giovedì 29 dicembre 2016

Tracciabilità e autenticità nel contesto mondiale della vite e del vino

Al giorno d'oggi, la sicurezza alimentare, la garanzia di autenticità e di origine e l'offerta di prodotti agroalimentari sani sono tre delle principali preoccupazioni dei consumatori del settore vitivinicolo. La tracciabilità, pertanto, si è convertita in strumento utile e necessario per vigilare sul corretto funzionamento e sulla conoscenza del processo di produzione, elaborazione e commercializzazione del vino, dell'uva e di tutti i prodotti di origine vitivinicola.

Se ne è parlato nel corso della giornata sulla "Tracciabilità e autenticità in vitivinicoltura, Wine Track 2016", presso il Riojaforum, Palazzo dei congressi e auditorium della Rioja (Logroño, Rioja, Spagna), alla presenza di Iñigo Nagore Ferrer (consigliere per l'Agricoltura, l'allevamento e l'ambiente della Rioja), Jean-Pierre Dal Pont (presidente della Société des Experts Chimistes de France), Julio Rubio García (Rettore dell'università della Rioja) e José Miguel Martínez Zapater (direttore dell'Instituto de Ciencias de la Vid). 

All'evento, organizzato dall'Instituto de Ciencias de la Vid y del Vino (Istituto delle scienze della vite e del vino, ICVV) e la Société des Experts Chimistes de France (Società degli esperti chimici di Francia, SECF), con la collaborazione del governo della Rioja, attraverso l'assessorato all'Agricoltura, l'allevamento e l'ambiente, e con il patrocinio dell'Organizzazione mondiale della vigna e del vino (OIV), erano presenti anche ricercatori provenienti da diversi centri di ricerca e università e rappresentanti del Ministero dell'Agricoltura, della pesca, dell'alimentazione e dell'ambiente spagnolo (MAPAMA), della Federazione spagnola del vino (FEV), di aziende vinicole oltre a professionisti del settore e della tracciabilità, studenti, ecc., per una platea di circa 200 persone.

L'obiettivo di Wine Track è la creazione di un ambiente adeguato nel settore vitivinicolo in cui diffondere e discutere la situazione attuale della tracciabilità nel contesto mondiale della vite e del vino. Nel corso di questa giornata, sono stati affrontati aspetti diversi, quali la necessità di assicurare l'autenticità e l'origine (dall'inizio alla fine del processo di produzione, elaborazione e commercializzazione), sia in una prospettiva normativa e di mercato, sia da un punto di vista tecnico e scientifico, attraverso contributi che consentano di conoscere e identificare i procedimenti e i metodi più adeguati per il controllo della tracciabilità.

Questa edizione di Wine Track è stata la prima a tenersi in Spagna e ad affrontare la questione della tracciabilità in viticoltura. Per questo motivo, la partecipazione dell’OIV è stata assicurata dal vicepresidente dell'Organizzazione, Vicente Sotés Ruiz, e dal capo dell'unità Viticoltura, Mario de la Fuente Lloreda, che è intervenuto nei lavori.

Per l'OIV, garantire la tracciabilità è una priorità del settore vitivinicolo. A prova di ciò, l'adozione della risoluzione OIV CST 1/2007 sulle "Linee direttive sulla tracciabilità nel settore vitivinicolo", nella quale si forniscono indicazioni generali sulla tracciabilità da applicare al settore.

Mario de la Fuente ha ribadito l'importanza della tracciabilità in viticoltura, in quanto primo punto di controllo di tutta la filiera vitivinicola. Per assicurare la qualità del prodotto finale, una siffatta tracciabilità viticola deve assicurare il controllo, in entrambe le direzioni, dei suoi punti critici di controllo (raccolte e banche varietali, vivai, campi di moltiplicazione, installazioni doganali, ecc.).
Sulla base di questo presupposto, i gruppi di esperti sulle risorse genetiche della vite (GENET) e sulla protezione della vite e tecniche viticole (PROTEC) stanno elaborando due risoluzioni fondamentali che possono contribuire a migliorare la tracciabilità dei prodotti viticoli:
  • VITI-GENET14-539: “Linee guida dell’OIV per il riconoscimento delle collezioni di vite” Il principale obiettivo di questa risoluzione è la definizione di criteri minimi necessari per la normazione della raccolte ampelografiche (e l'aggiornamento dell'attuale lista dell'OIV).
  • VITI-GENET 14-565: “Raccomandazioni dell'OIV per la produzione, la certificazione e lo scambio di materiale vegetale viticolo”. Queste indicazioni si riferiscono agli aspetti genetici (VITI GENET 565B) e sanitari (VITI PROTEC 565A), fornendo raccomandazioni minime generali per la normazione dei protocolli a livello internazionale. Le norme specificheranno elementi fondamentali come la verifica varietale e sanitaria, la tracciabilità nel vigneto e l'etichettatura delle barbatelle, delle piante innestate o a piede franco, delle gemme e di tutto il materiale vegetale, il controllo degli imballaggi sino al punto di vendita e distribuzione, le ispezioni per la certificazione, ecc. Potrà, inoltre, contare con allegati quali la lista dell'OIV degli organismi nocivi da quarantena (che fornisce informazioni utili redatte da organismi ufficiali di tutti i paesi relativamente ai requisiti sanitari su importazione ed esportazione di materiale vegetale viticolo) o un protocollo internazionale dell'OIV per l'identificazione delle varietà (progetto di risoluzione).
Infine, si deve ricordare che negli ultimi anni, all'interno della Commissione Viticoltura, sono state portate avanti altre iniziative che possono supportare la gestione della tracciabilità viticola. Alcuni esempi sono l'aggiornamento della Lista internazionale delle varietà di vite loro sinonimi e la Lista dei caratteri descrittivi dell'OIV (2009-2012) o, ancora, la definizione del Procedimento dell’OIV per la selezione clonale della vite (VITI 1/1991) e policlonale.