mercoledì 31 agosto 2016

Vini d'Italia 2017. Anteprima Tre Bicchieri. Puglia

Elenco ufficiale delle etichette che conquistano i Tre Bicchieri nella guida Vini d'Italia 2017
Per la Puglia un risultato che risente dell'andamento climatico delle ultime due annate: caldissima la 2015, decisamente fredda la 2014.

La Puglia è una regione così estesa e complessa che è difficile valutarla come se fosse un’unica realtà produttiva, ma quest’anno più che delle numerose variabili geografiche ci sembra sia importante parlare di quelle climatiche. 

Da diversi anni infatti affermiamo come ci sia una crescita costante del livello qualitativo del comparto vitivinicolo pugliese, sia per quanto riguarda i vini di punta che per la produzione di vino quotidiano, ma quest’anno anche le migliori intenzioni si sono dovute arrendere di fronte all’andamento climatico delle ultime due annate. Due annate che, per motivi opposti, sono state particolarmente difficili e che sono diventate una sorta di “tempesta perfetta” nelle nostre degustazioni.

In effetti la maggior parte dei vini rossi giovani che abbiamo assaggiato quest’anno appartenevano all’annata 2014, che più o meno dovunque in Puglia è stata fredda, piovosa e con episodi di grandine. Il risultato, quasi inevitabile, sono stati vini che nella maggior parte dei casi hanno mostrato note verdi, una certa fragilità e una mancanza di struttura piuttosto anomale per i prodotti di questa regione. Le eccezioni sono state davvero poche, se si considera che sui 36 vini che hanno raggiunto le nostre finali solo 9 erano della vendemmia 2014.

La quasi totalità dei vini bianchi assaggiati invece proveniva dall’annata 2015. Annata molto calda, che ha penalizzato praticamente ovunque la freschezza e l’acidità, già abitualmente punto dolente della produzione bianchista pugliese, con il risultato di una serie di vini magari di buona ricchezza di frutto ma poco piacevoli o con un finale appesantito. Discorso simile per i vini rosati. Tutto questo non ha ci ha impedito di constatare come continui a crescere il successo dei vini realizzati con uve primitivo, in particolare quelli a denominazione di origine come Gioia del Colle o Manduria. A questo proposito va detto che si sta sfatando anche un vero e proprio “mito”, quello per cui i vini a base primitivo non sarebbero in grado di migliorare con gli anni, tanto che quest’anno una delle “new entry” dei nostri Tre Bicchieri è un Gioia del Colle Primitivo del 2010, il Senatore dell’azienda Coppi.

Le altre novità dei Tre Bicchieri sono sempre dei Primitivo: uno dalla stessa zona, ed è il Gioia del Colle Riserva ’13 della cantina Tre Pini, l’altro da Manduria, il Primitivo di Manduria Passo del Cardinale ’14 di Paolo Leo. Per il resto grandi conferme, da aziende storiche come Leone de Castris, Torrevento o Felline, a cantine che sono ormai delle certezze per quanto riguarda la qualità dei vini prodotti, come Due Palme, Rubino, Polvanera o Chiaromonte, insieme e realtà più recenti frutto di imprenditori appassionati, come Vespa o Carvinea.

I tre bicchieri

Castel del Monte Nero di Troia Ottagono Ris. 2014 Torrevento

Gioia del Colle Primitivo 17 2013 Polvanera

Gioia del Colle Primitivo Muro Sant'Angelo Contrada Barbatto 2013 Chiaromonte

Gioia del Colle Primitivo Ris. 2013 Cantine Tre Pini

Gioia del Colle Primitivo Senatore 2010 Coppi

Negroamaro 2014 Carvinea

Oltremé Susumaniello 2015 Tenute Rubino

Primitivo di Manduria 2015 Felline

Primitivo di Manduria Passo del Cardinale 2014 Cantine Paolo Leo

Primitivo di Manduria Raccontami 2014 Vespa – Vignaioli per Passione

Salice Salentino Rosso 50° Vendemmia 2014 Leone De Castris

Salice Salentino Rosso Selvarossa Ris. 2013 Cantine Due Palme

Vino&Scienza. Scoperto enzima responsabile dell'aroma nei vini d'annata

Scienziati identificano un particolare enzima alla base dei profumi terziari del vino
La scoperta pubblicata sulla rivista New Phytologist dai ricercatori dell'Università di Strasburgo.

Sedotti dall'inebriante bouquet di un grande vino d'annata? Una nuova ricerca ne rivela l'enzima responsabile. Presente nell'uva in maturazione, produce una particolare molecola chimica che durante l'invecchiamento del vino si converte in quel particolare composto odoroso che conferisce il tipico profumo.

Una ricerca francese, in un articolo che ho pubblicato recentemente sul Gambero Rosso, si era occupata dello studio del concetto di bouquet terziario offrendo un quadro interessante per la successiva realizzazione di analisi sensoriali quantitative convenzionali, così come avviare lavori di chimica qualitativa e quantitativa. 

Oggi una nuova ricerca getta una nuova luce nei complicati e ancora parzialmente misteriosi cambiamenti chimico-fisici che subentrano nel corso della maturazione del vino. Un team di scienziati con a capo Nicolas Navrot, ricercatore dell'Instituto di biologia molecolare delle piante del centro nazionale di ricerca scientifica dell'Università di Strasburgo in Francia, ha infatti identificato l'enzima denominato CYP76F14, una proteina appartenente alla famiglia di enzimi del citocromo P450.

Analizzando diversi campioni di uva e vini bianchi francesi (Riesling, Gewurztraminer), con l'ausilio della cromatografia liquida con spettrometria di massa, i ricercatori hanno dimostrato che, durante la maturazione dell'uva, questo enzima contribuisce a trasformare un composto della pianta (il monoterpenolo linalolo) in un'altra sostanza (chiamata E-8-carbossilinalolo) che durante l'invecchiamento del vino si converte in un lattone, una molecola chimica che dà al vino il suo particolare aroma.

La scoperta potrà essere di valido aiuto a viticoltori ed enologi in quanto, attraverso il miglioramento delle tecniche di breeding, si potranno selezionare uve più ricche in CYP76F14. Il ruolo di questo enzima potrebbe in seguito aprire un nuovo filone di ricerca anche in altri campi dell'industria alimentare.

"La combinazione di differenti tecniche analitiche - spiega Nicolas Navrot - sono state la chiave principale del nostro lavoro che fornendo un ampio quadro d'insieme ci hanno aiutato a comprendere più cose circa la trasformazione di comuni molecole in specifici aromi del vino".

Cous Cous Fest 2016. Torna il Festival Internazionale dell'integrazione culturale

Al via la 19^ edizione del Cous Cous Fest
Dal 16 al 25 Settembre a S. Vito Lo Capo una festa di culture, sapori e civiltà che celebra il Cous Cous come piatto della pace.

Welcome Diversity, questo il motto che animerà la grande e attesa manifestazione siciliana. Paesi diversi, popoli diversi, diverse culture, diverse lingue, diverse ricette. Musiche diverse. Spettacoli diversi. Emozioni diverse. Un festival diverso da tutti gli altri, perché unico, come il piatto della pace a cui è dedicato, il Cous Cous. Come il mare di San Vito Lo Capo.Welcome Diversity, Benvenuta Diversità. Perché la diversità è ricchezza e va accolta. Sempre.

L’edizione 19 del Cous Cous Fest si svolgerà come sempre a San Vito Lo Capo dal 16 al 25 settembre 2016. Protagonista della manifestazione è il Cous Cous, piatto povero per eccellenza ma capace di far incontrare, in questa piccola cittadina della Sicilia nord-occidentale, chef provenienti da tutto il mondo all’insegna dell’integrazione e dello scambio. 

Dieci giorni da vivere tra appassionanti gare gastronomiche, degustazioni di cous cous, cooking show di chef stellati, lezioni di cucina per grandi e bambini, concerti di grandi artisti italiani e internazionali, talk show e momenti di approfondimento. Il tutto nella splendida cornice di una cittadina, che con il suo clima caldo, il suo mare cristallino e la bellezza delle sue spiagge, premiate ogni anno con importanti riconoscimenti, è la location ideale per prolungare un altro po' il piacevole relax delle vacanze estive.

Tutte le info e aggiornamenti sulla manifestazione su www.couscousfest.it

Il cous cous

Il cous cous, piatto giramondo, unisce in sé il globale e il locale. Ovunque sia approdato, in giro per il mondo, il piatto ha sposato le caratteristiche del territorio, legandosi profondamente alle tradizioni, religiose e conviviali dei popoli e diventando, volta per volta, maftoul, kseksou, cuscus, cascasa, sekso, kskso, kuskus, kuski, burgul o tabouleh.

Questa tradizionale pietanza a base di semola di grano, cotta a vapore, servita con un bouillon aromatico arricchito del sapore delle verdure di stagione, legumi, aromi e spezie, carne o pesce, rappresenta da sempre il piatto simbolo della cucina maghrebina, specie nei giorni di festa. Il cous cous, nonostante l'eterogeneità delle tradizioni, conserva una natura conviviale: un unico piatto rotondo dal quale tutti possono attingere semplicemente con le mani dopo il rituale Bismallah ("in nome di Dio"), o, al massimo, con pane lievitato prendendo un pezzo di carne o di verdure e formando una pallina con la semola.

Il Corano, a tal riguardo, dispone addirittura che il cous cous vada mangiato con le so­le tre dita della mano destra, per distinguersi dal diavolo che mangia con uno, dal Profeta con due e dall'ingordo che ne usa cinque. Il termine cous cous indica sia la "semola" che il piatto completo, nella sua terra d'origine, dal Marocco alla Libia. Questa semola si presta a una varietà infinita di piatti: da quello più semplice con lo smen, un burro "fermentato" e un bicchiere di latte cagliato, ai ricchissimi cous cous delle feste di matrimonio e di ricevimento. Si tratta di una specialità presente in innumerevoli versioni regionali e stagionali dal Marocco alla Libia, dall’Algeria alla Tunisia. Ma superato l'Egitto, se ci spostiamo nel Mediterraneo verso il Medio Oriente o nell'area turco balcanica, i chicchi di semola assumono altre forme e denominazioni e sono spesso sottoposti ad un diverso procedimento di lavorazione e cottura. Un piatto locale, dunque, il cous cous, ma al tempo stesso globale: non partecipa all’omologazione del gusto ma si esprime in tante e diverse contaminazioni territoriali.

A S. Vito Lo Capo, protagonista assoluto della gastronomia locale, vera eccellenza, è quindi proprio il cous cous, qui preparato prevalentemente secondo la ricetta tradizionale del territorio, con la zuppa di pesce e disponibile in tutti i ristoranti della cittadina. Ma oltre al Cous cous troverete un ampia offerta gastronomica, un trionfo di sapori per la delizia del palato, non c’è che l’imbarazzo della scelta: pesce fresco, ricci e pescespada, ma soprattutto tonno, quello salato, quello aromatizzato, la cosiddetta “sasizzella”, ma anche ventresca e bottarga. Altro piatto da non perdere è la tipica pasta fresca locale, le cosiddette busiate. condite col pesto alla trapanese, pomodoro, aglio e prezzemolo. Per finire in bellezza ogni pasto non mancano i dolci: tentazioni comuni per il palato sono cannoli, cassate, granite e gelati di ogni tipo; la golosità assoluta da queste parti, però, è il “caldofreddo”, una coppa con fondo di gelato, cappello di pan di spagna imbevuto di rhum, ricoperto da panna montata e una colata di cioccolata calda.

martedì 30 agosto 2016

Gambero Rosso: Anteprime Vini d'Italia 2017. Sicilia

Iniziano oggi le anticipazioni dei premiati con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso
Si parte dal sud Italia e precisamente con la Sicilia. 

Sono 21 i Tre Bicchieri siciliani quest'anno: il massimo storico. Ad avvalorare, ancora una volta, la crescita qualitativa dell’enologia isolana. Una realtà regionale vivace e dinamica, che si muove velocemente lungo alcune direttrici: al centro l’asse portante dei territori, quelle macroaree con ben definite peculiarità e caratteristiche. 

L’esempio più illuminante è quello dell’Etna, un areale che non cessa di far parlare di sé. È una zona unica, dalla straordinaria vocazione, dove ogni anno nascono nuove aziende e vedono la luce nuove etichette, nuovi cru. All’Etna vanno ben 6 Tre Bicchieri, di cui due sono debuttanti: l’elegante Alta Mora ’14 di Cusumano e il raffinato Buonora ’15 di Tasca d’Almerita.

Altra denominazione emergente è il comprensorio di Faro, nel messinese, con la riconferma dei due Tre Bicchieri dell’anno scorso, e l’emergere, nel generale auspicato allargamento della base produttiva (Faro è una piccola denominazione che era sul punto di sparire) dell’eccellente Faro ’14 di Bonavita, a un passo dal massimo alloro. Il Sud Est, l’area che conta al suo interno anche il vasto territorio del Cerasuolo di Vittoria, rafforza il suo già notevole peso portando a 6 il numero dei vini premiati, con 2 sorprendenti Nero d’Avola, il Sosta Tre Santi ’10 di Nicosia e il tradizionale Saro ’13 di Rudinì, le new entry di quest’anno.

La Sicilia occidentale non sfigura con i suoi 7 Tre Bicchieri, tra i quali debuttano l’elegante Shymer ’13 di Baglio di Pianetto, dell’entroterra palermitano - areale in forte crescita qualitativa - e l’affascinante Favinia La Muciara ’15 di Firriato, un perfetto mariage di catarratto, grillo e zibibbo della recente tenuta di Favignana, magnifica isola dell’Arcipelago delle Egadi in cui dopo oltre un secolo è ritornata finalmente la vite.

Tutto va a comporre un ritratto dell’enologia siciliana di grande suggestione. Si tratta d’una regione sempre più centrale nel panorama produttivo italiano, dove i nomi classici si confermano e consolidano le posizioni conquistate con vini sempre più centrati, meno concentrati e più eleganti, quasi sempre ottenuti dalle mille uve della tradizione. Ma in Sicilia c’è, fortunatamente, ancora moltissimo spazio per la (ri)scoperta di terroir eccellenti e per nuove aziende che sappiano leggere il territorio e le sue autentiche vocazioni.

I vini premiati

Alcamo Beleda '15 Rallo

Cerasuolo di Vittoria Cl. Dorilli '14 Planeta

Cerasuolo di Vittoria Giambattista Valli Paris '12 Feudi del Pisciotto

Eloro Pachino Saro '13 Rudinì

Etna Bianco Alta Mora '14 Cusumano

Etna Rosso Prephylloxera La V. di Don Peppino '14 Tenuta delle Terre Nere

Etna Rosso San Lorenzo '14 Girolamo Russo

Etna Rosso V. Barbagalli '13 Pietradolce

Etna Rosso Zottorinoto Ris. '12 Cottanera

Faro '14 Casematte

Faro Palari '12 Palari

Favinia La Muciara '14 Firriato

Lorlando '15 Assuli

Nero d'Avola Sosta Tre Santi '10 Nicosia

Passito di Pantelleria Ben Ryé '14 Donnafugata

Saia '14 Feudo Maccari

Shymer '13 Baglio di Pianetto

Sicilia Carricante Buonora Tascante '15 Tasca d'Almerita

Sicilia Mandrarossa Carthago '14 Settesoli

SP 68 Rosso '15 Occhipinti

Tripudium Rosso Duca di Castelmonte '13 Pellegrino

COCCOWINE 2016

LA CELEBRE KERMESSE DEL MONFERRATO RITORNA CON DEGUSTAZIONI, APPROFONDIMENTI, OSPITI E MUSICA
A Cocconato sabato 3 e domenica 4 settembre 2016.

Cocconato si trasformerà in una virtuale strada del vino, in cui alternare gli assaggi dei vini ai prodotti tipici del territorio, che riempirà il centro storico del paese e ospitando le aziende vinicole di Cocconato e del Monferrato.

Il programma prevede nella giornata di sabato 3 settembre con inizio alle ore 18.30, anche un momento di approfondimento interamente riservato alle aziende vinicole di Cocconato, ovvero una degustazione guidata dedicata alla Barbera d’Asti di Cocconato con la presenza diretta dei produttori a raccontare la loro storia ed il loro vino.

Due “Isole del Vino” completeranno l’offerta della degustazione: il tema ed i protagonisti in questa edizione saranno “I vini della Regione Friuli”.



Ecco le aziende vinicole del Comune di Cocconato protagoniste dell’evento
BAVA
BENEFIZIO DI COCCONITO
GIULIO COCCHI SPUMANTI
DEZZANI
MACIOT
MAROVÈ
NICOLA FEDERICO
POGGIO RIDENTE

Ed inoltre saranno presenti lungo Via Roma
CANTINA MOSPARONE - Pino d'Asti;
CANTINA SOCIALE DI CASTAGNOLE MONFERRATO;
GARRONE EVASIO E FIGLIO – Grana;
HOLLBORN, GIOVANNI BRIGNOLIO – Moncalvo;
LA BIOCA – Serralunga d’Alba;
PRODUTTORI DI GOVONE – Govone;

Ed i prodotti tipici
AGRICASEIFICIO CASCINA ARIS – Monale (At)
VALVI – Castagnole Monferrato (At) - Formaggi di capra e gelatine di vino
APICOLTURA BEEO – Cocconato (At)
Produzione di miele e suoi derivati
CAPRE E CAVOLI – Capriglio (At)
Formaggi di capra freschi, stagionati, erborinati e aromatizzati
LATTERIA DI COCCONATO - Cocconato (At)
Robiola di Cocconato – Presente solo il sabato
MACELLERIA BERRUTI - Cocconato (At)
Le migliori carni di razza piemontese, di bovini allevati nella sua azienda
MARCO & ELENA PANETTERIA - Cocconato (At)
Pasticceria secca
SAPORI DI UNA VOLTA - Pontestura (Al)
Produttore di agnolotti De.Co., cappelletti e pasta trafilata
SALUMIFICIO FERRERO - Cocconato (At)
Produzione di salumi cotti e crudi ed il rinomato prosciutto crudo del Piemonte
VOGLIAZZO PANETTERIA - Cocconato (At)
Pane, pasticceria secca

LE PRELIBATEZZE DEI BORGHI DI COCCONATO...
BORGO AIRALI: fetta di pane con robiola o cravot al tartufo e spezie o con lardo macinato
BORGO BRINA: acciughe al verde, torta di mele
BORGO COLLINE MAGRE: insalata di pollo, tartina al salame crudo
BORGO MORANSENGO: frittate morantine, tenub all’amaretto
BORGO SAN CARLO: lingua con bagnetto verde e fagioli (solo sabato), tris salato e tris dolce (solo domenica), pesche al malvasia
BORGO TORRE: bruschetta al pomodoro, torricetti
BORGO TUFFO: peperoni con bagna cauda, frutta cioccolato
e tante altre specialità ….

IL PROGRAMMA

SABATO 3 SETTEMBRE: COCCONATO - PIAZZA CAVOUR /VIA ROMA
Dalle ore 17 alle ore 24:
Apertura Banco d’Assaggio di “Cocco Wine” con protagoniste:
• Le aziende di Cocconato e del Monferrato presenti direttamente.
• Le Isole del Vino: l’enoteca dei vini della Regione Friuli e dell’Albarossa
• Stands gastronomici di prodotti tipici a cura dei Borghi del paese di Cocconato.
Ore 18.30: “La Barbera d’Asti di Cocconato” degustazione guidata presso la Locanda Martelletti

Ore 21.00: "Barbera, Albarossa & Friends". Due vitigni del territorio di Cocconato a confronto con altri 4 vini rossi importanti espressione di differenti vitigni, degustazione guidata press la Locanda Martelletti
Cortile del Collegio: degustazione di uno dei piatti più classici della cucina piemontese “gli agnolotti” organizzata dalla ProLoco di Cocconato. Intrattenimento musicale nel suggestivo Cortile interno del Palazzo Comunale

DOMENICA 4 SETTEMBRE: COCCONATO - PIAZZA CAVOUR /VIA ROMA
Dalle ore 16 alle ore 20:
Apertura Banco d’Assaggio di “Cocco Wine” con protagoniste:
• Le aziende di Cocconato e del Monferrato presenti direttamente.
• Le Isole del Vino: l’enoteca dei vini della Regione Friuli e dell’Albarossa
• Stands gastronomici di prodotti tipici a cura dei Borghi del paese di Cocconato

COME DEGUSTARE
Orari di Apertura Casse:
Sabato dalle ore 17 alle ore 24.00 (chiusura delle casse ore 22.00)
Domenica dalle ore 16 alle ore 20
Degustazione Vini € 12,00 - € 8,00 Riduzione Soci Go Wine, Associazioni di Settore).
I visitatori pagando € 12,00 riceveranno, oltre al calice di vetro ed alla taschina, 8 buoni degustazione di cui 2 riservati alle Isole del vino. Ogni buono darà diritto alla degustazione di vino e dovrà essere consegnato al responsabile del tavolo di degustazione. Qualora si volessero degustare altri vini (della medesima azienda) si potrà acquistare un altro carnet di degustazione al costo promozionale di € 6,00 cad.
Degustazione di prodotti tipici presso singoli espositori a partire da € 3,50 (a porzione).

LE DEGUSTAZIONI GUIDATE di Sabato 3 settembre
Locanda Martelletti – Via Roma, Cocconato
Ore 18.30: “La Barbera d’Asti di Cocconato”. Partecipazione diretta dei produttori di Cocconato per raccontare la loro storia e i loro vini.
Costo € 5,00 (Riduzioni Soci Go Wine € 4,00)
Ore 21.00: "Barbera, Albarossa & Friends". Due vitigni del territorio di Cocconato a confronto con altri 4 vini rossi importanti espressione di differenti vitigni. Costo € 5,00 (Riduzioni Soci Go Wine € 4,00)

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE
Per le degustazioni guidate si consiglia la prenotazione presso gli uffici dell’Associazione Go Wine inviando una mail a stampa.eventi@gowinet.it o telefonando al numero 0173 364631. L’importo dovrà essere saldato il giorno della degustazione prima di accedere alle sala.

Per Informazioni: Associazione Go Wine – Tel. 0173/364631 Fax 0173/361147
www.gowinet.itstampa.eventi@gowinet.it

Onav Lombardia: Al via i nuovi corsi di assaggiatore

QUANDO DEGUSTARE SIGNIFICA IMPARARE
Ripartono in tutta la regione i corsi ONAV, dedicati a chi desidera conoscere meglio il vino, dall’esperto all’appassionato neofita.

Il vino come patrimonio culturale da cui si dipana un racconto unico ed affascinante: è questo quanto scopriranno i nuovi studenti dei corsi ONAV Lombardia che, a partire dal prossimo mese di settembre, riprenderà le lezioni per formare nuovi assaggiatori di vino.

Un percorso educativo che, attraverso una corretta conoscenza delle numerosissime peculiarità del vino e a un approccio professionale alla tecnica della degustazione, porterà gli aspiranti assaggiatori a riscoprire il calore e il piacere della sana convivialità e ad apprezzare il valore culturale di un prodotto straordinario.

Una figura, quella di assaggiatore ONAV, che attrae sempre nuovi appassionati e che ha dato vita, negli ultimi anni, ad un vero e proprio “esercito” di ambasciatori del buon bere, come raccontano i numeri: nel 2015 sono stati quasi 1.000 i nuovi iscritti ONAV nella sola Lombardia, mentre a livello nazionale la cifra ha raggiunto e superato quota 3.000. Numeri che negli ultimi 5 anni hanno registrato il +33%, portando i soci ONAV ad un totale di quasi 10.000 unità su tutto il territorio nazionale.

Cifre che a settembre, con l’avvio dei nuovi corsi, saranno destinate ad aumentare ancora, potendo contare su nuove forze che andranno ad aggiungersi alle fila degli assaggiatori ONAV, impegnati da sempre nel diffondere la conoscenza del vino, mettendo in risalto il valore culturale, storico ed economico che questo prodotto rappresenta per il nostro Paese.

Ecco le informazioni dei corsi città per città:

BERGAMO - A Bergamo i corsi partiranno il 18 ottobre presso lo StarHotels Cristallo Palace di Bergamo. Informazioni e prenotazioni: Roberto Cerruti 347 0023086 - bergamo@onav.it;

BRESCIA – La delegazione bresciana avvierà le lezioni il 17 novembre, il luogo è in corso di definizione. Informazioni e prenotazioni: Fabio Finazzi 335 7599009– brescia@onav.it

COMO – il corso comincerà il 29 settembre presso la sede dell’Hotel B&B in via Pasquale Paoli, 21 a Como. Informazioni e prenotazioni: Marino Cattaneo 335 423980 – como@onav.it

CREMONA – il 6 ottobre inizieranno le lezioni all’Agriturismo Ca’ de Alemanni a Malagnino. Informazioni e prenotazioni: Juri Casella 349 1931933 – cremona@onav.it

LECCO – sarà l’Hotel Ristorante Marion di via Cadorna 17, a Costa Masnaga, ad ospitare i corsi di Lecco dal 18 ottobre. Informazioni e prenotazioni: Lorenzo Colombo – 339 8006982 - 334 6782037 – lecco@onav.it

MANTOVA – A Mantova le lezioni si terranno, a partire dal 5 ottobre, presso la Confesercenti cittadina, in via Cremona 36 a Mantova. Informazioni e prenotazioni: Matteo Battisti 334 6782036 – mantova@onav.it

MILANO – Il corso nel capoluogo lombardo avrà luogo allo StarHotel Ritz di via Spallanzani e avrà inizio il 24 ottobre. Informazioni e prenotazioni: Luca Minicucci 334 6782043 – milano@onav.it

MONZA – Le lezioni si terranno a Monza, presso la Sala Eden del Loft American Bar, in Via Borgazzi 149, a partire dal 13 ottobre. Informazioni e prenotazioni: Daniela Guiducci 334 06781939 – monza@onav.it

PAVIA – Dall’11 ottobre a Pavia le lezioni si svolgeranno alla COPAGRI di Via Piermarini 56. Informazioni e prenotazioni: Livio Zucchelli 334 6005447, Sara Crivelli 3382181311 - pavia@onav.it

SONDRIO – Cominceranno il 29 settembre le lezioni nella zona di Sondrio che si svolgeranno nella sede del Centro le Volte ed in alcune cantine Valtellinesi. Informazioni e prenotazioni: Gianluca Palazzo 348 7649120 – sondrio@onav.it

TREVIGLIO – dal 19 ottobre partiranno i corsi a Treviglio presso la Casa Altiformaggi di Via Roggia Vignola, 9. Informazioni e prenotazioni: Roberto Cerruti 347 0023086 - bergamo@onav.it

VARESE – il 27 settembre cominceranno i corsi a Varese, che si svolgeranno presso il Palace Grand Hotel, in Via Luciano Manara, 11. Informazioni e prenotazioni: Umberto Rosanelli 334 6782032 - 348 5858222 – varese@onav.it

Diventare assaggiatore Onav è facile:

Un po’ di tempo, un po’ di buona volontà e tanta voglia di conoscere e condividere esperienze. Questi sono i requisiti fondamentali per diventare Assaggiatore. Tutti gli interessati possono accedere ai corsi organizzati nella propria città. La quota di partecipazione comprende 18 lezioni, il testo didattico, una valigetta con 6 bicchieri ISO da degustazione e l’iscrizione all’Associazione per due anni. Al termine del corso, dopo un esame finale, viene rilasciata la “Patente di Assaggiatore” riconosciuta dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, che permette l'iscrizione nell'albo nazionale degli Assaggiatori. Onav è infatti un’associazione legalmente riconosciuta.

Per ulteriori informazioni: lombardia@onav.it

lunedì 29 agosto 2016

OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA: AL VIA LA PRIMA EDIZIONE DI WARDAGARDA

ARRIVA WARDAGARDA: IL FESTIVAL DELL'OLIO DEL GARDA NEL SUO ENTROTERRA
A Cavaion Veronese dal 2 al 4 settembre su iniziativa della locale Pro Loco con la collaborazione del Consorzio Olio Garda DOP.

Si intitola WardaGarda il nuovo evento dedicato all'olio Garda DOP in programma a Cavaion Veronese da venerdì 2 a domenica 4 settembre 2016. Tre giorni dedicati all'Olio Extravergine nelle sue declinazioni e nei suoi abbinamenti gastronomici organizzati proprio nel cuore della produzione del Garda DOP tra gli uliveti dell'entroterra gardesano. 

Prima edizione per WardaGarda, l’evento dedicato all’Olio del Garda Dop e al turismo del lago italiano. Un fine settimana interamente dedicato ai prodotti del territorio e alle degustazioni per scoprire e riscoprire la ricchezza del lago e del suo entroterra.

Nella centralissima Corte Torcolo, sede anche del Consorzio di Tutela, un ricco programma di eventi con laboratori per imparare a degustare e abbinare l'olio, showcooking, escursioni, mostra d'arte, mercatino dei prodotti DOP, cucina del territorio e musica dal vivo. 

Nella mattinata di sabato 3 settembre è prevista la tavola rotonda “Olioturismo, forme e percorsi dei nuovi turisti” con esperti di marketing e turismo, a margine della quale è prevista la consegna dei premi del concorso per l'Olio Garda DOP L'Oro del Garda e del concorso di potatura Giorgio Bargioni.

Warda è l'antico nome longobardo da cui deriva il toponimo Garda. Deve la sua origine alle fortificazioni di avvistamento con funzioni difensive sulle colline che circondano il lago, gli stessi 

Per altre informazioni presto online il sito: www.wardagarda.it

Consorzio Vini Asolo Montello: nasce la bottiglia istituzionale

Dalle colline dell'Asolo e Montello arriva Asolo Docg Superiore Brut da lieviti indigeni
Un progetto di co-marketing per la promozione del territorio: circa 40 le aziende coinvolte.

Una bottiglia unica per raccontare l'identità del Consorzio Vini Asolo Montello. È stata presentata sabato 27 agosto nel Comune di Montebelluna la nuova bottiglia istituzionale dell'Asolo Montello: un Asolo Docg Superiore nella tipologia Brut prodotto con lieviti indigeni da uve Glera provenienti da soli vigneti dell'area Asolo Montello.

“Nato dal lavoro corale del nostro Gruppo Giovani, sarà il Prosecco che rappresenterà tutti noi produttori – spiega Armando Serena, Presidente del Consorzio - ma anche il territorio da cui proviene. Per la fermentazione sono stati infatti scelti i lieviti autoctoni selezionati nel corso di una sperimentazione che ha preso il via da qualche anno. Un modo in più per caratterizzare fortemente il nostro prodotto e distinguerlo da quello delle altre denominazioni”. 

Non solo i ceppi di lieviti indigeni esprimono al meglio le caratteristiche del territorio - aromaticità, struttura e persistenza gustativa – ma anche la scelta di proporre la bottiglia istituzionale nella versione Brut non è casuale. Questa tipologia, infatti, mette in risalto la forte identità delle colline dell'Asolo e Montello, dove il terreno è per natura predisposto a vini di maggiore struttura. Alte colline, forti escursioni termiche, buona ventilazione e ricchezza minerale, si esprimono al meglio in un Prosecco dal tenore zuccherino mediamente basso.
Grazie ad un'azione di co-marketing, supportata da Unindustria Treviso, con altre realtà del territorio per la promozione della denominazione, la bottiglia rientra anche in un progetto più ampio di valorizzazione del territorio. Saranno coinvolte circa quaranta aziende e industrie della zona che non appartengono al settore vinicolo, in modo che la possano utilizzare nel corso di fiere e manifestazioni, soprattutto all'estero. 

La bottiglia si presenta con un'immagine fresca: etichetta a sfondo bianco con il logo del Consorzio e capsula nera con un bindello applicato per raccontare il progetto. 

Vendemmia 2016: tra le migliori per il Primitivo di Manduria

Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria: “Sarà un’annata straordinaria”
Il presidente Roberto Erario ottimista per la previsione 2016.


“Si preannuncia un’ottima vendemmia per il Primitivo di Manduria soprattutto grazie alla qualità delle uve, eccellenti rispetto allo scorso anno, con un miglioramento del 10-15%.”- afferma soddisfatto Roberto Erario, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria.

"Ovviamente - aggiunge Erario - per averne la certezza dovremo aspettare di portare tutta l'uva in cantina ma sicuramente possiamo già classificare questa vendemmia tra le migliori”.

“Ad oggi nel vigneti del Primitivo di Manduria abbiamo uve completamente sane, con buccia bella e consistente, tali da far prevedere una produzione di vini ricchi in colore e struttura. Grazie anche al vento di tramontana che ha permesso alle uve di maturare con calma. Qualitativamente la vendemmia si prennuncia quindi più elevata grazie anche alle misure Ocm che hanno permesso anche miglioramenti delle tecniche di gestione dei vigneti, in particolare l'introduzione di sistemi avanzati di produzione sostenibile.

La vendemmia del 2015 ha ottenuto in totale 18 milioni di litri circa, per 22 milioni di bottiglie. – conclude Erario- Attendiamo a breve quella del 2016”.

venerdì 26 agosto 2016

A Montalcino il “Laboratorio internazionale di storia agraria”

Indagini e riflessioni sulla storia agraria dell’Italia medievale. A vent’anni dal primo Convegno montalcinese
Saranno la storia agraria e della civiltà contadina, le protagoniste, a Montalcino, sabato 3 e domenica 4 settembre, quando andrà di scena, per l’edizione n. 18 il “Laboratorio internazionale di storia agraria”. 

“Indagini e riflessioni sulla storia agraria dell’Italia Medievale – a vent’anni dal primo convegno montalcinese”. Questo il titolo dell’edizione 2016, presentata e voluta dal Centro di Studi per la Storia delle Campagne e del Lavoro Contadino ed il Comune di Montalcino prevede tre sessioni di studio accolte nelle sale dello storico Palazzo Comunale di Montalcino. 

Si parte sabato 3 settembre (ore 10.30) con i seguenti interventi: Gian Maria Varanini con “Storiografia agraria e ricerca medievistica dalla fine dell’Ottocento al 1930”, Giuliano Pinto che parlerà di “Città e Contado”, Massimo Montanari e la “Storia dell’agricoltura e dell’alimentazione” per finire con Maria Ausiliatrice Ginatempo con “Storia agraria e archeologia: gli studidegli ultimi vent’anni”.

I lavori riprendono alle 15.30 con gli interventi di Vito Lorè “Corti, polittici, livelli. Le grandi proprietà altomedievali fra storiografia e prospettive di ricerca”, Mario Marronchi parlerà di “Patrimonie diritti monastici nell’alto e pieno medioevo: fatti e territori”. È poi la volta di Gabriele Archetti con “Alimentazione, strutture produttive e consumo nei monasteri altomedievali” e Alfio Cortonesi con “Piante, tecniche colturali, paesaggi: l’andamento delle ricerche nell’ultimo ventennio”.

Il convegno si concluderà domenica 4 settembre con l’ultima sessione di interventi (ore 9.30) che vedrà gli interventi di Danilo Gasparini “Viticoltura e frutticoltura in terra veneta tra fisco e mercato. Secoli XVI-XX”, Biagio Salvemini con “L’allevamento fra tardo medioevo e prima età moderna”, Fabio Saggioro “Per un’archeologia nel bosco nel medioevo: note e riflessioni”, Riccardo Rao e “La storiografia recente sui beni comuni: bilanci e nuove prospettive e Angela Lanconelli con “Colture tessili e piante tintorie. Qualche considerazione fra produzione e commerci”.

OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA: AL VIA SOL D’ORO EMISFERO SUD

PRIMA VOLTA DI SOL D’ORO EMISFERO SUD IN AUSTRALIA
DAL 5 AL 9 SETTEMBRE 2016 A MELBOURNE. IN GARA GLI EXTRAVERGINE DI ARGENTINA, CILE, PERÙ, BRASILE, URUGUAY, AUSTRALIA, NUOVA ZELANDA E SUDAFRICA. 

Il concorso di Veronafiere, il più importante al mondo per gli oli extravergine di oliva, si avvale della sponsorship del Governo di Victoria, che lo ha riconosciuto come volano per il miglioramento qualitativo delle produzioni nei nuovi Paesi produttori e strumento di promozione sui mercati internazionali.

Conto alla rovescia per Sol d'Oro Emisfero Sud, la sfida tra i migliori gli oli extravergine prodotti in primavera al di sotto dell’equatore in programma per la prima volta in Australia a Melbourne dal 5 al 9 settembre. La competizione itinerante organizzata da Veronafiere vede la partecipazione delle produzioni oleicole di Argentina, Cile, Perù, Brasile, Uruguay, Australia, Nuova Zelanda e Sudafrica. Ancora aperte le iscrizioni, massimo due campioni per azienda, fino al 31 agosto su www.solagrifood.com/en/exhibitors-area/sol-doro-competition.

«Veronafiere con questa iniziativa amplia e consolida la propria rete di eventi all’estero che copre oggi tutti i continenti. Dopo il successo delle prime due edizioni di Sol d’Oro Emisfero Sud in Cile e Sudafrica – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –, quest’anno in Australia abbiamo la collaborazione e la sponsorship del Governo di Victoria che ha visto nel concorso, considerato il più importante al mondo, uno strumento per incentivare la crescita qualitativa della produzione locale di olio extravergine e per la sua promozione commerciale sui mercati internazionali».

Due le prestigiose sedi di questa edizione di Sol d’Oro, che ha il patrocinio del Consolato Italiano ed è organizzato con la collaborazione della Camera di Commercio Italiana a Melbourne: nella Sala conferenze del Coasit (Comitato Assistenza Italiani), dove vengono ospitati tutti i più importanti appuntamenti italiani nella città, si svolgeranno i lavori della commissione giudicante, mentre la conferenza stampa di proclamazione dei vincitori del Sol d’oro, d’argento, di bronzo delle tre categorie di olio extravergine in gara – fruttato leggero, medio e intenso – e il cocktail con la consegna dei premi si terranno all’Investment Centre Victoria, sede degli eventi ufficiali del Vic Gov.

All’Investment Centre Victoria sono in programma anche la degustazione guidata degli oli vincitori, dedicata a giornalisti di settore e operatori specializzati del canale ho.re.ca., e tre seminari rivolti ai rappresentanti dell’industria oleicola australiana per approfondire le opportunità commerciali dell’olio australiano sui mercati internazionali. Tra questi, un focus sul Giappone, considerato uno dei più interessanti mercati per l’export di alta qualità, e uno sulla partecipazione a Sol&Agrifood, il Salone internazionale dell’agroalimentare di qualità di Veronafiere (9 al 12 aprile 2017 -www.solagrifood.com), visitato nel 2016 da 56.000 visitatori professionali provenienti da 82 Paesi.

Premio alla qualità, il Sol d’Oro diventa anche un importante strumento di marketing per le aziende premiate, grazie alle iniziative di promozione organizzate da Veronafiere sia durante Sol&Agrifood che nel mondo.

Riservata agli oli vincitori di questa edizione di Sol d’Oro Emisfero Sud la partecipazione con uno stand dedicato all’Olive Oil Kansai 2016 International Exhibition di Osaka dal 18 al 20 ottobre prossimi, in virtù di un accordo tra Veronafiere e la Fiera di Osaka, che si è candidata ad ospitare il concorso nel 2017 in veste di Paese consumatore.

Nato nel 2014 dallo sdoppiamento di Sol d’Oro, il più importante concorso mondiale dedicato agli oli extravergine di qualità, in una edizione per le produzioni dell’emisfero nord a febbraio a Verona e una itinerante per l’emisfero australe, Sol d’Oro Emisfero Sud si avvale quest’anno di una giuria composta dal capo panelist Marino Giorgetti e da otto panelist internazionali. Tra questi, tre del Paese ospitante: Richard Gawel, Claudia Guillaume e Glen Green.

Rural 2016

Torna con due tappe il festival dedicato alla biodiversità agricola
Due week end in programma a settembre: il 3 e 4 a Rivalta di Lesignano De' Bagni (Parma) e il 17 e 18 a Gaiole in Chianti. Due appuntamenti tutti dedicati alla varietà di produzioni artigianali locali di agricoltori e allevatori.

Rural è un invito alla scoperta e all'assaggio di prodotti di antiche razze animali e varietà vegetali autoctone da decenni abbandonate e quasi estinte. Rural mette in scena la biodiversità attraverso un progetto di recupero e valorizzazione di un mondo da proteggere e salvaguardare per le generazioni future.

Primo luogo votato alla biodiversità ad ospitare l'evento sarà Rivalta di Lesignano De’ Bagni che per il terzo anno ci condurrà in un nuovo viaggio alla scoperta del patrimonio rurale della zona. Il paese si trova al centro della Food Valley e allo stesso tempo in una cornice protetta, tra vulcanelli di fango, increspature, calanchi, siepi, boschi di querce e tanto verde a perdita d'occhio. Un’area questa, insieme a quella di tutto l’Appennino Tosco-Emiliano, che ha recentemente ottenuto anche la certificazione a riserva Mab Unesco (Man and Biosphere).

In questo contesto, allevatori e agricoltori custodi di antiche razze animali e varietà ortofrutticole faranno gustare la biodiversità tosco-emiliana con stand gastronomici che offriranno degustazioni tra cui prosciutto di maiale nero, pane di grano del miracolo, pappa al pomodoro riccio di parma, maltagliati all’uovo di gallina romagnola, tortél dóls, torta di patata quarantina, arrosto di tacchino, formaggi biologici, focaccia di frumento gentilrosso, zucca violina al forno, cipolla borettana, orzo leonessa, succo fresco di uva termarina, torta di prugna zucchella, vino di uve fortana e termarina . Una mostra-mercato ma soprattutto un’esperienza diretta, da vivere con tutti i sensi negli spazi di una stalla contemporanea nella riserva naturale del parco Barboj. Ci saranno anche gli animali di razze antiche nel parco di biodiversità tra cui il maiale nero, la pecora cornigliese, il cavallo bardigiano, l’asino romagnolo, il tacchino nero, la vacca grigia appenninica ed una esposizione e messa in moto di trattori tra gli anni 30′ e 50′ Landini e Lamborghini.

A grande richiesta quest’anno il Rural Festival si sposterà a Gaiole in Chianti (Siena) dove la manifestazione sarà allestita nel centro storico del paese, con la stessa formula. Grazie al patrocinio dei Comuni di Lesignano De' Bagni e di Gaiole in Chianti le due tappe del Rural Festival serviranno a mettere in primo piano un'economia del passato più che mai attuale.

Ingresso gratuito. 
Orario: 10-19.

Per informazioni: 
Rural Festival EMILIA: Parco Barboj - Rivalta di Lesignano De' Bagni - Parma (3 e 4 settembre 2016) Tel: 342.9128266 e 335.316337

Rural Festival TOSCANA: 
Centro storico di Gaiole in Chianti - Siena (17 e 18 settembre 2016)

Web: www.rural.it Mail: info@rural.it
Tel: 333.1239638 - 333.3734367

giovedì 25 agosto 2016

Un' Amatriciana per Amatrice

“Un’Amatriciana per Amatrice”: nei ristoranti un primo piatto per aiutare le imprese nelle zone colpite dal sisma
Iniziativa di solidarietà di Confesercenti e Città del Vino. Nei ristoranti un primo piatto per aiutare le imprese nelle zone colpite dal sisma. Dal 12 al 18 settembre in tutta Italia.

Un’amatriciana per sostenere la ricostruzione. Anche i ristoratori si impegnano nella solidarietà: nella settimana tra il 12 ed il 18 settembre, in tutta Italia offriranno nel loro menu, in un giorno a loro discrezione, una amatriciana per la ricostruzione. Tutti i clienti che in quella giornata ordineranno il piatto, contribuiranno indirettamente a sostenere la ripartenza delle imprese delle zone colpite.

L’importo pagato verrà così devoluto interamente dai ristoratori in un fondo (IBAN IT 23A 03127 03200 000000015000) finalizzato alla ricostruzione e al sostegno delle attività della ristorazione, del commercio e della ricettività dei comuni di Amatrice, Accumuli, Arquata del Tronto e Pescara del Tronto.

E’ questo l’obiettivo di “Un’Amatriciana per Amatrice” (#UnAmatricianaPerAmatrice), il progetto di solidarietà messo in campo dagli imprenditori di Confesercenti in collaborazione con l’Associazione Nazionale Città del Vino, che riunisce i 450 comuni a vocazione enogastronomica del nostro Paese, per dare un contributo concreto alla ripartenza delle attività del territorio colpito dal sisma, dalle cui tradizioni è nato uno dei piatti più noti e rappresentativi della cultura e sapienza enogastronomica italiana. L’auspicio è di arrivare a servire oltre 100mila amatriciane. 

L’iniziativa è aperta a tutti i ristoratori, non solo italiani. Per aderire sarà sufficiente registrarsi online su www.unamatricianaperamatrice.it per ottenere le locandine ed il materiale informativo relativo alla procedura da adottare, in italiano e presto anche inglese.

“Il sisma ha danneggiato centinaia di ristoranti e attività commerciali e ricettive. Spesso piccole e medie imprese storiche, di assoluta rilevanza culturale: la pasta all’amatriciana non è solo il simbolo di Amatrice, ma uno dei piatti più popolari al mondo, che è nato proprio dal saper fare secolare di questo territorio”, spiega Massimo Vivoli, Presidente di Confesercenti Nazionale. “Per questo, insieme a Città del Vino, abbiamo ritenuto che ben rappresentasse lo spirito del progetto, che vuole affiancarsi alle tante iniziative di solidarietà arrivate da tutto il mondo dando un contributo mirato al sostegno degli imprenditori dei comuni colpiti e alla tutela delle tradizioni di cui sono interpreti”.

“Siamo vicini agli abitanti di Amatrice, Accumoli, Arquata, Pescara del Tronto e delle altre zone colpite dal sisma – commenta il presidente di Città del Vino, Floriano Zambon -. Insieme a Confesercenti stiamo organizzando questa iniziativa di raccolta fondi attraverso una ricetta simbolo del made in Italy: l’Amatriciana, un piatto famoso in tutto il mondo, fortemente identitario, capace di esprimere la cultura di un territorio con la stessa forza evocativa di un vino. L’obiettivo è di sviluppare un progetto nel campo della ristorazione e della gastronomia per ricreare occupazione e dare speranza alla popolazione dei territori colpiti, partendo dall’esperienza positiva del polo agroalimentare del Parco del Gran Sasso, che aveva sede proprio ad Amatrice".

CONCORSI: MIGLIOR PROGETTO DI AGRICOLTURA SOCIALE

AL VIA IL CONCORSO “COLTIVIAMO AGRICOLTURA SOCIALE”
Presentato ieri al Meeting di Rimini il bando istituito da Confagricoltura e l’Onlus Senior l’Età della Saggezza che premierà con 50.000 euro il miglior progetto di agricoltura sociale.

Incentivare i progetti di agricoltura sociale sviluppando un nuovo metodo di imprenditoria. E’ questo l’obiettivo  del concorso “Coltiviamo Agricoltura Sociale”, istituito da Confagricoltura e l’Onlus Senior - L’Età della Saggezza, in collaborazione con Rete delle Fattorie Sociali e Intesa Sanpaolo, riservato a imprenditori agricoli singoli o associati, cooperative sociali che esercitano attività agricola e altre forme di associazione di promozione sociale.

Il concorso è stato presentato ufficialmente al “Meeting di Rimini per l’amicizia tra i popoli” e prevede l’assegnazione di 50.000 euro al progetto più significativo in questo ambito.

“Un'iniziativa  - ha spiegato il presidente della Onlus Senior - L’età della Saggezza Rodolfo Garbellini - che conferma il nostro impegno nel valorizzare le iniziative di agricoltura riconducibili alla solidarietà tra le generazioni, all’occupazione e all’assistenza socio sanitaria dei soggetti più deboli, alla tutela dei diritti civili e all’inclusione sociale nelle zone rurali.”

Le proposte devono distinguersi per il carattere innovativo, per la capacità di rispondere a una criticità ben identificata del territorio, nonché per metodi di valutazione e di comunicazione appropriati. Beneficiari finali possono essere i minori e i giovani in situazione di disagio sociale, gli anziani, i disabili e gli immigrati che godono dello stato di rifugiato e richiedenti asilo.

Sono tre le aree in cui si potranno sviluppare i progetti che concorrono al premio “Coltiviamo Agricoltura Sociale”: potenziamento e sviluppo di servizi socio educativi e/o socio assistenziali già esistenti e sperimentazione di nuovi, costruzione di reti e partenariati tra i diversi attori territoriali. Molteplici gli ambiti, che spaziano dall’inserimento di persone con disabilità all’educazione ambientale e alimentare, fino alla salvaguardia della biodiversità attraverso le fattorie sociali.

Da oggi è attiva una piattaforma web in cui chi vuole partecipare al bando può inserire i propri progetti. Entro trenta giorni dalla pubblicazione online, le iniziative potranno essere votate dal pubblico attraverso il web, previa registrazione del votante sulla piattaforma. Le prime trenta più votate passeranno al vaglio di una commissione di esperti per la selezione definitiva. Il progetto vincitore deve avere una durata massima di un anno.

L’importo del premio sarà erogato al 40% all’avvio del progetto, mentre la restante parte sarà diluita sulla base dell’avanzamento dei lavori e alla loro conclusione. Variegata la lista dei criteri di valutazione da parte dei commissari esperti, che esamineranno la specificità delle iniziative, la loro capacità di interagire con il territorio con modelli di welfare e di comunicazione efficaci e moderni.

“Intesa Sanpaolo conferma e rilancia quotidianamente l’impegno assunto nei confronti del settore primario, in quanto strategico per la crescita del nostro PIL – ha dichiarato Luca Siciliano, responsabile Settori e Aziende Retail Intesa Sanpaolo -. Inoltre crediamo che il welfare in agricoltura sia un importante strumento di coesione e di inclusione sociale e questo concorso ne è la conferma. Oggi potersi occupare di agricoltura è qualcosa di cui essere orgogliosi, soprattutto se si integra l’aspetto sociale.”

“L’agricoltura sociale - ha commentato il presidente Rete Fattorie Sociali Marco Berardo Di Stefano - può contribuire in modo efficace a innovare l’approccio e i paradigmi dell’intervento educativo e sociale nei confronti degli adolescenti, dei giovani, degli anziani e delle persone in difficoltà, sia in termini di prevenzione, sia di riduzione del disagio.”

“Il crescente interesse per questo tipo di agricoltura, inatteso per i numeri che sta registrando- ha sottolineato l’On. Massimo Fiorio, primo firmatario della legge sull’agricoltura sociale approvata un anno fa - testimonia che era necessario dare dignità con una norma specifica ad un fenomeno di welfare innovativo in cui l’agricoltura, per la sue caratteristiche di multifunzionalità, può svolgere un ruolo di primo piano”.

“L’emanazione del bando rappresenta un segnale importante della crescente sensibilità verso l’agricoltura sociale. Confagricoltura - ha concluso il presidente Mario Guidi - crede e sostiene questo nuovo modello di agricoltura, che guarda oltre gli stretti confini produttivi. Attraverso una progettazione specifica e un’attenzione concentrata più sulla persona che sul prodotto, l’azienda che pratica agricoltura sociale si confronta con la dimensione etica d’impresa e si responsabilizza in risposta alle necessità della collettività di un territorio, senza perdere la propria identità imprenditoriale ed economica.”  

mercoledì 24 agosto 2016

ANNULLATA RIETI CUORE PICCANTE 2016

PER I NOTI E TRAGICI EVENTI SISMICI L’ORGANIZZAZIONE HA DECISO DI SOSPENDERE LA SESTA EDIZIONE DELLA FIERA CAMPIONARIA MONDIALE DEL PEPERONCINO 


L’organizzazione di Rieti Cuore Piccante, Fiera Campionaria Mondiale del Peperoncino, rende nota la decisione di sospendere la sesta edizione della manifestazione, in programma nel capoluogo della Sabina da giovedì 25 a domenica 28 agosto. I motivi sono ben noti: il forte terremoto avvenuto nella notte tra martedì 22 e mercoledì 23 nella stessa provincia di Rieti.

“Una decisione – dichiara Stefano Colantoni, Presidente dell’Associazione Peperoncino a Rieti -che ci sembra scontata e dovuta in seguito alla immane tragedia avvenuta. In primis, la realizzazione, in questo momento, di un evento di festa quale è Rieti Cuore Piccante, risulterebbe essere moralmente insostenibile. Il regolare svolgimento della manifestazione verrebbe inoltre compromesso da importanti motivi logistici riguardanti l’attuazione dei soccorsi. Ai cittadini colpiti da questa calamità va tutto il nostro cordoglio. Siamo convinti che sapranno rialzarsi con la forza e la tenacia che da sempre contraddistingue la nostra gente”.

Rieti Cuore Piccante è organizzata dalla Associazione Peperoncino a Rieti con la collaborazione dell’Accademia Nazionale del Peperoncino, degli enti locali, Camera di Commercio e Confcommercio Rieti, della Regione Lazio e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Agricoltura di precisione. Convegno a Maccarese

“Il presente e il futuro dell’Agricoltura: Tecnologia, Precisione, Innovazione”
A settembre "Campi di innovazione" organizzato da Maccarese SpA. Convegno di apertura alla presenza del presidente Guidi.

Dal 7 al 9 settembre 2016 a Maccarese si svolgerà una manifestazione a livello nazionale sull’agricoltura di precisione, dal titolo “Campi di innovazione” organizzata dalla società agricola Maccarese Spa e New Holland, con il supporto del CREA, dell’Università della Tuscia e dell’Enama e con il Patrocinio del Mipaaf e del Ministero dell’Ambiente.

L’evento si aprirà con un convegno inaugurale “Il presente e il futuro dell’Agricoltura: Tecnologia, Precisione, Innovazione”, che si svolgerà il 7 settembre 2016 al Castello San Giorgio di Maccarese, Viale Maria, 1 Maccarese – Fiumicino, a cui parteciperà anche il presidente di Confagricoltura nazionale Mario Guidi, l'assessore regionale all'Agricoltura, Carlo Hausmann e il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina.

Il Programma:

Ore 10,30 | AVVIO REGISTRAZIONI AL CONVEGNO
Coordinamento a cura di Claudio Destro - Maccarese SpA - Direttore Generale

Ore 11,00
Welcome | Silvio Salera - Maccarese SpA - Amministratore Delegato
Saluti | Maurizio Martina - Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Ore 11,30 | SESSIONE TECNICA E NORMATIVA - “PRECISION LAND MANAGEMENT e AGRICOLTURA DI PRECISIONE”
“Caratteristiche e funzioni” - Antonio Marzia - New Holland - Precision Solution & Telematics - PS&T
“Strategie ed opportunità per ottimizzare il lavoro e ridurre l’impatto ambientale” - Giuseppe Blasi - Ministero Politiche Agricole
Alimentari e Forestali - Capo Dipartimento “Sviluppo Rurale”
“Stato dell’Arte e Prospettive in Italia” - Michele Pisante - CREA - Commissario Delegato
“Le esperienze internazionali” - Sandro Liberatori - ENAMA - Direttore Generale
“La ricerca e i progetti per l’innovazione” - Raffaele Casa - Università della Tuscia - Docente Scienze Agrarie e Forestali
“L’applicazione sul campo” - Eros Gualandi - Coop “Il Raccolto” - Presidente

Ore 12,30 | SESSIONE ISTITUZIONALE - “L’ATTIVITÀ ISTITUZIONALE PER LA PROMOZIONE DELL’AGRICOLTURA INNOVATIVA”
Luca Sani - Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati - Presidente *
Roberto Formigoni - Commissione Agricoltura al Senato - Presidente *
Carlo Maria Medaglia - Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Capo Segreteria Tecnica
Mario Guidi - Confagricoltura - Presidente
Carlo Hausmann - Regione Lazio - Assessore all’Agricoltura

Ore 13,15 | CONCLUSIONI
Carlo Lambro - Brand President New Holland

Ore 13,30 | BUSINESS LUNCH

* da confermare

Nei successivi due giorni l’evento proseguirà con le dimostrazioni in campo presso l’azienda Agricola Maccarese SpA.

Si tratta di una importante occasione di confronto sia dal punto di vista della definizione delle strategie di sviluppo del settore - il Mipaaf ha appena pubblicato le linee guida per l’agricoltura di precisione che saranno strumento di indirizzo anche per l’attuazione dei PSR - sia dal punto di vista tecnico, con l’illustrazione delle principali innovazioni al servizio dell’agricoltura.

Volevo ricordare che L'Azienda Agricola Maccarese, organizzatrice dell'evento, nasce negli anni '30 ed attualmente consta di 3.200 ettari pianeggianti e per le sue dimensioni si colloca al primo posto in Italia. Oltre alle colture praticate in azienda quali seminativi, foraggi e ortaggi, al suo interno dispone del più grande allevamento nazionale di vacche da latte, con una mandria di 3.300 capi presenti. La stalla produce 32.000 litri di latte al giorno, soddisfacendo il 10% circa del consumo giornaliero dei romani. 

Ma l'azienda si contraddistingue anche per la vitivinicoltura: la storia dell'uva e del vino in questo territorio hanno radici lontane. Dopo la bonifica integrale del 1925-1930 alcuni terreni, una volta livellati, si prestarono molto bene alle piantagioni delle vite. Nei terreni sabbiosi vicini al mare si produceva Montepulciano, Merlot e Sangiovese rosso, mentre il bianco era per lo più Malvasia di Candida, Trebbiano romagnolo e Trebbiano toscano. I nuovi proprietari dell’azienda (famiglia Benetton), rispolverando questa storica tradizione, hanno avviato recentemente, in collaborazione con la Cantina di Torre in Pietra, la produzione e commercializzazione del vino di alta qualità che si fregia dell'indicazione geografica tipica (IGT). Due sole selezioni: Maccarese Bianco e Maccarese Rosso ed una grappa di Merlot affinata in botti di rovere.

“Il presente e il futuro dell’Agricoltura: Tecnologia, Precisione, Innovazione”
MERCOLEDÌ 7 SETTEMBRE 2016 ORE 10.30
Fiumicino-Maccarese (Roma) - Castello San Giorgio - viale Maria 1

martedì 23 agosto 2016

Vendemmia 2016. La previsione della Cantina Sociale di Trento

Ultima settimana di agosto, si inizia con Chardonnay, Pinot Grigio e Müller Thurgau
Il direttore Alfredo Albertini: "uve da zone vocate e scrupolosa attenzione dei soci viticoltori nella cura dei vigneti regaleranno vini di grande freschezza e profumi interessanti."

Complici una primavera e un’estate contraddistinte da costanti precipitazioni abbinate a temperature per lo più miti, le uve dei vigneti dei soci della Cantina Sociale di Trento quest’anno stanno ritardando la propria maturazione di circa una settimana, ma si prevede risultino ottime per qualità e quantità.

In Trentino l’andamento climatico dell’attuale stagione estiva si è caratterizzato dalla presenza dell’Anticiclone delle Azzorre che ha garantito per lo più temperature miti, come da norma stagionale, ma con la costante presenza di precipitazioni piovose. Per questo la vendemmia 2016 alla Cantina Sociale di Trento si prevede potrà iniziare l’ultima settimana di agosto, con la raccolta delle varietà bianche precoci come lo Chardonnay per le basi spumante, il Pinot Grigio e l’aromatico Müller Thurgau, uve che insieme rappresentano più della metà dell’intera produzione della cantina.

“La stagione viticola 2016 in Trentino è molto diversa da quella dell’anno precedente. - Afferma il direttore Alfredo Albertini della Cantina Sociale di Trento -Nei mesi scorsi abbiamo assistito a delle condizioni meteorologiche che possiamo definire ‘capricciose’, con giornate dalle temperature miti e piogge costanti, tanto che il ciclo della vite è in ritardo di circa una settimana rispetto allo scorso anno, con conseguente slittamento della vendemmia delle uve base spumante a fine agosto e a seguire di una decina di giorni le altre tipologie di uve a bacca bianca”.

Quest’anno le regolari precipitazioni e il clima caldo ma non eccessivo, hanno malauguratamente favorito la presenza della Peronospora, in Italia come in Europa. “Questa infezione fungina - asserisce il Direttore Albertini – vero flagello nel passato in grado di compromettere totalmente la produzione, quest’anno “alleggerirà” sicuramente la vendemmia anche in Trentino, come già abbiamo potuto prevedere dalle fasi vegetative di primavera”.

Ma il Direttore ci tiene a puntualizzare che “Come sempre le zone più vocate, nel nostro caso quelle collinari, e la scrupolosa attenzione dei soci viticoltori nella cura dei vigneti hanno limitato gli effetti delle condizioni avverse e favorito un andamento stagionale buono, che ora, nella maggioranza dei casi si prevede ottimo, con la previsione per vini con buone freschezze acide e profumi sicuramente interessanti.

Conclude Albertini con una battuta: “Molto, come sempre, dipenderà dal meteo delle prossime settimane. Speriamo in tanto sole e... basta pioggia!”.

www.cantinasocialetrento.it

Vendemmia 2016. Il punto della Coldiretti

La vendemmia in Italia in aumento del 5%
L'andamento climatico sino ad ora, ha favorito un ottima qualità delle uve. Le stime saranno progressivamente definite.

Si prevede per il 2016 una produzione complessivamente in aumento di almeno il 5% rispetto ai 47,5 milioni di ettolitri dello scorso anno anche se con un andamento fortemente differenziato tra le diverse regioni, che varia dalla previsione di crescita del 15% in Puglia al calo del 10% in Lombardia, per effetto del bizzarro andamento climatico.

E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che la vendemmia del 2016 è iniziata quest’anno con un ritardo di quasi una settimana rispetto allo scorso anno quando pero’ era stata condizionata dal grande caldo e siccità con la raccolta più precoce dell’ultimo decennio.

Il distacco del primo grappolo di uva quest’anno, per quanto riguarda il nord, è avvenuto nell’Azienda Agricola Faccoli in via Cava a Coccaglio, nella provincia di Brescia in Franciacorta, con il distacco di uve Chardonnay utilizzate per la produzione di spumanti e che tradizionalmente sono le prime ad essere raccolte in tutta Italia. 

Nel sud, aggiungo, per ragioni climatiche, il primato spetta in assoluto, come ormai noto, alla Tenuta di Donnafugata. A Contessa Entellina la vendemmia si è aperta infatti i primi due giorni di agosto con la raccolta di piccoli appezzamenti di Pinot Nero e Chardonnay. Una curiosità: spesso il taglio dello Chardonnay a Donnafugata coincide con il taglio del primo grappolo dell'emisfero boreale.

Molto comunque dipenderà dall'ormai prossimo mese di settembre, ma le escursioni termiche degli ultimi giorni con gli abbassamenti di temperature specie quelle minime fanno ben sperare per una annata di buona qualità, dopo un inverno particolarmente mite e un germogliamento anticipato. La primavera ha fatto segnare temperature spesso sotto la media e anche fenomeni di gelate tardive e tempo umido un po’ in tutta Italia ma specie nel nord est mettendo a dura prova il lavoro dei viticoltori per garantire la sanità delle uve.

In Italia la vendemmia è partita con la raccolta di uve Pinot e Chardonnay in un percorso che proseguirà a settembre ed ottobre con la raccolta delle grandi uve rosse autoctone Sangiovese, Montepulciano, Nebbiolo e che si concluderà fino a novembre con le uve di Aglianico, Nebbiolo e Nerello.

Le stime della Coldiretti dunque saranno progressivamente definite perché molto dipenderà dall'andamento climatico delle settimane precedenti la raccolta.

Dal punto di vista quantitativo è probabile che l’Italia conquisterà anche quest’anno il primato produttivo rispetto alla Francia dove le prime stime per il 2016 danno una produzione in leggero calo sul 2015, a causa delle gelate tardive e della forte pressione delle malattie fungine.

Se non ci saranno sconvolgimenti si prevede che la produzione Made in Italy sarà destinata per oltre il 40 per cento ai 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc) e ai 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), il 30 per cento ai 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30 per cento a vini da tavola.

Nel primo quadrimestre del 2016 le esportazioni di vino italiano sono ulteriormente aumentate del 2 per cento in valore rispetto al record storico fatto segnare lo scorso anno, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, con il risultato che oltre la metà del fatturato realizzato dal vino quest’anno sarà ottenuto dalle vendite sul mercato estero.

Con l’inizio della vendemmia in Italia si attiva un motore economico che genera quasi 10 miliardi di fatturato solo dalla vendita del vino e che da opportunità di lavoro nella filiera a 1,3 milioni di persone. La vendemmia 2016 coinvolgerà 650mila ettari di vigne, dei quali ben 480mila Docg, Doc e Igt e oltre 200mila aziende vitivinicole. La ricaduta occupazionale riguarda sia per le persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia per quelle impiegate in attività connesse e di servizio. Secondo una ricerca di Coldiretti, per ogni grappolo di uva raccolta si attivano ben diciotto settori di lavoro dall’industria di trasformazione al commercio, dal vetro per bicchieri e bottiglie alla lavorazione del sughero per tappi, continuando con trasporti, accessori, enoturismo, cosmetica, bioenergie e molto altro.

Il futuro del Made in Italy dipende dalla capacità di promuovere e tutelare le distintività che è stata la chiave del successo nel settore del vino dove ha trovato la massima esaltazione la valorizzazione delle specificità territoriali che rappresentano la vera ricchezza del Paese” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “il vino italiano è cresciuto scommettendo sulla sua identità con una decisa svolta verso la qualità che ha permesso di conquistare primati nel mondo dove oggi 1 bottiglia esportata su 5 è Made in Italy”.

lunedì 22 agosto 2016

Vendemmia 2016. In Veneto oggi con Pinot e Chardonnay

Vendemmia 2016. In veneto inizia con i vitigni più precoci
E' iniziata ufficialmente oggi con la raccolta delle uve di Pinot e Chardonnay per le basi spumante e delle stesse varietà degli impianti più giovani.

Sarà un ottima annata per il vigneto Veneto. Svanite le forti preoccupazioni a causa delle abbondanti precipitazioni primaverili, si è assistito ad un andamento climatico ideale, con calde temperature di giorno alternate alle escursioni termiche della notte, il che ha favorito una maturazione ottimale delle uve con un buon rapporto zuccheri/acidità totale per le uve bianche e accumulo di sostanze coloranti per quelle a bacca nera. 

Insomma sembrano esserci tutte le premesse ottimali per una vendemmia ricca di soddisfazioni che si svolgerà a pieno regime la prossima settimana, in leggero ritardo di 7-10 giorni rispetto allo scorso anno. Comunque il quadro completo dell’andamento vegetativo della vite e delle prime stime di produzione è atteso per il prossimo 25 agosto a cura di Veneto Agricoltura-Europe Direct in occasione della 42^ edizione del Focus sulle previsioni vendemmiali nel Veneto, secondo incontro del Trittico Vitivinicolo 2016, storica iniziativa promossa in collaborazione con la Regione Veneto, Avepa, Arpav, Crea Viticoltura Conegliano, Regione Friuli-Venezia Giulia e Province di Bolzano e Trento, che come è ormai tradizione fornisce un quadro previsionale anche del restante Nord Est, delle altre principali Regioni viticole italiane, (Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Sicilia), nonché di Francia e Spagna.  vendemmia in  Francia e Spagna.

L'appuntamento a Legnaro, in provincia di Padova, presso la sede di Veneto Agricoltura in Viale dell'Università 14, alle ore 10 in cui saranno presenti l'Assessore regionale all'Agricoltura, Giuseppe Pan, e il Direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro. Nell'occasione, saranno forniti tutti i dati previsionali della vendemmia 2016 suddivisi per provincia e tipologia di uva. 

I dati di previsione vendemmiale, acquisiti sul territorio dagli Uffici preposti di AVEPA, Regione Friuli-Venezia Giulia e Province di Bolzano e Trento, nonché da una Rete costituita da una serie di operatori in rappresentanza di alcune Cantine e Consorzi delle diverse aree viticole, saranno illustrati e analizzati dal team di esperti promotori del Trittico. 

Allo scopo di fornire agli operatori del settore vitivinicolo e ai media un quadro completo ed esauriente della prossima vendemmia, nel corso dell’incontro saranno effettuati dei collegamenti in videoconferenza con vari esperti delle principali Regioni vitivinicole italiane e di alcuni Paesi dell’Unione Europea. 

Vendemmia 2016. Potenziati controlli

Rischio frodi. Controlli mirati sul settore vitivinicolo
Saranno 11mila avverte il Mipaaf. Martina: "Tuteliamo al massimo il settore del vino made in Italy."

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che per l'anno 2016 sono stati potenziati i controlli nel periodo di vendemmia. Sono stati previsti complessivamente oltre 11 mila controlli mirati sul settore vitivinicolo. Nel primo semestre ne sono stati effettuati già 5.698, con sequestri di prodotti contraffatti per oltre 2,5 milioni di euro e con 920 diffide.

Proprio nei giorni scorsi su disposizione della Procura della Repubblica di Venezia, l'Ispettorato Repressione Frodi (ICQRF) del Ministero delle politiche agricole e la Guardia di Finanza di Treviso hanno portato avanti un'operazione antifrode denominata "Pinocchio". 

Attraverso 12 perquisizioni presso imprese venete e pugliesi sono stati sequestrati oltre 130 mila litri di vino falsamente etichettato come IGP «Puglia» Pinot Grigio in attesa di confezionamento. Il vino, proveniente da compiacenti cantine pugliesi, derivava in realtà da varietà di uva a bacca bianca diverse dal Pinot Grigio. 

Tramite falsi documenti di accompagnamento, il vino arrivava dalla Puglia ad un imbottigliatore veneto, pronto per il confezionamento e la distribuzione sul mercato nazionale ed estero. Sulla tavola rischiava così di arrivare vino bianco di incerta origine e provenienza, traendo in inganno il consumatore.

"Tuteliamo al massimo il settore del vino - ha commentato il Ministro Maurizio Martina - attraverso un aumento dei controlli e un rapporto nuovo con le aziende. In particolare con le diffide permettiamo alle aziende di mettersi in regola, prima di subire sanzioni amministrative. Allo stesso tempo siamo inflessibili contro le frodi, come dimostra questa importante operazione portata avanti dal nostro Ispettorato repressione frodi e dalla Guardia di Finanza. L'impegno a tutela dei consumatori e dei produttori onesti è costante e quotidiano".

domenica 21 agosto 2016

Pinot Grigio: arriva la nuova Doc "Delle Venezie"

Pinot Grigio, il 30 agosto il via alla nuova Doc "Delle Venezie"
Convocata a Verona la riunione per il suo riconoscimento. Assessore all'agricoltura Michele Dallapiccola: "Un'opportunità in più per conquistare i mercati". 

Martedì 30 agosto si terrà a Verona, presso Veronafiere, la riunione di pubblico accertamento convocata dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali per il riconoscimento della nuova DOC "Delle Venezie" del Pinot Grigio. 

Si tratta di un passaggio fondamentale, preceduto dalla costituzione nello scorso febbraio dell'Associazione temporanea di scopo "Produttori vitivinicoli trentini, friulani e veneti", (primo passo fondamentale che ha permesso di richiedere ed ottenere il riconoscimento) e che ora arriva a conclusione di un lungo percorso di condivisione tra i territori più vocati in Italia per la produzione di vino Pinot Grigio.

La nuova Doc "Delle Venezie" è rappresentativa di circa 20.000 ettari di vigneto Pinot Grigio, di cui circa 3 mila in Trentino, una delle più grandi Doc nazionali, in grado di competere a livello internazionale, in particolare sul mercato americano.

Contestualmente alla richiesta ufficiale di riconoscimento della DOC "Delle Venezie" per il Pinot Grigio, alla riunione si parlerà anche della modifica della attuale IGT "delle Venezie" a "Trevenezie" (al fine di non generare confusioni e sovrapposizioni nominative con la nuova DOC) e del relativo disciplinare di produzione, nonché delle modifiche dei disciplinari di produzione delle IGT venete ("Veneto", "Vallagarina", "Veneto Orientale", "Marca trevigiana", "Colli trevigiani", "Conselvano". "Alto Livenza", "Verona", "Provincia di Verona" e "Venezia Giulia".)

L'assessore all'agricoltura Michele Dallapiccola, ha espresso la sua soddisfazione per il non facile percorso fin qui fatto dalla Provincia di Trento e dai soggetti trentini maggiormente rappresentativi del mondo vitivinicolo trentino (Federazione trentina della Cooperazione, Consorzio Vini del Trentino, sindacati agricoli Coldiretti, Confagricoltura e Cia), spiegando che "la nuova Doc "Delle Venezie" non è la "svendita" del nostro Pinot Grigio ma una ulteriore opportunità di sviluppo, valorizzazione e presenza sui mercati internazionali di un vino che sta riscuotendo notevoli successi e che, grazie alla nuova DOC, sarà più protetto contro falsi e sofisticazioni."

"L'accordo con i produttori veneti e friulani, - aggiunge Dallapiccola -, ci spinge ad una ulteriore assunzione di responsabilità nella gestione della nuova Doc per il Pinot Grigio, uno strumento che, ricordo, si aggiunge e non si sostituisce alle nostre tradizionali denominazioni Trentino Doc, Doc Valdadige, Igt Dolomiti, denominazioni importanti e fortemente identitarie del nostro territorio, con disciplinari più rigidi e qualitativamente elevati, che potranno comunque continuare ad essere utilizzate dai nostri produttori".

venerdì 19 agosto 2016

Consorzio del Vino Nobile presenta: "A Tavola con il Nobile 2016"

A Tavola con il Nobile: a Montepulciano contrade ai fornelli
Il 20 al 21 agosto la quattordicesima edizione del premio enogastronomico con l’obiettivo di recuperare ricette della tradizione in abbinamento al vino “di casa”: il Nobile di Montepulciano.

Le otto contrade del Bravìo delle Botti impegnate ai fornelli sul tema della Selvaggina. In quattordici anni grazie al concorso si sono recuperato centinaia di ricette. Così da sabato 20 a domenica 21 agosto le contrade del Bravìo delle Botti si sfidano ai fornelli in attesa della corsa (quest’anno il 28 agosto) con il concorso A tavola con il Nobile.

A Tavola con il Nobile è promosso dal Consorzio del Vino Nobile in collaborazione con il Magistrato delle Contrade. Quattordici edizioni scandite da centinaia di ricette realizzate dalle contrade. Nato 14 anni fa da una intuizione del Consorzio del Vino Nobile e del giornalista inviato del Tg2 e conduttore della fortunata rubrica “Eat Parade” Bruno Gambacorta con l’obiettivo di recuperare ricette della tradizione in abbinamento al vino “di casa”, il Nobile di Montepulciano. 

In quattordici anni di “A Tavola con il Nobile” sono state proposte oltre 210 ricette della tradizione, sono stati pubblicati sei libri che le raccolgono, tra cui quello per il decennale, del 2012, con tutte le ricette delle passate edizioni. La manifestazione è anche un importante veicolo di promozione per il territorio con oltre 800 articoli, servizi televisivi e reportage sul premio scritti anche dai circa 200 giornalisti da tutto il mondo che nelle varie edizioni si sono succeduti come giurati del premio.

L’obiettivo che dovranno centrare le contrade sarà quello di sposare al meglio il Vino Nobile con il piatto proposto per questa edizione. Dopo l’esperienza dei “pici”, della “nana” (anatra), della carne di cinta senese e delle verdure dell’orto, quest’anno le contrade si dovranno cimentare in secondi piatti a base di selvaggina, il tutto rispettando la tradizione gastronomica locale. In occasione di sabato 20 agosto con la prima sessione di degustazioni, le cucine delle contrade apriranno le porte anche al pubblico e da lunedì prossimo il piatto in gara potrà essere degustato da tutti durante le cene in programma.

Food Travel Monitor 2016. Analisi del fenomeno Food&Travel

Food Travel Monitor: cresce il turismo del gusto
Roberta Garibaldi, ambasciatore italiano della WFTA, ha supervisionato l’indagine per l’Italia.

Italia, prima meta golosa del mondo. Lo rivela il “Food Travel Monitor 2016”, il più importante studio internazionale sul tema turismo enogastronomico presentato dalla World Food Travel Association. 

Il presente studio condotto dalla World Food Travel Association (WFTA) è considerato il più completo rapporto sul Turismo Enogastronomico Mondiale. La ricerca ha coinvolto 11 Paesi in tutto il mondo e ha fornito importanti e dettagliate informazioni che permetteranno una maggiore comprensione del comportamento e delle motivazioni dei turisti enogastronomici fornendo uno strumento utile per gli operatori del settore.

Nel nostro Paese l’importanza strategica del comparto enogastronomico, quale segmento di turismo, è andata progressivamente crescendo nel corso degli anni, divenendo la motivazione principale dello spostamento di turisti alla ricerca non solo della conoscenza del prodotto ma anche del territorio di produzione. Un fenomeno quello del Food&Travel che rappresenta uno dei settori più dinamici e creativi in Italia e nel mondo.

Roberta Garibaldi - Direttore del CeSTIT - Centro Studi per il Turismo dell'Università di Bergamo e Ambassador per l'Italia della WFTA - ha esposto i risultati della sezione italiana della ricerca, che lei stessa ha coordinato analizzando alcuni degli aspetti più significativi sul profilo del turista enogastronomico italiano, la sua definizione e rilevanza nel mercato del turismo mondiale, le motivazioni che lo spingono nella scelta delle destinazioni; il suo profilo psicoculinario e gli aspetti ed impatti sociali che derivano, l'importanza del food come motivo di soddisfazione al fine di ritornare in una località, recensirla e promuoverla presso i propri conoscenti.

Undici i Paesi coinvolti nella ricerca: Italia, Francia, Germania, Irlanda, Regno Unito, Spagna, Australia, Cina, India, Messico e Stati Uniti. Ne è emerso che è proprio il nostro Paese, insieme a Francia e Giappone, ad essere considerato per tutti vera e propria “Mecca” dei golosi. Ma veniamo nel dettaglio. 

Il 49% dei turisti internazionali sono mossi dalla gola: scelgono la destinazione non più, e non solo, in base al luogo ma per quello che là si può assaggiare. Si delinea così sempre più un “turismo di esperienze” e quella gourmand (cibo, vino e sempre più birra), supera di fatto la motivazione culturale.

Ben il 93% dei viaggiatori, durante le vacanze, ha visitato una cantina o una fattoria, ha visto all’opera un casaro o un mastro birraio, ha venerato i grandi chef negli showcooking dei festival o ha assaltato un food truck a caccia di street food.

La Cina, immenso bacino di potenziali nuovi food traveller, indica il nostro Paese come unica meta enogastronomica al di fuori dell’Oriente, mentre per gli Stati Uniti, l’Italia è la sola destinazione estera citata dagli intervistati. Si conferma al primo posto anche per i tedeschi, che addirittura segnalano a parte la Toscana (4° posto) e Roma (10° posto) come mete enogastronomiche d’eccellenza.

In evidenza nella ricerca si pone la generazione dei Millennials: il ben 52% di loro infatti si dichiara un viaggiatore del gusto, più delle altre fasce d’età. E considerato che nelle loro mani c’è sempre uno smarthphone, la promozione turistica dovrà servirsi sempre più del passaparola generato dai social.

Il fenomeno del food travel andrà a rafforzarsi nei prossimi anni perché particolarmente interessati all’elemento cibo sono proprio i giovani Millennials e gli abitanti di Paesi come Cina e India, i grandi turisti di domani, ha dichiarato Roberta Garibaldi. Il viaggiatore Food&Beverage è inoltre ad alto valore aggiunto, con una propensione alla spesa più alta: sia per la spesa in food&wine durante il viaggio, sia perché tende a partecipare ad altre attività culturali quando viaggia, sia perché acquista volentieri prodotti tipici da riportare a casa dopo il viaggio. Particolarmente significativo in Italia infine è il crescere dell’interesse, negli ultimi anni, per lo street food, grazie ai sempre più numerosi Foodtruck Festival in giro per la Penisola. Analogamente in crescita sono le visite ad aziende e mercati agricoli, sinonimo di un’attenzione sempre maggiore verso la provenienza e la qualità del cibo. 

giovedì 18 agosto 2016

LE OLIMPIADI DEL PEPERONCINO: CAROLINA REAPER E' RECORD MONDIALE

AL VIA "RIETI CUORE PICCANTE" LA SESTA FIERA CAMPIONARIA MONDIALE DEL PEPERONCINO
A RIETI DA GIOVEDI’ 25 A DOMENICA 28 AGOSTO. AL CAROLINA REAPER IL RECORD MONDIALE CON 2.200.000 SHU.

Quella del 2016 sarà certamente ricordata come l’estate delle Olimpiadi di Rio. E mentre la 31esima edizione dei Giochi Olimpici entra nella fase finale, Rieti si prepara a ospitare quelle che potrebbero essere definite le “Olimpiadi del Peperoncino”.

Da giovedì 25 a domenica 28 agosto il capoluogo sabino sarà infatti teatro della sesta edizione di "Rieti Cuore Piccante”, Fiera Campionaria Mondiale del Peperoncino, manifestazione ormai entrata di diritto nel cuore di tutti gli appassionati, capace lo scorso anno di coinvolgere ben 160mila ospiti. 

Uno straordinario successo per un evento unico al mondo che offre ai visitatori la possibilità di approfondire la conoscenza di una delle spezie più amate e consumate al mondo. Show cooking, convegni, degustazioni, performance artistiche ma, soprattutto, una mostra che vede schierate 400 varietà provenienti da tutti i continenti. E, in clima olimpico, vale certamente la pena alla classifica dei peperoncini che, seguendo la Scala di Scoville, toccano i vertici della piccantezza.

N. 1 - Carolina Reaper (HP22B) : 2,200,000 SHU. Nel 2013 è stato dichiarato il peperoncino più piccante al mondo. Al momento detiene il record ufficiale di contenuto incapsaicina. E' originario del Sud Carolina a Rock Hill, ottenuto con l'incrocio tra un Naga Morich Pakistano e un Habanero Rosso. Il frutto maturo è rosso intenso, ha un sapore fruttato e dolce con sfumature di cioccolato e cannella ed è stato testato per più di 4 anni presso il laboratorio della Winthrop University ottenendo una media di1,569,300 SHU sulla scala Scoville per ogni singolo frutto. Nel nostro store è possibile acquistare: semi di Carolina Reaper | Carolina Reaper fresco | Carolina Reaper Tritato o macinato | Carolina Reaper essiccato intero.*

N. 2 - Trinidad Scorpion Butch T:1.463.700 SHU. Il peperoncino è nativo dell'America Centrale ed è stato sviluppato in Australia, è talmente piccante da dover essere maneggiato con le adeguate protezioni. Il frutto a piena maturazione è rosso, grande come una palla da golf, dal sapore fruttato.Nel 2012 è stato classificato come il più piccante al mondo, per poi perdere il posto a favore del Carolina Reaper.Viene usato prevalentemente come base per salse piccanti.*

N.3 - Naga Viper: 1.382.118 SHU. E' il detentore del Guinness World Record fino al 2011 per poi prendere posto a favore del Trinidad Scorpion Butch.E' stato creato in una serra dall'agricoltore Gerald Fowler della Chilli Pepper Company in Inghilterra, incrociando il Naga Jolokia con altre due varietà di peperoncino, il Naga Morich e il Trinidad Scorpion. La varietà non è stabile per tanto non può generare altri frutti, si sta ancora attualmente lavorando per stabilizzare la varietà.

N. 4 - Bhut Jolokia: da 855.000 a 1.041.427 SHU. E' un ibrido tra Capsicum chinense e Capsicum frutescens detentore del Guinness World Records nel 2007 fino al 2011 per poi perdere il posto a favore del Naga Viper.I frutti a completa maturazione raggiungono i 5/7 cm di grandezza, sono di colore rosso intenso e lasciano in bocca un gusto quasi dolce, molto fruttato.Questa varietà è originaria e contivata in India conosciuta anche come "Ghost Pepper". Anche se sta al 4 posto non significa che non è abbastanza potente, bisogna stare molto attenti in quanto il valore dicapsaicina è molto elevato!*

N. 5 - Seven Pod Douglah: da 800.000 a 1.030.000 Sulla scala di Scoville.E' un peperoncino della specie Capsicum Chinense e proviene dalla zona di Chaguanas di Trinidad & Tobago ed è molto rara. I frutti a maturazione completa sono come una pallina da ping pong, di colore rosso intenso, con retrogusto intenso quasi fruttato. POD significa "7 FRUTTI", per via della sua incredibile piccantezza si dice che servono 7 frutti di altre varietà si peperoncino comune per raggiungerlo, molto molto piccante.*

Un parterre di campioni di razza, un po’ come appunto vedere in azione Michael Phelps e Usain Bolt, Gregorio Paltrinieri e Tania Cagnotto, Justin Rose e il Dream Team del basket.

“L’importante – commenta Stefano Colantoni, responsabile del comitato organizzatore di Rieti Cuore Piccante – è di non ridurre il tutto a una gara tra le varietà più piccanti. La nostra manifestazione in questi sei anni è riuscita a dare al peperoncino una connotazione alta, dove cultura e cucina, storia e scienza, si fondono dando vita a quattro giornate ricche di interesse”.

Per restare però in termini di simpatica competizione vale la pena sottolineare la grande attesa per la sfida tra le candidate che si contenderanno il titolo di di Miss Cuore Piccante Rieti 2016.

La manifestazione prevede, a cura di un’apposita giuria, la sera di venerdì 26, la prima selezione delle finaliste che parteciperanno all’assegnazione del titolo di Miss Cuore Piccante Rieti 2016, sabato 27 nel corso della serata musicale in piazza Mazzini.

Per la vincitrice, oltre alla corona e alla fascia è previsto un book realizzato da un fotografo professionista e a tutte le concorrenti verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

* La graduatoria è tratta da semipeperoncino.it/

Rieti Cuore Piccante è organizzata dalla Associazione Peperoncino a Rieti con la collaborazione dell’Accademia Nazionale del Peperoncino, degli enti locali, Camera di Commercio e Confcommercio Rieti, della Regione Lazio e del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Info su: www.rieticuorepiccante.net