dei più grandi vini Italiani.
A cura di:  Pro Loco Barile e Pro Loco Rionero in Vulture

“I Laboratori”
Sala (A,  biblioteca)
“Aglianico del Vulture il gusto del sud” dedicato all'Aglianico del Vulture e alle altre  DOC della Basilicata a cura dell’ AIS.
Sala (B, biblioteca)
“Buono...non lo conoscevo!”  una selezione  di 4 vini autoctoni di diverse regioni italiane, da scoprire e apprezzare  a cura di Go Wine.
Sala (C,  le scuderie)
Proiezione cortometraggi su Monticchio e il Vulture

Ore 22:00
Aglianica in musica (giardino Palazzo Catena)
Radio Vulcanica dj set

Ore 24:00
Chiusura

Sabato 1 ottobre 2016

Ore 18:00
Apertura stand espositivi

Animazione:
Spettacoli di fuoco, giocoleria, trampolieri

Radio  Vulcanica ( giardino Palazzo Catena)
Radio Vulcanica, presenta a questo importante appuntamento una tre giorni di cultura poliedrica: interviste, approfondimenti, narrazioni e letture sul vino .

Ore 18:30
Apertura Enoteche (parco degli elci)
Enoteca di Aglianica: “selezione” delle migliori aziende di Aglianico del Vulture
Go Wine Bar :  “viaggio in Italia”  fra vini autoctoni, denominazioni affermate e produttori emergenti
Moscato Wine Festival in tour:  50 etichette di moscato dalla Valle d’Aosta alla Sicilia

Ore 19:30
“Il  giardino dei sensi”,  (parco degli elci)
Spazio degustazione dove potrete incontrare e conoscere i grandi wine makers del vino lucano, gustare ed acquistare formaggi, salumi, dolci e tutti i  meravigliosi e prelibati prodotti della nostra terra.

Ore 20:00
“La corte dei sapori” - (corte d’ingresso)
Spazio ristorante, vera e propria oasi culinaria dove poter degustare prelibate  ricette d'altri tempi accompagnate da uno dei più grandi vini Italiani: l'aglianico.
A cura di: Pro Loco Barile e Pro Loco Rionero in Vulture

“Amatriciana Solidale” , un aiuto concreto per le popolazioni colpite dal sisma.
Croce Rossa Italiana comitato locale, in collaborazione con la Pro Loco Barile

“I Laboratori”
Sala (A - biblioteca)
“Aglianico del Vulture il gusto del sud” dedicato all'Aglianico del Vulture e alle altre  DOC della Basilicata a cura dell’ AIS
Sala (B, biblioteca)
“Buono...non lo conoscevo!”  una selezione  di 4 vini autoctoni di diverse regioni italiane, da scoprire e apprezzare  a cura di Go Wine.
Sala (C,  le scuderie)
“Le Officine del Gusto”: formaggi  alla ricerca della diversità e delle innovazioni a cura di Roberto Rubino - ANFOSC
Sala (D -  Pro Loco)
“Emozione birra”- Accompagnati dalla maestra birraia Ersilia d’Amico i presenti avranno l’occasione unica per scoprire tutti i segreti della preparazione, della degustazione e dell’abbinamento della birra artigianale
Sala (E – giardini delle scuderie )
“Spirito diVino & sigaro”, dedicato alle grappe e al loro abbinamento con il sigaro e il cioccolato, a cura del "CLUB AMBASCIATORI DELL'ITALICO "

Ore 21:30
“I Laboratori”
Sala (A - biblioteca)
“Aglianico del Vulture il gusto del sud” dedicato all'Aglianico del Vulture e alle altre  DOC della Basilicata a cura dell’ AIS
Sala (B, biblioteca)
Evento speciale: “Aglianico & Friends”
Degustazione di sei grandi vini rossi espressione dei grandi vitigni che caratterizzano la viticoltura italiana. Ovvero 5 vini e un aglianico del Vulture, in una sfida straordinaria.  A cura di Massimo Corrado (Go Wine)
Sala (C,  le scuderie)
“Le Officine del Gusto”: formaggi  alla ricerca della diversità e delle innovazioni a cura di Roberto Rubino - ANFOSC
Sala (D -  Pro Loco)
“Emozione birra”- Accompagnati dalla maestra birraia Ersilia d’Amico i presenti avranno l’occasione unica per scoprire tutti i segreti della preparazione, della degustazione e dell’abbinamento della birra artigianale
Sala (E – giardini delle scuderie )
 “Spirito diVino & sigaro”, dedicato alle grappe e al loro abbinamento con il sigaro e il cioccolato, a cura del "CLUB AMBASCIATORI DELL'ITALICO "

Aglianica in musica (giardini delle scuderie)
Mr. Grant 6tet – jazz, evergreen songs
Nunzia Caputo, Emidio Cutolo, Antonio Cutolo, Raffaele Varlotta, Sal Genovese, Fausto Picciani

Ore 24:00
Chiusura!!!!

Domenica 2 ottobre 2016

Ore 10:30
Evento speciale  (piazza Giustino Fortunato )
La “corsa delle botti”
Una gara emozionante e dalla grande spettacolarità che vedrà gareggiare gli atleti per le strade di Rionero in Vulture spingendo a mano  le  piccole botti (barrique) che hanno conservato al loro interno il nostro prelibato nettare.

Ore 11:00
Apertura stand espositivi

Animazione:
Bambini in fiore:  “Le mani in pasta”, spazio speciale dedicato ai bambini, con colori, laboratori e giochi!
“Le bolle di sapone giganti”!
Lo spettacolo della falconeria: il volo del falco a piazza Giustino Fortunato!

Radio  Vulcanica, (giardino Palazzo Catena)
Radio Vulcanica, presenta a questo importante appuntamento una tre giorni di cultura poliedrica: interviste, approfondimenti, narrazioni e letture sul vino

Ore 12:00
“La corte dei sapori”, (corte d’ingresso),
spazio ristorante, vera e propria oasi culinaria dove poter degustare prelibate  ricette d'altri tempi accompagnate da uno dei più grandi vini Italiani: l'Aglianico.
A cura di: Pro Loco Barile e Pro Loco Rionero in Vulture

Apertura Enoteche (parco degli elci)
Enoteca di Aglianica: “selezione” delle migliori aziende di Aglianico del Vulture
Go Wine Bar :  “viaggio in Italia”  fra vini autoctoni, denominazioni affermate e produttori emergenti
Moscato Wine Festival in tour:  50 etichette di moscato dalla Valle d’Aosta alla Sicilia

“Il giardino dei sensi”,  (parco  degli elci)
spazio degustazione dove potrete incontrare e conoscere i grandi wine makers del vino lucano, gustare ed acquistare formaggi, salumi, dolci e tutti i  meravigliosi e prelibati prodotti della nostra terra

Ore 19:00
“La corte dei sapori”, (corte d’ingresso),
spazio ristorante, vera e propria oasi culinaria dove poter degustare prelibate  ricette d'altri tempi accompagnate da uno dei più grandi vini Italiani: l'aglianico.
A cura di: Pro Loco Barile e Pro Loco Rionero in Vulture

Animazione:
spettacoli di fuoco, giocoleria

Ore 20:00
 “I Laboratori”
Sala (A - biblioteca)
“Aglianico del Vulture il gusto del sud” dedicato all'Aglianico del Vulture e alle altre  DOC della Basilicata a cura dell’ AIS
Sala (B, biblioteca)  
Evento speciale:
“Aglianico & Aglianico” - Degustazione di 5 grandi aglianici espressione dei terroir che caratterizzano la viticoltura del Vulture. Per conoscere ed apprezzare le varie declinazioni di uno dei più grandi rossi del mondo. A cura di Massimo Corrado e Donato Rondinella con la collaborazione dell’AIS Basilicata,
Sala (C,  le scuderie)
“Le Officine del Gusto”:  Vulture terra di Vini e……Latte.
Laboratorio sui prodotti lattiero caseari da latte fresco di alta qualità  a  cura delle
Fattorie Donna Giulia
Sala (D -  Pro Loco)
 “Le Officine del Gusto”: Basilicata,  la lucanica e gli altri insaccati
a cura di Paride Leone - Slow Food, condotta del Vulture
Sala (E – giardini delle scuderie )
 “Spirito diVino & sigaro”, dedicato alle grappe e al loro abbinamento con il sigaro e il cioccolato, a cura del "CLUB AMBASCIATORI DELL'ITALICO "

Ore 21:30
“I Laboratori”
Sala (A - biblioteca)
“Aglianico del Vulture il gusto del sud” dedicato all'Aglianico del Vulture e alle altre  DOC della Basilicata a cura dell’ AIS
Sala (B - biblioteca)
 “Buono...non lo conoscevo!”  una selezione  di 4 vini autoctoni di diverse regioni italiane, da scoprire e apprezzare  a cura di Go Wine.
Sala (C,  le scuderie)
“Le Officine del Gusto”:  Vulture terra di Vini e……Latte.
Laboratorio sui prodotti lattiero caseari da latte fresco di alta qualità  a  cura delle
Fattorie Donna Giulia
Sala (D -  Pro Loco)
 “Le Officine del Gusto”: Basilicata,  la lucanica e gli altri insaccati
a cura di Paride Leone - Slow Food, condotta del Vulture

Ore 22:00
Aglianica in musica (giardini delle scuderie)
Tiziano Cillis Live Band: tributo alla musica d’autore
Tiziano Cillis, Santino Giambersio, Sergio Leopardi, Frank Marino, Fabrizio Lafauci

Ore 24:00
Chiusura

www.facebook.com/aglianica/

EXPORT: PAESI TERZI META PIÙ IMPORTANTE DEL VINO ITALIANO

OSSERVATORIO PAESI TERZI: I ‘CONTRODATI’ DELLE DOGANE CONFERMANO PIÙ VINO FUORI DALL'UE 
I NUMERI CHE SOVVERTONO LE DESTINAZIONI DEL VINO MADE IN ITALY, OGGI PIÙ FORTE NEI PAESI TERZI.

L’export verso i Paesi terzi rappresenta in valore il 56% del nostro vino (e non il 48%); in Russia si registra il 154% di vendite in più rispetto alle tabelle indicate dal nostro istituto nazionale di statistica, mentre gli Stati Uniti sommano importazioni di vino made in Italy per 1,53mld di euro, e non per 1,26mld.

È, in sintesi, il quadro che emerge dall’Osservatorio Paesi terzi di Business Strategies e Nomisma Wine Monitor, che ha analizzato i dati import delle dogane di tutto il mondo e li ha confrontati con le statistiche di Istat (e di Eurostat). E se il risultato complessivo non cambia – con il record di vendite di vino italiano nel mondo che rimane fissato nel 2015 a 5,35mld di euro in valore – si invertono però notevolmente i fattori, con l’extra-Ue che per la prima volta supera e stacca la domanda di vino comunitaria, a quota 56% sul totale delle vendite e un valore di 3mld di euro.

Molto più di quanto si evince analizzando i dati di Eurostat secondo cui i Paesi terzi valgono il 48% delle vendite, per un valore di 2,57mld di euro. Non solo. Se si prendono in considerazione i primi 7 Paesi buyer (Usa, Svizzera, Canada, Russia, Giappone, Norvegia, Cina), a fronte di trend più o meno invariati, i dati delle dogane – che tengono conto del Paese di origine e non di provenienza – segnalano valori acquistati maggiori del 20% (la differenza è di 461mln di euro).

La Russia in particolare – al settimo posto nelle tabelle Istat – balza al quarto posto e modifica il proprio impatto sul mercato del 154%, passando da 71 a 181mln di euro di prodotto italiano importato. Anche gli Stati Uniti e la Norvegia riservano un ‘sovrappiù’ di mercato non indifferente, con il nostro top market che vale 265mln di euro in più (21%) rispetto ai calcoli nazionali, mentre la domanda norvegese passa da 95mln a 126mln di euro (32,2% in più).

La riprova per l’Osservatorio arriva analizzando i dati di alcuni Stati non proprio produttori ma soggetti a triangolazioni, come i Paesi Bassi. Qui è quasi tripla la differenza tra l’export segnalato da Eurostat (219,9mln di euro) e le importazioni registrate dalle dogane di vini provenienti dalle terre olandesi (74,6mln di euro), con risultati pressoché identici per l’imbottigliato.

“Questa rilevazione conferma tutta la vivacità della domanda del nostro vino nel mondo, in particolare nei Paesi terzi – ha detto Silvana Ballotta, Ceo della società esperta in internazionalizzazione del vino, Business Strategies –. Grazie all’attività di promozione, realizzata da 9 anni anche attraverso gli strumenti comunitari dell’Ocm, le nostre esportazioni extra-Ue sono passate dal 2007 a fine 2015 dal 49% al 56% e rappresentano la maggior parte delle vendite di vino italiano all’estero”.

“La differenza più rilevante tra i due sistemi di rilevazione – spiega il responsabile Wine Monitor di Nomisma, Denis Pantini – è metodologica e deriva dal fatto che nel caso di Eurostat (e di Istat) le merci che riguardano il commercio vengono registrati secondo una metodologia chiamata Intrastat, la cui differenza principale sta nel rilevare come Paese di importazione quello di provenienza e non di origine, come invece fanno le dogane”.

Così se il nostro vino per andare a Mosca passa da Rotterdam ma non viene immesso nel mercato olandese (non viene sdoganato), per il sistema Intrastat è comunque quest’ultimo il Paese buyer e non la Russia, la cui dogana tiene invece conto dell’origine e non della ultima provenienza della merce.

AUTOCHTONA. 13° Forum dei vini autoctoni

Ad Autochtona un pezzo della biodiversità vitivinicola italiana
Bolzano, 24 – 25 ottobre 2016

Le uve autoctone italiane sono centinaia, forse migliaia. Si tratta di un patrimonio non solo naturale, ma anche socio-culturale straordinario, frutto del lavoro di una comunità di vignaioli che si è battuta per la sua sopravvivenza.

Quante sono le varietà di uve autoctone italiane? Secondo il registro nazionale sarebbero circa 500 le varietà coltivate, salgono a più di mille se si contano anche gli innumerevoli cloni diffusi per ciascuna di esse. Secondo produttori e appassionati il numero potrebbe addirittura raddoppiare, se si considerassero tutti quegli esemplari unici che l’Italia tiene ancora “chiusi in un cassetto” e che aspettano solo di essere riscoperti e valorizzati.

La caduta nell’oblio di molti di questi esemplari unici è stata causata spesso, paradossalmente, dalla loro qualità principale: il vitigno autoctono è territoriale per eccellenza, difficilmente si adatta fuori dai propri confini e ciò spesso ne limita la diffusione a differenza delle più note uve “internazionali”.

In questi anni Autochtona ha svolto quasi una sorta di “censimento informale” della biodiversità vitivinicola del nostro paese, ospitando oltre un migliaio di vini unici portati dai loro produttori tenaci, uomini che hanno scelto la strada più difficile con produzioni per lo più di piccole dimensioni.
Autochtona 2016, il Forum nazionale dei vini autoctoni, sta per aprire i battenti della tredicesima edizione, prevista nei padiglioni di Fiera Bolzano il 24 e 25 ottobre.

L’evento si svolgerà come ogni anno all’interno della 40esima edizione di Hotel, appuntamento fieristico internazionale e punto di riferimento per hotellerie e ristorazione.

Si attendono oltre 100 produttori vinicoli provenienti da 16 differenti regioni d’Italia che porteranno all’attenzione lo straordinario patrimonio di vitigni autoctoni italiani, paese primo al mondo per biodiversità.

Saranno tante infatti le varietà sconosciute al pubblico, come il Semidano, proveniente dalla Sardegna e quasi completamente sterminato dal flagello della fillossera a inizio ‘900; oppure l’Invernenga, antica varietà bresciana a bacca bianca il cui nome deriverebbe dall’uso di conservare “d’inverno” gli acini d’uva; o ancora rarissimi vini provenienti delle alpi orientali con nomi dialettali ed esotici come Sciaglin, Ucelùt, Cjanòrie o Forgiarin.

Presenzieranno ad Autochtona anche due uve dell’Emilia-Romagna di recente riscoperta, il Centesimino e l’Uva del Tundé, varietà a bacca rossa del ravennate che è stata riportata in auge grazie al progetto ‘Vitigni Minori’ coordinato dall’Università di Bologna, indagine che pochi anni fa permise di identificare ben dieci biotipi che erano andati persi.

Ma non è detto che le uve autoctone implementate siano destinate a produrre vini di nicchia. È accaduto che viticoltori e Consorzi siano riusciti non solo a salvaguardare la produzione, ma anche a raggiungere il successo commerciale sperato traghettando le proprie etichette ben oltre il consumo locale. Un caso emblematico è quello del Timorasso, autoctono piemontese che sarà presente alla manifestazione. Sui Colli Tortonesi, l’impegno profuso da produttori illuminati nel dare un vino irriproducibile ha avuto un effetto dirompente. “Cercate un vino all’avanguardia e alla moda? Accettate il mio consiglio e dirigetevi verso il Timorasso”, sono le parole della guru mondiale del vino Jancis Robinson, niente meno che sul Financial Times.

Secondo il giornalista Pierluigi Gorgoni – Coordinatore del concorso “Autoctoni che passione!” che chiuderà la manifestazione – “la biodiversità vinicola italiana per qualche tempo è rimasta nell'ombra dei modelli più ‘global’, anche a causa delle sue produzioni più ridotte e sparute. In questi ultimi anni, invece, assistiamo ad un ribaltamento dell’interesse dei consumatori, sempre più orientati e curiosi verso i vini da vitigni ‘rari’.

In questa direzione, nessuna altra manifestazione quanto Autochtona sa offrire all’appassionato uno spaccato tanto vario e puntuale". È per premiare l’indomabilità dei vini autoctoni e dei loro inventori che anche quest’anno, infine, saranno conferiti gli ‘Autochtona Award’: una giuria di wine journalist ed esperti di settore sia italiani che stranieri degusterà alla cieca i vini presenti alla manifestazione e premierà i migliori interpreti per ciascuna categoria, la punta di diamante del contest sarà il ‘Premio Speciale Terroir’.

Tutte le informazioni:
www.autochtona.it
www.facebook.com/Autochtona
www.twitter.com/Autochtona 
https://www.youtube.com/user/autochtonatv

PREMIO CEREVISIA 2016

PREMIATE LE ECCELLENZE BIRRARIE DEL BEL PAESE
Consegnati con cerimonia ufficiale i premi del concorso brassicolo istituito dal BaNAB.

Si è svolta mercoledì 28 settembre 2016, presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, a Roma, la cerimonia ufficiale di premiazione della IV edizione del Premio Cerevisia, il concorso riservato alle birre italiane di qualità istituito dal BaNAB (Banco Nazionale di Assaggio delle Birre), l’associazione nata, il 30 aprile del 2013, dalla volontà della Camera di Commercio di Perugia, della Regione Umbria, del Cerb (Centro di Eccellenza per la Ricerca sulla Birra dell’Università degli Studi di Perugia), del Comune di Deruta e di Assobirra (Associazione degli Industriali della Birra e del Malto).

Scopo del BaNAB è quello di valorizzare e promuovere la produzione, il commercio e il consumo delle eccellenze brassicole nazionali. Il Premio Cerevisia si contraddistingue dalle altre iniziative di settore in primis per la sua valenza scientifica, che ne garantisce il percorso valutativo di selezione – esame chimico fisico condotto presso il Cerb e competente giuria di degustazione operante con il metodo del panel test – nonché per la sua matrice di carattere istituzionale, come certificato dal patrocinio del Mipaaf di cui gode l’edizione 2016.

A testimonianza di ciò il crescente numero di birrifici che aderiscono al concorso, cifra che quest’anno ha raggiunto quota 41, per un totale di 102 etichette in degustazione, rappresentative di tutte le regioni italiane, dal Trentino Alto Adige alla Sicilia, con un incremento del 30% rispetto alla precedente edizione. Le birre (e i relativi premi) sono state suddivise per tipo di fermentazione (alta o bassa) e per aree geografiche (Nord, Centro, Sud e Isole); novità dell’edizione 2016 le prestigiose targhe assegnate anche ai Beer firm, ovvero a quei birrifici non dotati di impianti produttivi di proprietà. Menzioni speciali, con annessa borsa di studio per frequentare uno dei corsi di formazione erogati dal Cerb, sono state conferite ai due migliori nuovi birrifici, entrati cioè in produzione a partire dal 1 gennaio 2014. Assegnato infine l’ambito “Premio eccellenza” per la birra prima classificata in assoluto.

“La premiazione – ha dichiarato Giorgio Mencaroni, Presidente della Camera di Commercio di Perugia e del BaNAB – avvenuta con cerimonia ufficiale in sede istituzionale, ha rappresentato il giusto coronamento di un iter concorsuale quanto mai serio e professionale. Il mondo della birra di qualità in Italia è negli ultimi anni letteralmente esploso e l’istituzione dell’associazione BaNAB e del Premio Cerevisia mirano a riconoscere e valorizzare questa splendida realtà, promuovendola al pari delle altre eccellenze del ricco paniere agroalimentare del territorio italiano.”

Proprio una panoramica sul variegato comparto birrario nazionale è stata proposta ai presenti grazie al contribuito degli altri interlocutori: Andrea Bagnolini, Direttore di Assobirra, Stefano Virgili, Vicesindaco del Comune di Deruta, Mauro Bacinelli della Regione Umbria e Paolo Fantozzi, Vice Presidente BaNAB.

È stata infine presentata in anteprima la V edizione del Premio Cerevisia, che si svolgerà tra i mesi di aprile (iscrizione) e giugno (proclamazione vincitori) 2017. Diverse le novità, a partire dalle categorie dei premi, che saranno integrate da riconoscimenti in base agli stili di birra (cinque categorie in corso di definizione da parte del comitato BaNAB); il panel di degustazione sarà inoltre maggiormente rappresentativo delle regioni italiane e il concorso si arricchirà di innovativi servizi per le imprese, collegati in primis al mondo della digitalizzazione.

Per tutte le informazioni e le novità del Premio Cerevisia è possibile consultare il sito internet www.premiocerevisia.com.

PREMIO CEREVISIA 2016 – ELENCO VINCITORI

PREMIO ECCELLENZA
BIRRA REALE EXTRA – BIRRIFICIO BIRRA DEL BORGO (LAZIO)

ALTA FERMENTAZIONE NORD
1 Classificata: BIRRA DUSE – BIRRIFICIO ACELUM (VENETO)
2 Classificata: BIRRA GIANA – BIRRIFICIO BIRRA FOLLINA (VENETO)
3 Classificata: BIRRA BRENTA BRAU WEIZEN – BIRRIFICIO VAL RENDENA (TRENTINO ALTO ADIGE)

ALTA FERMENTAZIONE CENTRO
1 Classificata: BIRRA FIERA – BIRRIFICIO BIRRA DELL’EREMO (UMBRIA)
2 Classificata: BIRRA APACHE – BIRRIFICIO BIRRA BRO (UMBRIA)
3 Classificata: BIRRA MIDONA LIMITED EDITION – BIRRIFICIO BIRRA AMARCORD (MARCHE)

ALTA FERMENTAZIONE SUD E ISOLE
1 Classificata: BIRRA TEMPORA – CANTIRRIFICIO VITTORIA (SICILIA)
2 Classificata: BIRRA SYMPHONY – BIRRIFICIO GLADIUM (CALABRIA)
3 Classificata: BIRRA AMBRATA – BIRRIFICIO SERRO CROCE (CAMPANIA)

BASSA FERMENTAZIONE NORD
1 Classificata: BIRRA WOW – BIRRIFICIO SORA’ LAMA’ (PIEMONTE)
2 Classificata: BIRRA ANTONIANA ALTINATE – BIRRIFICIO ANTONIANO (VENETO)
3 Classificata: BIRRA AMBRA ROSSA – BIRRIFICIO SAN GABRIEL (VENETO)

BASSA FERMENTAZIONE CENTRO
1 Classificata: BIRRA BLACK DIAMOND – BIRRIFICIO ANBRA (ABRUZZO)
2 Classificata: BIRRA RITUAL PILS – BIRRIFICIO RITUAL LAB (LAZIO)
3 Classificata: BIRRA ELK – BIRRIFICIO 61CENTO (MARCHE)

BASSA FERMENTAZIONE SUD E ISOLE
1 Classificata: BIRRA POZZO 5 – BIRRIFICIO QUATTRO MORI (SARDEGNA)
2 Classificata: BIRRA SEMEDORATO PREMIUM LAGER – BIRRIFICIO SEMEDORATO (SICILIA)
3 Classificata NON ASSEGNATA

MENZIONE per le due migliori birre prodotte da nuovi birrifici (in produzione dal 1/01/2014)
1 Classificata: BIRRA AL MIELE DI CASTAGNO – BIRRIFICIO LA LUPPOLAIA (TOSCANA)
2 Classificata: BIRRA MAGMA – BIRRIFICIO VAPORI DI BIRRA (TOSCANA)

CATEGORIA BEER FIRM
1 Classificata: BIRRA EASY RYE – BIRRIFICIO WHITE TREE (CAMPANIA)
2 Classificata: BIRRA ULYSSES – BIRRIFICIO DELL’ETNA (SICILIA)
3 Classificata: BIRRA HOPE – BIRRIFICIO ZEROQUATTRO (LAZIO)

giovedì 29 settembre 2016

Volano oltreoceano i colori del Soave

Con "Colors of Soave" arrivano in America i colori delle vigne storiche
Parte con ottobre la seconda parte dell’azione promozionale voluta dal Consorzio di Tutela e dedicata al mercato americano che avrà luogo a Boston e Chicago. Protagonisti i cru del Soave.

Si chiama Colors of Soave 2.0 ed è la seconda parte dell’importante azione promozionale in programma per ottobre che il Consorzio del Soave ha pianificato per il mercato americano.


Questa volta protagonisti della missione estera saranno i Cru del Soave, a cui saranno dedicati mirati appuntamenti, tra degustazioni alla cieca e cene esclusive dedicate ad un target molto influente e selezionato.

La missione si intende infatti rivolta a sommelier, food & beverage manager, giornalisti specializzati.
Si parte il 4 ottobre a Boston e si prosegue il 6 ottobre a Chicago.

Saranno 16 le aziende del Soave che saranno protagoniste sia della degustazione alla cieca sia del pranzo, riservato a stampa ed operatori, dove le differenti interpretazioni di garganega saranno abbinate ad innovative ed originali proposte firmate da chef di grido.

Vi prenderanno parte le aziende:  

Latium
Vicentini
Tenuta Sant'Antonio
Cantina di Soave
Gianni Tessari
Cantina del Castello
Bolla
Gini
Montetondo
Sandro De Bruno
Cantina di Monteforte
I Stefanini
Corte Moschina
Dal Cero
Coffele
El Vegro

Lo scopo della missione - realizzata in collaborazione con Evan Goldstein, affermato sommelier americano e wine educator e l’agenzia Full Circle Wine Solutions - sarà quello di illustrare la diversità e la complessità che le Vigne Storiche del Soave hanno saputo raggiungere negli anni, frutto della duttilità della garganega e di un terroir unico, perfetto risultato tra micro clima e suolo di origine vulcanica.

Con Colors of Soave 2.0  il Consorzio si pone l'obiettivo di creare consapevolezza attorno al Soave tra i consumatori di vini; ampliare l’offerta del Soave nei canali di distribuzione; creare attrazione verso il prodotto.  

«Registriamo un'attenzione crescente dei consumatori americani nei confronti del vino Soave – sottolinea Arturo Stocchetti, presidente del Consorzio – che si conferma bianco simbolo del Made in Italy. Del resto sono diversi anni che il Consorzio è impegnato in azioni promozionali su questo mercato. Grazie ad accurate indagini di mercato, che ci hanno permesso di pianificare mirate azioni di valorizzazione, i progressi raggiunti oltre oceano dalla nostra denominazione sono significativi in termini di conoscenza e di consumo. Per tale ragione con questi nuovi appuntamenti promozionali puntiamo a proseguire quanto fin qui svolto, sia nei confronti degli importatori e distributori, sia nei confronti dei consumatori finali».

Per il settimo anno consecutivo il Consorzio e le aziende del Soave si impegnano con una mirata strategia di valorizzazione negli Stati Uniti, terzo mercato di riferimento per la denominazione dopo Germania e Gran Bretagna.

In termini di consumo l’Osservatorio Economico del Consorzio segnala che a maggio 2016 i trend di vendita si allineano con gli andamenti dell’anno precedente.

La produzione di attesta sui 28 milioni di bottiglie tra Soave e Soave Classico, confermando su base annua un imbottigliato complessivo di 56 milioni di bottiglie.

“Filari di Storia – Vendemmia del Falerno, 2769 ab Urbe condita”

Falerno del Massico. Alla scoperta del più antico "grand cru" della storia
Sabato 8  e domenica 9 Ottobre. Uno straordinario  itinerario enoculturale guidato  tra i vigneti, le cantine e i paesaggi di origine dell’antico Nettare degli Dei.

Sabato 8 e domenica 9 ottobre, con la prima edizione di Filari di Storia, le vigne e le cantine dell’Ager Falernus e dell’area della Dop Falerno del Massico saranno aperte ai visitatori in occasione degli ultimi giorni della vendemmia.


E’ questa la vendemmia del Falerno dell’anno 2769 “ab Urbe condita”, ossia “dalla fondazione di Roma”, prendendo come sistema di datazione quello utilizzato in epoca tardo repubblicana.

Si aprirà al visitatore la rara possibilità di vivere il lavoro dei vignaioli di oggi, mangiare con loro con la MERENDA IN VIGNA, visitare i luoghi di produzione, degustare i mosti e i vini, apprendere le tecniche di vinificazione.

Sarà possibile grazie al bus navetta, anche osservare gli straordinari resti murari delle unità produttive dei vignaioli di  duemila anni fa, posizionate sui costoni del monte Petrino e del Monte Massico, gioielli archeologici unici al mondo.

La famose anfore vinarie conservate presso il Museo Civico Archeologico “Biagio Greco” di Mondragone introdurranno i visitatori in un viaggio nel tempo che porterà fino alle botti e alle bottiglie del XXI secolo.

Nelle Terre del Falerno - ovvero nei territori di Carinola, Cellole, Falciano del Massico, Mondragone e  Sessa Aurunca, - dove si perpetua la Storia dell’eccellenza agroalimentare, il Nettare degli Dei vive da sempre con la passione dei vignaioli  da conoscere meglio  o  scoprire.

Filari di Storia è organizzato da Terre del Falerno, l’aggregazione di enti locali e operatori economici e culturali dell’agro omonimo, con la collaborazione del Museo Civico Archeologico “Biagio Greco” di Mondragone e delle Pro Loco dei comuni interessati.

Il Tour giornaliero. nei giorni sabato 8 e domenica 9 ottobre, inizierà alle ore 9.00  per terminare nel tardo pomeriggio. Il luogo di ritrovo sarà presso Museo Civico Archeologico “Biagio Greco” di Mondragone dalle ore 9.00 per la registrazione dei partecipanti, per la visita al museo stesso, dove sono conservati molti interessanti reperti della produzione vinicola dell’Antico Falerno, nonchè per una breve illustrazione del comprensorio agrario come si presentava e funzionava in epoca romana.

Dalle alle 10.00, con una bus  navetta e guida turistica al seguito, si raggiungeranno i vari luoghi di interesse, tra cui i resti delle ville rustiche disseminate nell’area del Massico. Sono previste le  visite alle cantine e ai vigneti delle aziende Bianchini Rossetti e Volpara (Sabato 8), Vitis Aurunca e Villa Matilde (Domenica 9) con  Degustazioni guidate delle etichette Dop e Igp anche delle altre cantine cantine dell’Ager Falernus.

Programma di dettaglio

Programma Sabato  8  ottobre
Ore 9.00:Ritrovo presso  Museo Civico Archeologico “Biagio Greco” - Registrazione partecipanti e illustrazione, nella sala delle conferenze, del comprensorio agrario dell’antico Ager Falernus;
Ore 10.00: Partenza a bordo di una bus-navetta  che porterà i visitatori alla scoperta delle ville rustiche romane, situate sui costoni del Monte Massico,  dove si produceva l’antico nettare degli dei;
Ore 12.00: arrivo, visita e assaggio dei mosti d’uva presso la cantina Bianchini Rossetti, e conoscenza delle fasi e dei macchinari della vinificazione moderna.
Ore 12.40: visita alle vigne della collina di S.Paolo (Bianchini Rossetti) dove sarà  illustrato il processo di  vendemmia, con il coinvolgimento dei partecipanti che potranno diventare essi stessi  vignaioli per un giorno.
Ore 13.30: MERENDA DEL VIGNAIOLO TRA I FILARI con pietanze tradizionali quali frittate, formaggi, salumi e altre prelibatezze contadine, nonché vino Falerno del Massico DOP.
Ore 14.30: trasferimento con navetta verso Tuoro di Sessa Aurunca.
Ore 15.00:  visita ai vigneti dell’azienda Volpara posta alle pendici del vulcano di Roccamonfina e all’attigua cantina dove si assisterà all’antico processo della pigiatura con i piedi.
Ore 17.15: aperitivo in cantina e degustazioni guidate delle etichette DOP e IGP delle cantine dell’Ager Falernus.
Il rientro al ritrovo della mattina è previsto max per le 19:00.

Programma domenica 9  ottobre
Ore 9.00:Ritrovo presso  Museo Civico Archeologico “Biagio Greco” - Registrazione partecipanti e illustrazione, nella sala delle conferenze, del comprensorio agrario dell’antico Ager Falernus;
Ore 10.00: Partenza a bordo di una bus-navetta  che porterà i visitatori alla scoperta delle ville rustiche romane, situate sui costoni del Monte Massico,  dove si produceva l’antico nettare degli dei;
Ore 11.40: trasferimento, con navetta, verso il Litorale di Cellole.
Ore 11.50: visita alla moderna cantina dell’Azienda Villa Matilde - dove sarà possibile osservare un’intera linea produttiva, dalla selezione delle uve all’imbottigliamento, nonché esempi di affinamento in anfora.
Ore 13.30: MERENDA DEL VIGNAIOLO con pietanze tradizionali quali frittate, formaggi, salumi e altre prelibatezze contadine, nonché vino Falerno del Massico DOP.
Ore 15.00: trasferimento con navetta verso Mondragone per la visita ai vigneti e alla cantina dell’azienda Vitis Aurunca, dove verrà  illustrato il processo della vendemmia, con il coinvolgendo dei partecipanti che potranno diventare essi stessi  vignaioli per un giorno;
Ore 17.30: aperitivo in vigna e degustazioni guidate delle etichette DOP e IGP delle cantine dell’Ager Falernus.
Il rientro al ritrovo della mattina è previsto max per le 19:00.

Durante i trasferimenti in navetta e in molti momenti della giornata verrà illustrata la straordinaria valenza storica dell’Ager Falernus, il comprensorio agrario più importante della Roma Antica.
Nelle varie soste sarà possibile accedere a bookshop temporanei con testi, opuscoli, pubblicazioni e gadget.

Le prenotazioni dovranno pervenire entro  giovedì 6 ottobre, specificando il giorno prescelto.
I posti sono ovviamente limitati.

Il prezzo dell’itinerario comprendente trasferimenti in bus navetta, visita guidata alle aziende vitivinicole e ai beni archeologici, merenda del vignaiolo e degustazioni, è stato fissato in  € 16,00, con esenzione per i minorenni accompagnati e uno sconto di euro 2 per tesserati Ais, Fisar, Slow Food ( previo esibizione tessera 2016).

Per info e prenotazioni:  
e-mail: info@terredelfalerno.it  ( la prenotazione si intende accettata dopo la risposta dell’organizzazione)
 Tel e Whattapp:   Maria- 3331036887

Vini d'Italia 2017. Anteprima Tre Bicchieri. Premi Speciali

Rapporto qualità-prezzo, bollicine dell'anno, cantina emergente e così via. Ecco tutti i premi speciali della guida Vini d'Itala 2017. 

9 premi per 9 categorie che sintetizzano il lavoro che sottende tutta la guida. Un'analisi vini, cantine, metodi di produzione, prezzi che raccontano in che direzione sta andando il mondo del vino.

Il Rosso dell’Anno è il Gioia del Colle Primitivo Muro Sant’Angelo Contrada Barbatto ’13, di Chiaromonte. Il Bianco dell’Anno è il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Misco ’15 di Tenuta di Tavignano. Il premio Bollicine dell’Anno va alla ventesima annata di un iconico Valdobbiadene, il Giustino B. ’15 della Ruggeri & C., il premio Dolce dell’Anno va alla friulana Lis Neris con il Tal Lùc Cuvée Speciale, vino da meditazione frutto del taglio di due annate, la ’06 e la ’08.
La Cantina dell’Anno va a Bellavista, la grande azienda franciacortina capofila del gruppo Terra Moretti che vanta una collezione di maison di livello tra Franciacorta e Toscana.

Il Miglior Rapporto Qualità Prezzo va al Pecorino ’15 dell’abruzzese Tiberio, mentre il Viticoltore dell’Anno è Aimone Vio, un viticoltore ligure di grande talento e straordinaria passione. La Cantina Emergente è la chiantigiana Istine, una bellissima realtà dal sicuro avvenire. Il premio per la Viticoltura Sostenibile, infine, va all’umbra Roccafiore, che oltre a produrre un eccellente Grechetto di Todi è dalla sua nascita impegnata in questo settore.

I premi speciali

Rosso dell'Anno
Gioia del Colle Primitivo Muro Sant’Angelo Contrada Barbatto ’13 Chiaromonte

Bianco dell'Anno
Verdicchio dei Castelli di Jesi Cl. Sup. Misco 2015 Tenuta di Tavignano

Bollicine dell'anno
Valdobbiadene Extry Dry Giustino B. 2015 Ruggeri & C

Dolce dell'anno
Tal Lùc Cuvée Speciale Lis Neris

Cantina dell'anno
Bellavista

Miglior Rapporto Qualità Prezzo
Pecorino 2015 Tiberio

Viticoltore dell'anno
Aimone Vio (BioVio)

Cantina Emergente
Istine

Premio per la Viticoltura Sostenibile
Roccafiore

Olio Extra Vergine di Oliva. Campagna olearia 2016/7

 -38% RACCOLTO, OLIO AI MINIMI E VOLANO PREZZI
Carestia a livello mondiale per crollo della produzione anche in Grecia e Tunisia.

Crollo del 38% della produzione di olio di oliva in Italia che scende ad appena 298 milioni di chili, un valore vicino ai minimo storici di sempre, con effetti inevitabili sui prezzi. E’ quanto afferma in una nota la Coldiretti sulla base dei dati Ismea/Unaprol presentati alla Giornata nazionale dell’extravergine italiano al Mandela Forum di Firenze in Toscana con diecimila agricoltori con i trattori che hanno lasciano le campagne per difendere in una storica mobilitazione il prodotto piu’ rappresentativo della dieta mediterranea dalla concorrenza sleale, speculazioni, mancanza di trasparenza in etichetta, truffe ed inganni con l’hashtag #salviamogliulivi

Un andamento che si riflette sulla produzione a livello mondiale dove si prevede una storica carestia dei raccolti per effetto del crollo della produzione anche in Grecia con circa 240 milioni di chili (-20%) ed in Tunisia dove non si supereranno i 110 milioni di chili (-21%) mentre in Spagna, che si conferma leader mondiale, si stimano circa 1400 milioni di chili, in linea con l'anno scorso. In controtendenza la Turchia che aumenta la produzione del 33% per un totale di 190 milioni di chili.

Il risultato è una previsione di produzione mondiale a 2,785 miliardi di chili in calo del 9%, con conseguenti tensioni sui prezzi che si prevedono in forte rialzo per effetto della corsa all’acquisto dell’olio nuovo. I cambiamenti - spiega in una nota Coldiretti - si faranno sentire sul carrello della spesa soprattutto in Italia dove i consumi di olio di oliva a persona sono attorno ai 9,2 chili all’anno, dietro la Spagna con 10,4 chili e la Grecia che con 16,3 chili domina la classifica.

I prezzi alla borsa merci di Bari, che è la più rappresentativa a livello nazionale, sono in significativo aumento con un balzo nell’ultima settimana del 14% per l’extravergine rispetto all’inizio dell’anno.

Le previsioni Ismea/Unaprol che classificano l’Italia come secondo produttore mondiale nel 2016/17 indicano che la Puglia si conferma essere la principale regione di produzione nonostante il calo, mentre al secondo posto si trova la Calabria con una riduzione della produzione inferiore alla media nazionale e sul gradino più basso del podio si trova la Sicilia dove il taglio dovrebbe essere più marcato a causa delle condizioni meteorologiche primaverili che hanno causato perdite in fioritura. Complessivamente nel Mezzogiorno si stima un calo produttivo del 39%, al nord di appena il 10% mentre al centro del 29%, con la Toscana in linea con questa riduzione.

“Con l’approvazione dei piano olivicolo nazionale si è aperto un percorso di crescita del vero Made sul quale fare leva per incrementare la produzione nazionale, sostenere attività di ricerca, stimolare il recupero varietale e la distintività a sostegno della competitività del settore”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “l’Italia può contare su oltre 250 milioni di piante di ulivo su oltre un milione di ettari di terreno coltivato con il maggior numero di oli extravergine a denominazione (44) in Europa e sul più vasto patrimonio di varietà d’ulivo del mondo (395) che garantiscono un fatturato al consumo stimato in 3,2 miliardi di euro nel 2015”.

mercoledì 28 settembre 2016

I borghi. Ambasciatori dell'agroalimentare made in Italy

Approvata legge per la valorizzazione dei Piccoli Comuni
Ci sono trecentomila imprese che producono la maggioranza del Made in Italy. E in tre su quattro cibi Doc.

Sono salvi 5.585 piccoli comuni al di sotto di cinquemila abitanti, pari al 70% del totale dei Comuni presenti sul territorio. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla storica approvazione all’unanimità della legge per la valorizzazione dei Piccoli Comuni alla Camera.

Una svolta per tutelare e valorizzare un patrimonio naturale e paesaggistico, culturale e artistico senza eguali per la popolazione residente ma anche per il numero crescente di turisti italiani e stranieri che vanno alla ricerca dei tesori nascosti del Belpaese.

Nei piccoli comuni vivono 10,3 milioni di italiani in un territorio dove si "coltiva" oltre la metà della produzione agroalimentare nazionale che ha reso celebre il Made in Italy nel mondo grazie alla presenza di oltre 300mila le imprese agricole impegnate quotidianamente per assicurare la salvaguardia delle colture agricole tradizionali, il mantenimento delle tipicità alimentari, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e dagli incendi per valorizzare un ambiente che offre grandi opportunità di sviluppo sostenibile.

Tre piccoli comuni su quattro sono il territorio di riferimento per gli allevamenti destinati alla produzione di formaggi o salumi italiani a denominazione di origine (Dop), mentre nel 60 per cento dei piccoli comuni si trovano gli uliveti dai quali si ottengono i pregiati oli italiani a denominazione di origine.

Ma moltissimi sono i piccoli comuni che legano le proprie fortune a specialità note e meno note del territorio: dal Puzzone di Moena al Sedano bianco di Sperlonga, dal carciofo di Montelupone al vino di Gavi, fino ai maccheroncini di Campofilone o Taleggio che lega il suo nome al noto formaggio che adesso verranno meglio tutelati.

“Si tratta di risultati di un intero tessuto imprenditoriale che devono essere sostenuti con un modello di sviluppo che si impegni a recuperare in queste aree i troppi ritardi infrastrutturali e nei servizi offerti con interventi che vanno dalle tecnologie informatiche alle scuole, dagli ospedali alle poste fino alle edicole, per valorizzare una straordinaria risorsa, che può diventare la forza sociale ed economica di una nuova fase di sviluppo”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.

THE DUEL OF WINE. LA PELLICOLA CELEBRA LA TOSCANA DEL VINO

AL VIA A FIRENZE THE DUEL OF WINE. INIZIA IL VIAGGIO CON LE ECCELLENZE TOSCANE
IL 30 SETTEMBRE L’ANTEPRIMA AL CINEMA ODEON DI FIRENZE.

Parte nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze il viaggio nel mondo del vino di The Duel of Wine, il docufilm del regista Nicolás Carreras che racconta la sfida del secolo tra i più affermati sommelier del mondo e che sarà venerdì 30 settembre (h.18.45) al Cinema Odeon di Firenze con l’anteprima organizzata da Business Strategies. 

Dalle gare di degustazione con Chianti Classico (Carpineto) e Brunello di Montalcino (Mastrojanni), ai luoghi e personaggi reali del comparto enologico non solo fiorentino, la pellicola celebra una Toscana e un’Italia del vino protagonista, vivace e appassionata.

Per Silvana Ballotta, Ceo della società fiorentina esperta in internazionalizzazione Business Strategies e interprete di se stessa nel film: “Business Strategies ha partecipato con entusiasmo alla realizzazione di questo docufilm che nasce per raccontare con leggerezza un mondo strategico e importante come quello del vino. È una pellicola che, attraverso il cinema e la promozione, valorizza il legame tra arte e impresa, un binomio che non poteva che rendere la Toscana protagonista. Attraverso la nostra associazione AIE (Associazione Italiana Export) – conclude Ballotta – abbiamo colto l’occasione di fare del grande schermo un veicolo di promozione del brand toscano e italiano”.

The Duel of Wine è una co-produzione italo-argentina prodotta da Lino Pujia e  racconta le vicissitudini del celebre sommelier Charlie Arturaola che, dopo aver perso il senso dell’olfatto, si ritrova sul lastrico e senza più alcuna credibilità nel settore enogastronomico. Nonostante la decisione della comunità internazionale del Vino di escluderlo dal mondiale per sommelier The Duel Of Wine, Charlie non si dà per vinto ed escogita uno stratagemma per partecipare alle fasi eliminatorie del campionato.

L’anteprima del 30 settembre (Cinema Odeon di Firenze, h. 18.45) sarà preceduta dal saluto del protagonista del film, Charlie Arturaola, accompagnato sul palco dall’assessore allo Sviluppo economico e Turismo del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini, da Silvana Ballotta (Business Strategies), Massimo Castellani (AIS Firenze) e dal critico enogastronomico e cinematografico, Marco Lombardi.

Per i primi cento spettatori è prevista al termine della proiezione una degustazione dei vini protagonisti della pellicola.

Per info e prenotazioni scrivere a: marketing.assistant@bsnstrategies.com

IL CREA PER LA NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI

NOTTE EUROPEA DEI RICERCATORI: IL CREA INCONTRA IL PUBBLICO
TUTTI GLI APPUNTAMENTI PER VIVERE UN GIORNO DA SCIENZIATI.

«Il CREA, con la sua filiera della conoscenza attiva nel settore agroalimentare, scende in campo per la Notte Europea dei Ricercatori, per mostrare come i risultati della scienza possano incidere concretamente sulla vita dei cittadini, migliorando sia la qualità dei prodotti consumati, sia la sostenibilità ambientale dei territori agricoli»

Questo il commento di Salvatore Parlato, Commissario Straordinario CREA, che conclude: «grazie a queste iniziative i cittadini acquisiscono maggiore consapevolezza del ruolo fondamentale della ricerca nell’innalzare gli stili di vita,  favorendo la diffusione dell’innovazione nella società».

Anche quest’anno, infatti, il CREA partecipa il 30 settembre alla Notte Europea dei Ricercatori, un’occasione straordinaria di incontro tra il mondo della ricerca e la cittadinanza, con un programma fitto di incontri ed esperienze di laboratorio a cielo aperto. Esperimenti e dimostrazioni scientifiche dal vivo, mostre e visite guidate, degustazioni,  giochi scientifici, esposizioni. Questo e molto altro ancora verrà messo a punto dai nostri ricercatori  per rispondere alle richieste dei cittadini, di tutte le età, offrendo loro l'opportunità di diventare scienziati per un giorno.

A Padova, all’interno del Museo Esapolis degli Insetti Viventi (Via dei Colli 28), a partire dalle ore 17:00 fino alle ore 24:00 saranno allestiti degli stand espositivi dedicati a medicina e bachi da seta, l’uso medico del veleno degli scorpioni, l’analisi farmacologiche da un fossile vivente, il limulo. Bachi, scorpioni, limuli e ragni saranno mostrati nel loro habitat e il loro utilizzo biomedico sarà spiegato approfonditamente.

A Firenze, presso l’Orto botanico (via La Pira), a partire dalle ore 17:00 fino alle ore  20:00 si svolgeranno alcune miniconferenze tematiche sul controllo biologico e l’equilibrio sostenibile in aree toscane di produzione di vini di pregio, con il caso esemplare del ragnetto giallo, sul recupero delle pinete degradate per ripristinare i processi funzionali naturali, in particolare quelli destinati alla mitigazione dei cambiamenti climatici e sulla variabilità dei suoli all’interno di un vigneto permette di ottimizzarne la gestione e valorizzarne le differenti qualità.

Un percorso didattico - divulgativo articolato in visite guidate, esperimenti, giochi scientifici e degustazioni, sarà il protagonista a Roma, presso la sede del CREA Agricoltura e Ambiente (via della Navicella 2-4) dalle ore 16:30 fino alle ore 19:30. Le piante coltivate, il suolo e l’atmosfera, saranno al centro delle attività per spiegare il legame tra la produzione agricola e l’ambiente e l’importanza della biodiversità per la conservazione sostenibile delle risorse naturali.

Degustazioni avranno luogo anche nella sede di Rende (Contrada Li Rocchi, 87036, CS) dalle ore 18:00 alle ore 21:00, con protagonisti gli oli extravergine d’oliva, per scoprirne le caratteristiche sensoriali (olfattive e gustative) e i sapori degli oli calabresi, con le loro peculiarità organolettiche e salutistiche. A seguire una breve presentazione sul libro Etichetta Nutrizionale. Guida alla lettura.

La Notte europea dei Ricercatori è un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea fin dal 2005 che coinvolge ogni anno migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei. L’obiettivo è di creare occasioni d’incontro tra ricercatori e cittadini per diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca in un contesto informale e stimolante. Gli eventi comprendono esperimenti e dimostrazioni scientifiche dal vivo, mostre e visite guidate, conferenze e seminari divulgativi, spettacoli e concerti. L’Italia ha aderito da subito all’iniziativa europea con una molteplicità di progetti che ne fanno tradizionalmente uno dei paesi europei con il maggior numero di eventi sparsi sul territorio.

The Duel of Wine. Il Soave è sul grande schermo

Colline vitate, filari di Garganega, il Castello medievale. The Duel of Wine: il film narra il Soave
Giovedì 29 settembre a Roma la prima proiezione della pellicola firmata da Nicolas Carreras, con Arturaola e Gardini. Seguiranno Firenze, Perugia, Torino, Asti,Trento, Milano, Mantova, Padova, Mestre, Treviso.

The Duel of Wine finalmente nelle sale cinematografiche italiane. Il film diretto da Nicolas Carreras con il celebre sommelier Charlie Arturaola, al cui interno spiccano i vigneti del Soave, da questa settimana è finalmente nei cinema di tutta Italia.


Le colline del Soave, il suo castello medievale, i filari di garganega, saranno l’inconfondibile sfondo per una delle scene madri della pellicola: quella dove verrà scelto il vino che andrà diretto alla selezione finale di New York. Sarà la “città che non dorme mai”ad ospitare l’ultimo ciak, quello del “duello del vino” che vedrà confrontarsi Arturaola con un altro famoso sommelier: Luca Gardini, già miglior sommelier del mondo 2010.

Nel segmento ambientato a Soave quattro esperti sommelier si avvicendano nella presentazione delle differenti tipologie previste all’interno della denominazione, mentre Charlie Arturaola da una vigna racconta le caratteristiche organolettiche che rendono il Soave un vino inconfondibile.

Paesaggio incontaminato, qualità del vino, riconoscibilità del territorio si confermano quindi gli elementi essenziali per comunicare il Soave come marchio collettivo all’interno delle produzioni enologiche italiane.

«Essere stati scelti per una produzione cinematografica come questa – spiega Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio del Soave – rappresenta senza dubbio una grande opportunità in termini di promozione territoriale e di ritorno d’immagine per la nostra denominazione. Il cinema è senza dubbio un linguaggio molto potente perché le immagini, per definizione sanno immediatamente creare emozioni e superare le barriere linguistiche. Non dimentichiamo poi che il fascino del cinema è anche quello di rendere immortali i suoi protagonisti, siano essi attori in carne ed ossa, siano essi luoghi e paesaggi».

La prima proiezione della pellicola, ufficialmente presentata all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, sarà a Roma, giovedì 29 settembre al cinema Caravaggio, a cui seguirà la tappa di Firenze venerdì 30 settembre al cinema Odeon, sabato 1 ottobre a Perugia al cinema Zenith, domenica 2 ottobre a Torino al cinema Fratelli Marx, lunedì 3 settembre ad Asti al cinema Pastrone, martedì 4 ottobre a Trento al cinema Astra, mercoledì 5 ottobre a Milano al cinema Ateneo, giovedì 6 ottobre a Mantova al cinema Mignon, venerdì 7 ottobre a Padova al cinema MPX, lunedì 10 ottobre a Mestre al cinema IMG Candiani e, sempre lunedì 10, a Treviso al cinema Edera.

The Duel of Wine sarà inoltre in concorso al Chelsea Film Festival 2016 in programma a New York dal 15 al 18 ottobre.

Vini d'Italia 2017. Anteprima tre bicchieri. Piemonte

Piemonte uguale nebbiolo, naturalmente. Ma non solo. In un'annata felice come la 2015 tante altre realtà sono approdate sul gradino più alto del podio.


Dolcetto, cortese, erbaluce, o addirittura quelli che ai Tre Bicchieri non erano mai arrivati come il ruché o il grignolino, se non in tempi da considerarsi preistorici per il vino italiano (il Rouchet Bricco Rosa ‘90 della cantina Scarpa fu premiato in Vini d’Italia 1992).

Il 2017 si farà ricordare per una grande prestazione del Piemonte anche oltre il nebbiolo, che si aggiudica ben 58 sui 75 Tre Bicchieri. Si diceva, conquista per la prima volta i Tre Bicchieri un Grignolino: si tratta di una novità assoluta perché coincide anche con il primo massimo riconoscimento per un’azienda che ha una lunga storia alle spalle: Vicara. Poi il Ruché, che torna di nuovo nell'olimpo, questa volta dell’azienda Montalbera.

L’ultima edizione ha presentato un quadro stravolto dell’Alessandrino: sono stati azzerati i Tre Bicchieri del Timorasso e quindi del Tortonese, in grande difficoltà con l’infausta annata 2014, e sono saliti in un solo colpo a 3 i Tre Bicchieri del Gavi, che ha saputo approfittare a pieno della fortunata vendemmia 2015, che ha giocato anche a favore del Moscato d’Asti, che torna a brillare dopo un periodo di leggero appannamento da attribuire a motivi climatici.

Da notare, come tra i premiati, spunti anche un vino della pregevolissima sottozona di Canelli. Un plauso particolare va alle sei aziende che si aggiudicano per la prima volta l' ambita ricompensa, oltre ai già citati anche La Prevostura nell’Alto Piemonte, San Bartolomeo nella zona di Gavi, Palladino e Vite Colte in Langa.

I tre bicchieri 

Barbaresco Albesani S. Stefano Ris. 2011 Castello di Neive

Barbaresco Angelo 2013 Rocca

Barbaresco Asili 2013 Ceretto

Barbaresco Asili Ris. 2011 Giacosa

Barbaresco Asili Ris. 2011 Ca' del Baio

Barbaresco Costa Russi 2013 Gaja

Barbaresco Currà 2012 Sottimano

Barbaresco Gallina 2012 Busso

Barbaresco Pajè 2011 Roagna

Barbaresco Rabajà 2012 Rocca

Barbaresco Rombone 2012 Nada

Barbera d'Asti Pomorosso 2013 Coppo

Barbera d'Asti Sup. Nizza 2013 Olim Bauda

Barbera d'Asti Sup. Nizza La Court 2013 Chiarlo

Barbera d'Asti Sup. V. La Mandorla Ed. La Grisa 2014 Spertino

Barbera del M.to Sup. Bricco Battista 2013 Accornero e Figli

Barbera del M.to Sup. Pico Gonzaga 2013 Castello di Uviglie

Barolo 2012 Mascarello Barolo 2012 Cascina Fontana

Barolo Bric dël Fiasc 2012 Scavino

Barolo Bricco Boschis 2012 Cavallotto Tenuta Bricco Boschis

Barolo Bricco delle Viole 2012 Vajra

Barolo Bricco Fiasco 2012 Azelia

Barolo Bricco Pernice 2011 Cogno

Barolo Brunate 2012 Marengo

Barolo Bussia 90 Dì Ris. 2010 Fenocchio

Barolo Bussia V. Mondoca Ris. 2010 Oddero

Barolo Cannubi 2012 Marchesi di Barolo

Barolo Cannubi 2012 Burlotto

Barolo Cerretta 2012 Rosso

Barolo Cerretta V. Bricco 2010 Altare - Cascina Nuova

Barolo del Comune di Barolo Essenze 2012 Vite Colte

Barolo Francia 2012 Conterno

Barolo Giachini 2012 Corino

Barolo Ginestra Casa Maté 2012 Grasso

Barolo Ginestra Ris. 2008 Conterno

Barolo Lazzarito Ris. 2010 Germano

Barolo Liste 2011 Borgogno & Figli

Barolo Monprivato 2011 Mascarello e Figlio

Barolo Monvigliero 2012 Alessandria

Barolo Ornato 2012 Pio Cesare

Barolo Paiagallo Casa E. di Mirafiore 2012 Fontanafredda

Barolo Ravera 2012 Vietti

Barolo Resa 56 2012 Brandini

Barolo Rocche dell'Annunziata 2012 Veglio

Barolo Rocche di Castiglione 2012 Brovia

Barolo San Bernardo Ris. 2010 Palladino

Barolo Sorì Ginestra 2012 Conterno Fantino

Barolo Sottocastello di Novello 2011 Ca' Viola

Barolo V. Lazzairasco 2012 Porro

Barolo Vigna Rionda Ris. 2010 Massolino

Barolo Vignarionda 2012 Pira

Boca 2011 Piane

Carema Et. Bianca 2012 Ferrando

Dogliani Papà Celso 2015 Abbona

Dolcetto di Ovada Sup. Du Riva 2013 Tacchino

Erbaluce di Caluso La Rustìa 2015 Orsolani

Gattinara Osso San Grato 2012 Antoniolo

Gavi del Comune di Gavi Monterotondo 2014 Villa Sparina

Gavi del Comune di Gavi Minaia 2015 Bergaglio

Gavi del Comune di Gavi Pelöia 2015 San Bartolomeo

Ghemme 2011 Torraccia del Piantavigna

Grignolino del M.to Casalese 2015 Vicara

Lessona 2012 Prevostura

Moscato d'Asti Canelli Sant'Ilario 2015 Ca' d'Gal

Moscato d'Asti Casa di Bianca 2015 Doglia

Moscato d'Asti Ciombo 2015 Falchetto

Nebbiolo d'Alba Sup. Cumot 2013 Bricco Maiolica

Roero Gepin 2012 Costa

Roero Giovanni Almondo Ris. 2013 Almondo

Roero Mompissano Ris. 2013 Cascina Ca' Rossa

Roero Printi Ris. 2012 Monchiero Carbone

Roero Sudisfà Ris. 2013 Negro

Roero V. Mombeltramo Ris. 2012 Malvirà

Ruchè di Castagnole M.to La Tradizione 2015 Montalbera

Acqui Dry, il Brachetto non dolce alla conquista di nuovi mercati

Il mondo del Brachetto si arricchisce di nuovi protagonisti. Nasce Acqui Dry
Le tipologie Acqui non dolce saranno spumante e fermo.

Il Consorzio di Tutela, infatti, ha ufficializzato la richiesta di modifica al disciplinare per la produzione di due nuove tipologie di Brachetto d’Acqui in versione non dolce e sempre a docg: uno spumante e un vino fermo “tappo raso”. L’ultimo atto formale sarà l’approvazione della richiesta da parte del Comitato vitivinicolo nazionale che dovrebbe esprimersi nei prossimi mesi.

Spiega il presidente del Consorzio, Paolo Ricagno: «Per troppo tempo il Piemonte del vino è rimasto fermo su tipologie che oggi mostrano più di qualche problema. Altre zone vinicole italiane sono andate avanti, si sono evolute, anche da un punto di vista dell’offerta vinicola. Il nostro progetto di una tipologia Acqui docg in versione spumante e “tappo raso” parte proprio da queste esigenze convinti come siamo che una filiera debba sempre percorrere, in collaborazione tra le parti che la compongono, nuove strade per raggiungere le mete che sono necessarie a garantirne sviluppo e stabilità».

Parole che ricordano la crisi commerciale che da qualche anno affligge il Brachetto, ma che puntano anche al suo superamento. In questo senso il progetto “Acqui non dolce” è inteso come un punto di partenza.

Lo spiegano anche i due vice presidente consortili: Elio Pescarmona (parte Agricola) e Alberto Lazzarino (Case vinicole). 

Per Lazzarino le condizioni per fare uno spumante di qualità e che possa incontrare i gusti del pubblico mondiale ci sono tutte. «Le tipologie Acqui non dolce saranno spumante e fermo. Il primo potrà avere varie declinazioni enologiche permesse dalla legge che regola la produzione di vini spumanti. Si potrà andare dal Dry all’Extra Brut, passando dal Demi Sec all’Extra Dry al Brut. Abbiamo lasciato ampia libertà in modo che ogni azienda possa scegliere qualche strada intende tentare. Sarà poi il mercato a determinare la scelta vincente». 

L’Acqui vino fermo sarà un rosso secco, “strutturato”, in modo da garantire, una permanenza in bottiglia anche di un paio d’anni. 

«Il Brachetto non dolce, secco se si vuole, affonda le sue radici nella storia enologica nel Piemonte vinicolo ed era prodotto più frequentemente che per il vino Moscato. – dice Elio Pescarmona che chiarisce -. D’altra parte è più facile ottenere un vino secco con le uve brachetto che con altri vitigni aromatici. Questione di uve, di residui zuccherini e tannini. Per la spumantizzazione si è scelto di andare verso un prodotto non rosso, ma rosè, in modo non solo di andare incontro ai gusti dei consumatori, ma anche per distinguere bene le bollicine non dolci da quelle più classicamente dolci. La tecnica è quella di una breve permanenza sulle bucce, in modo da estrarre i colori sufficienti a un rosè»

Al di là degli aspetti tecnici e commerciali l’Acqui in versione spumante è il progetto su cui Consorzio e aziende fanno più affidamento. «Certo non ci attendiamo riscontri eclatanti a breve termine – ammette Ricagno - .Tuttavia – aggiunge – siamo convinti che sulla scia della novità e della bontà del prodotto che abbiamo intenzione di lanciare i mercati risponderanno al meglio. Noi come Consorzio faremo la nostra parte».


Consorzio Tutela Vini d’Acqui
Piazza Roma, 10
14100 Asti
Tel 0141/594842 Fax 0141/355066
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www.brachettodacqui.com