giovedì 23 marzo 2017

OperaWine, Finest Italian Wines: 100 Great Producers. Un concentrato dell'eccellenza vinicola italiana

Veronafiere con Vinitaly, grazie alla preziosa collaborazione con la rivista Wine Spectator, presenta a Verona "Finest Italian Wines: 100 Great Producers", l'esclusivo evento che offre agli operatori specializzati di tutto il mondo la possibilità di conoscere i 100 produttori italiani selezionati dalla prestigiosa pubblicazione americana, degustando i migliori vini all’interno del Palazzo della Gran Guardia.

Foto di gruppo della quinta edizione di OperaWine al Palazzo della Gran Guardia, Verona, 9 aprile 2016
OperaWine, evento premier di Vinitaly, arrivato alla sua sesta edizione, apre le porte a coloro che vogliono vivere in poche ore un concentrato dell’eccellenza vinicola che l’Italia possa offrire.


Organizzato da Vinitaly International, Opera Wine vedrà la partecipazione dei 100 migliori produttori italiani selezionati dalla prestigiosa pubblicazione, riuniti per un solo giorno nell’affascinante cornice del palazzo della Gran Guardia, di fronte all’Arena di Verona.

Durante quest’anteprima glamour di Vinitaly, giunta alla sua sesta edizione, un limitato pubblico di giornalisti, sommelier, buyer e produttori avrà la possibilità di assaggiare il vino più rappresentativo di ciascuna delle 100 aziende vitivinicole presenti, durante il Grand Tasting “Finest Italian Wines: 100 Great Producers” che si terrà per due ore nel pomeriggio di sabato 8 aprile.

Ad Opera Wine l'ingresso è riservato solo su invito a buyer internazionali e stampa specializzata. Alla degustazione (l’unica di Wine Spectator in Italia), prenderanno parte non solo operatori internazionali provenienti da mercati lontani come Cina, Hong Kong, Corea, Australia e Usa, e più vicini quali Russia ed Europa, ma ci saranno anche i partecipanti alla terza edizione del corso di certificazione della Vinitaly International Academy, una straordinaria élite di esperti mondiali di vino e aspiranti nuovi ambasciatori del vino italiano nel mondo.

Programma: www.operawine.it/images/pdf/OW_program_ITA.pdf

Produttori: www.operawine.it/images/pdf/ow2017_cantine-vini.pdf

Vinitaly, un viaggio tra terra e mare nel grande territorio del Primitivo di Manduria: il Consorzio prensente per la prima volta

Il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria fa il suo debutto alla 51^ edizione del Vinitaly. Un vero e proprio percorso olfattivo con degustazioni guidate alla scoperta di questo grande territorio vitivinicolo. E presso lo stand istituzionale del Consorzio (Padiglione 11, isola 32), si potranno assaggiare inoltre le migliori etichette della più importante Doc pugliese. 

Da una storia antica e prestigiosa che lo consacrò come “vino da meditazione”, alla sua diversità e vastità territoriale tra terra e mare, alla sua pianta, l’alberello, la forma più antica di coltivazione della vite e a chi con amore lo sta valorizzando con le moderne tecnologie, alle sue tre varietà previste e al suo sapore e colore autenticamente unico. 

Sono queste le tante anime del Primitivo di Manduria, la più importante doc pugliese, che verranno raccontate dal Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria in occasione della 51° edizione del Vinitaly.

Qual è la differenza tra le diverse varietà? Cosa si cela dietro questa bacca rossa che, nonostante nasca in terreni diversi e produca perle enologiche dalle mille sfaccettature, riesce ad esprimere  un’unica denominazione?

Queste risposte saranno svelate in due degustazioni alla cieca dal titolo Rosso Mediterraneo: in un calice la diversità di un territorio.

Il primo incontro suddiviso in due momenti (ore 15 e ore 15,30) è previsto domenica 9 aprile e il secondo lunedì 10 aprile (ore 11 primo turno, ore 11,30 secondo turno).  Entrambi si svolgeranno nello stand istituzionale del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria (Padiglione 11, isola 32).

Un vero e proprio viaggio olfattivo in un grande territorio vitivinicolo -  che abbraccia Taranto e Brindisi, per un totale di 3.140 ettari di vigneti tra terra e mare – dove il vino Primitivo sembra assimilarne la cultura e incorporarne i profumi e i sapori. La terra si presenta rossa, calcarea, tufacea, collinare e perfino sabbiosa vicino al mare, e qui la pianta cresce rigogliosa nelle forme dell’alberello.

“Per la prima volta abbiamo conquistato un nostro spazio all’interno della grande kermesse di Verona – spiega Roberto Erario, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria -  e come debutto abbiamo voluto puntare sui mille volti del Primitivo. Un vino che pur nella varietà territoriale e nella diversità di interpretazione aziendale, riesce a presentare un profilo olfattivo e gustativo facilmente identificabile. Ed è questa la prima condizione per poter parlare di territorio vitivinicolo”.

“Il nostro successo – conclude Erario - è dato da tutti i produttori, grandi e piccoli ed è proprio dall'intesa tra queste due anime del vino che stiamo realizzando grandi  risultati”.

Ma le iniziative del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria non si fermano solo alle degustazioni  guidate. Dal 9 al 12 aprile, presso lo stand istituzionale (Padiglione 11, isola 32) sarà, inoltre, possibile assaggiare una ricca selezione dei migliori Primitivo di Manduria delle cantine.


mercoledì 22 marzo 2017

“SUA ECCELLENZA”. A PALAZZO ROSPIGLIOSI PROTAGONISTA LA MOZZARELLA DI BUFALA

Domani, giovedì 23 marzo alle ore 17 Centro Congressi Palazzo Rospigliosi a Roma.

Mozzarella di bufala campana Dop: un must di successo e bon vivre che tutto il mondo ci invidia e dietro il quale c’è il lavoro degli allevatori nelle stalle e quello dei trasformatori, c’è l’abnegazione di quanti operano negli organismi preposti alla tutela e c’è la storia di un Paese che ha fatto dell’agricoltura di qualità un fiore all’occhiello. 

E’ quanto si legge nel volume “SUA ECCELLENZA”, Rogiosi Editore, di Paolo Russo, presidente della Commissione Agricoltura della Camera nella XVI legislatura e primo firmatario di numerose proposte di legge d’interesse agricolo, che sarà presentato giovedì 23 marzo a Roma, presso il Centro Congressi Coldiretti di Palazzo Rospigliosi.

Una occasione per riflettere sui primati della prima produzione casearia del mezzogiorno, sulla necessità di difenderli da episodi e tentativi di denigrarne e comprometterne l’immagine e dare un contributo alla valorizzazione di un prodotto radicato sul territorio, determinante per l’occupazione e l’economia.

Insieme all’autore interverranno Pier Maria Saccani, Direttore Consorzio di Tutela della Mozzarella di bufala campana Dop, Roberto Moncalvo, Presidente di Coldiretti e Maurizio Martina, Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

Nell’occasione sarà allestita l’esposizione “Le forme della mozzarella di bufala” e presentata una analisi sui primati conquistati dalla Mozzarella di Bufala Campana Dop nel 2016.

ASSOVINI SICILIA: DA PROWEIN A VINITALY VOLA CON I SUOI VINI A VERONA

Dopo il Prowein di Dusseldorf, Assovini Sicilia è pronta a presentare i vini siciliani a Vinitaly, in programma a Verona dal 9 al 12 aprile. La collettiva delle aziende partecipanti.


Chiusi i battenti di Prowein, dove Assovini Sicilia ha partecipato dal 19 al 21 marzo portando in degustazione le sue migliori eccellenze e dando prova di un forte carattere internazionale, l’associazione si prepara a fare il bis sui banchi di assaggio della fiera veronese.

Il successo registrato da Assovini Sicilia al Prowein ha dimostrato ancora una volta i valori fondamentali perseguiti dall’associazione che si prefigge non solo di valorizzare i vini di qualità prodotti dalle aziende associate, ma soprattutto di promuovere la peculiare vitivinicoltura dell’isola mediterranea che, grazie alla sua posizione, sfrutta caratteristiche ambientali uniche al mondo.

All’insegna degli stessi obiettivi, Assovini Sicilia approderà presto al secondo imperdibile appuntamento per l’intero mondo del vino: dal 9 al 12 aprile le cantine siciliane saranno in mostra a Vinitaly. A Verona, come a Dusseldorf, una selezione delle aziende associate torna in scena per promuovere le sue produzioni.

Assovini Sicilia è un’associazione che riunisce circa 70 aziende vitivinicole siciliane di piccole o grandi dimensioni, accomunate da tre elementi: il controllo totale della filiera vitivinicola, dal vigneto alla bottiglia, la produzione di vino di qualità imbottigliato e la visione internazionale del mercato.

La promozione riguarda tutte le categorie di vini a IG e DO di produzione regionale. In particolare:

DOCG Cerasuolo di Vittoria

DOP/DOC Sicilia

DOP/DOC Etna

DOP/DOC Alcamo

DOP/DOC Marsala

DOP/DOC Contessa Entellina

DOP/DOC Pantelleria

DOP/DOC Eloro

DOP/DOC Noto

DOP/DOC Vittoria

DOP/DOC Delia Nivolelli

DOP/DOC Contea di Sclafani

DOP/DOC Monreale

DOP/DOC Erice

IGP Terre Siciliane

tutte le altre IG e DO siciliane

Le aziende che hanno partecipato alla collettiva Assovini Sicilia a Prowein sono:

ALESSANDRO DI CAMPOREALE    
BAGLIO DEL CRISTO DI CAMPOBELLO
BAGLIO ORO  
CARUSO & MININI
CVA - VITICULTORI ASSOCIATI  
DI GIOVANNA  
DISISA
DONNAFUGATA  
DUE FIUMI (MARCHESI SANGIULIANO)    
FAZIO WINES  
FEUDO MONTONI
FEUDO SOLARIA
FIRRIATO    
GULFI
LOMBARDO VINI
PRINCIPE DI CORLEONE - POLLARA
SPADAFORA    
TERRAZZE DELL'ETNA    

Le aziende che parteciperanno alla collettiva Assovini Sicilia a Vinitaly saranno:

ALESSANDRO DI CAMPOREALE SOC. COOP.  
ASSULI  WINEY S.R.L.
AZ. AGR. GIUSEPPE RUSSO
AZ. AGR. GRACI S.R.L.
AZ. AGR. PLANETA S.S.
AZ. GULFI SOC. AGR. S.R.L.  
CANTINE RALLO S.P.A. SOC. AGR.
AZIENDA AGRICOLA TORNATORE  
BAGLIO DEL CRISTO DI CAMPOBELLO SOC. AGR. A R.L.    
BAGLIO DI PIANETTO S.R.L.    
BAGLIO ORO S.S.A.    
AZ. VINICOLA BARONE DI VILLAGRANDE  
AZ. GIOVANNI SERGIO  
BENANTI VITICOLTORI S.R.L.  
CANTINE EUROPA SOC. COOP. AGR.
FEUDO SOLARIA AZIENDE VITIVINICOLE S.R.L.    
ENOFANUSA S.R.L. (Cantine Gulino)    
NICOSIA S.P.A.
CANTINE SETTESOLI S.C.A.    
CARUSO & MININI S.R.L.
CASTELLUCCI MIANO S.P.A.    
COLOSI
CONSORZIO LIBERA TERRA MEDITERRANEO COOP. SOCIALE ONLUS
CONTE TASCA D'ALMERITA S.R.L. AGRICOLA
TENUTA COSTE GHIRLANDA S.A.R.L.
COTTANERA SOC. AGRICOLA A R.L.
CUSUMANO S.R.L.
CVA CANICATTI' SOC. COOP. AGR.
DISISA S.R.L. SOC. AGR.
DONNAFUGATA S.R.L. SOC. AGR.
DUCA DI SALAPARUTA S.P.A.    
DUE FIUMI S.A.S. (Marchesi di San Giuliano)  
FAZIO WINES S.R.L.  
FEUDI DEL PISCIOTTO S.R.L.  
FEUDO MONTONI DI FABIO SIRECI
FIRRIATO S.S.A.
FLORA FARO S.S. DI MICHELE E MARIO FARO
GROTTAROSSA VINI S.R.L.
LE CASEMATTE S.R.L.  
LOMBARDO VINI SOC. AGR. S.S.
MAGGIO VINI S.A.S.  
MUSITA S.R.L.
PALMENTO COSTANZO S.R.L. SOC. AGR.  
PRINCIPE DI CORLEONE - POLLARA S.A.S.
SANTA TRESA S.R.L.  
SOC. AGR. MARABINO S.R.L.    
TENUTA DI CASTELLARO S.R.L.  
TENUTE RAPITALA' S.P.A.
TERRAZZE DELL'ETNA S.S.
DIMORE DI GIURFO S.A.S.
VALLE DELL'ACATE    

VINITALY AND THE CITY SBARCA A BARDOLINO

Sul Lago di Garda una vetrina unica sul mondo del vino, alla scoperta delle peculiarità gastronomiche ed enologiche di Verona e della sua provincia. Degustazioni, concerti, installazioni artistiche, storytelling e incontri con autori allieteranno i visitatori durante la cinque giorni bardolinese.

Sbarca a Bardolino Vinitaly and the City, il fuori salone di Vinitaly dedicato a tutti i wine lovers. L'edizione 2017, quindi, allarga i suoi orizzonti e oltre al centro storico della città scaligera stupirà i visitatori anche sulla sponda veronese del Lago di Garda. Dal 7 all'11 aprile le principali etichette e denominazioni vinicole del territorio scaligero si metteranno in mostra su Lungolago Cornicello e Parco Carrara Bottagisio: Amarone, Valpolicella, Soave, Custoza, Lugana e il padrone di casa Bardolino vi aspettano nelle loro declinazioni per degustazioni libere e guidate.

Accanto alle aziende e ai Consorzi del vino, ospitati in eleganti strutture trasparenti vista lago, troveranno spazio i corner dedicati alla parte food di Vinitaly and the City, per testare arditi abbinamenti e godere delle gioie gastronomiche tipiche del Garda. Il paese e i suoi romantici luoghi si coloreranno e illumineranno di viola, creando un'atmosfera di grande impatto visivo e allo stesso tempo rimarcando l'eleganza della manifestazione.

Organizzato dalla Fondazione Bardolino Top in collaborazione con il Comune di Bardolino e con Veronafiere, Vinitaly and the City a Bardolino non sarà solo una vetrina della qualità, ma un appuntamento in cui questa verrà raccontata e spiegata, attraverso incontri, convegni, stroytelling e degustazioni guidate dai sommelier della Fisar. Palcoscenico di questa parte della manifestazione saranno le affrescate sale della seicentesca Villa Carrara Bottagisio, affacciata direttamente sul lago, che verrà completamente dedicata alla cultura del vino e delle sue storie. Per l'occasione l'artista di mapping e proiezioni 3d, Ben Peretti, darà vita ad uno spettacolo di luci che trasformerà la facciata in una imponente cascata di rosso Bardolino. Accanto a questa, numerose installazioni artistiche e fotografiche renderanno l'area un vero e proprio museo a cielo aperto dedicato al viola e al nettare degli dei.

Le serate bardolinesi saranno, poi, allietate da artisti di fama nazionale ed internazionale, che si alterneranno sul palco di Parco Carrara Bottagisio: Mario Venuti, DaianaLou, Giulio Casale, Perturbazione e Max Casacci dei Subsonica sono solo alcuni degli appuntamenti di un cartellone che diventa ogni giorno più importante e rigorosamente ad ingresso libero.

Ogni giornata avrà un tema portante, che delineerà anche la successione degli appuntamenti musicali, culturali e degustativi. Venerdì sarà una "Ouverture d'Autore", dedicata ai cantautori e ai vini bianchi dall'intenso profumo, Sabato toccherà a "Wine&Girls", voci femminili, bollicine e incontri rosa, Domenica una "Indie Red Sunday" sarà dedicata al Bardolino padrone di casa, Lunedì "A day with a Swing" per un tuffo negli anni '40 a base di bianchi briosi e Martedì si chiuderà la manifestazione con "Terre Calde" e un salto nel vino rosso più intenso del territorio scaligero.

CITTÀ DEL VINO FESTEGGIA 30 ANNI E L’ITALIA DELLE COSE BUONE E BELLE

Nella sala Protomoteca del Campidoglio i sindaci dei territori vitivinicoli si sono ritrovati ieri per il Trentennale dell’Associazione. Nei borghi e nei piccoli Comuni più laureati e meno disoccupati (3%) della media nazionale. Il saluto di Roma Capitale dall'Assessore alle Partecipare Massimino Colomban. Il presidente Floriano Zambon: “Siamo un modello per ripensare il Paese”.

Le Città del Vino ai raggi X Presentato il “Libro Bianco” su sviluppo e prospettive dei Comuni associati. Uno spaccato rurale di società italiana (407 municipi, l’11,7% della popolazione nazionale) dove si consuma meno territorio, dove spesso la cementificazione trova un argine nella vigna, dove ci sono più laureati e diplomati e più lavoro: nei borghi e nelle comunità del vino il tasso di disoccupazione è di circa 3 punti più basso della media nazionale. Merito anche dell’enoturismo? Tra il 2007 e il 2015 la crescita esponenziale di servizi e strutture turistiche: più 99% contro il 28% del dato italiano.

Consegnato il Premio Città del Vino a ex presidenti dell’Associazione, giornalisti, ricercatori, amministratori e a 17 famiglie di produttori di altrettante regioni: oltre il 90% della vitivinicoltura italiana è legata alle tradizioni e alla continuità familiare.

Nelle Città del Vino ci sono più laureati e diplomati rispetto alla media nazionale: 17,7% i laureati e 32,4% i diplomati contro rispettivamente il 10,6% e il 28,5%. Nei borghi del vino c’è anche meno disoccupazione: circa il 9% contro la media nazionale dell’11,4%. Nelle piccole Città del Vino cresce inoltre la quota di popolazione che può contare su un reddito da lavoro o da capitale: 25-26% contro il 21,3% del dato italiano. Nelle Città del Vino si costruisce un po’ di meno e si pensa sempre più alle possibilità concrete offerte dall’enoturismo: tra il 2007 e il 2015 i servizi ricettivi delle Città del Vino sono cresciuti del 99%. La media italiana è di appena il 28%.

E poi nelle Città del Vino si beve e mangia meglio. I più importanti Comuni italiani a vocazione vitivinicola sono tutti Città del Vino: Barolo, Barbaresco, Marsala, Montalcino, Montepulciano, Scansano, Conegliano, Valdobbiadene, Pantelleria, solo per citare i più noti. Anche in termini di eccellenze gastronomiche la ricchissima offerta di qualità italiana (291 tra Dop, Igp e Stg) e tradizionale (circa 5.000 piatti e PAT iscritti all’Elenco Nazionale del Mipaaf) coinvolge moltissime Città del Vino, che spesso fanno parte anche di altre associazioni di identità, cioè sono contemporaneamente Città dell'Olio, Città del Bio, del Miele, del Castagno, della Chianina, del Pane, della Nocciola, del Tartufo …

E la bellezza? Solo per citare i territori Unesco, tante Città del Vino ricadono in siti riconosciuti e protetti a livello internazionale, come Porto Venere/Cinque Terre, Amalfi, la Val d’Orcia, le Langhe il Roero e il Monferrato, Pantelleria per la pratica agricola della vite ad alberello; e poi Roma, i centri storici di Siena e San Gimignano, Aquileia, la Val di Noto, l’Etna, la Palermo arabo-normanno, Cefalù e Monreale con le rispettive cattedrali; e in dirittura d’arrivo le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene.

Questa in estrema sintesi la fotografia del Libro Bianco per i 30 Anni delle Città del Vino, elaborato dall’Associazione (a cura di Alessandra Calzecchi Onesti) incrociando i dati delle fonti oggi disponibili (Istat 2011, Censis, Qualivita, Ismea, Iss e altri).

Il testo è stato presentato in Campidoglio il 21 marzo per le celebrazioni del Trentennale alla presenza di autorità, sindaci, produttori e giornalisti. Con interventi e saluti di: Fabrizio Montepara, presidente di Res Tipica; JosèCallixto, presidente di Recevin (rete delle Città del Vino d’Europa); Young Suk Kim, sindaco di Yeongcheon (nuova Città del Vino della Corea del Sud); e del presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino, Floriano Zambon. La mattinata ha visto anche un breve intervento sul Dna e il futuro della viticoltura italiana, da parte del professor Attilio Scienza, e sulle sfide dell’Urban Planning nelle Città del Vino, a cura del professor Davide Marino.

Alla cerimonia era presente anche Cinzia Pennesi, Assessore del Comune di Matelica, Città del Vino duramente colpita dal recente terremoto, che è intervenuta ricordando le difficoltà che i territori colpiti dal sisma devono affrontare anche in termini di riprogrammazione della promozione turistica, dopo che l'evento sismico ha fatto crollare le presenze. Città del Vino e Movimento Turismo del Vino dedicheranno proprio alla solidarietà per i territori terremotati la prossima esdizione di Calici di Stelle.

La cerimonia si è conclusa con le premiazioni del Trentennale per amministratori pubblici, ex presidenti di Città del Vino, giornalisti, ricercatori e 17 famiglie del vino italiano di altrettante regioni (sotto l’elenco).

“La qualità dell’ambiente, le bontà enogastronomiche, la bellezza dei borghi e dei nostri paesaggi, ma anche il lavoro, lo stile di vita, le relazioni sociali e il tessuto produttivo fanno delle Città del Vino un modello di riferimento per tutta l’Italia. Dobbiamo ripartire anche dai valori delle Città del Vino per ripensare il nostro Paese – sottolinea il presidente Floriano Zambon -. Trent’anni di vita, progetti e attività al servizio dei territori lo dimostrano: nei luoghi con una forte identità si vive meglio, c’è più lavoro, la qualità della vita è più alta. La vite e il vino sono due elementi attorno ai quali si può ripensare una comunità. La nostra storia lo insegna e non sono soltanto i dati a parlare”.

Il Libro Bianco dei 30 Anni è un’approfondita analisi dell’universo delle Città del Vino sotto tanti aspetti e temi: le buone pratiche ambientali, i piani regolatori delle Città del Vino, i progetti legati all’archeologia della vite, i musei del vino e della cultura rurale, ma anche la zonazione, la pianificazione urbana attorno al “cibo”, l’educazione al consumo, le pari opportunità e molti altri. Il documento si conclude con lo statuto e il regolamento dell’Associazione, la Carta della Qualità, l’Alfabeto delle Città del Vino e il manifesto un “Vino onesto è un prodotto della terra”.

Ampio rilievo è dato anche ai contributi e alle riflessioni dell’Associazione sui più importanti temi che interessano la filiera e i territori vitivinicoli e ad alcune proposte che intende lanciare per una maggiore valorizzazione dei Comuni e degli Enti associati. La prima proposta punta a raccogliere il patrimonio informativo che ruota intorno alle Città del Vino in un sistema informatizzato secondo un modello di Big Data che accompagni i progetti e i servizi da sviluppare nei prossimi anni. Un secondo intervento prevede accordi e convenzioni con atenei e istituti per promuovere il patrimonio territoriale delle Città del Vino attraverso ricerche, pubblicazioni, eventi, iniziative di marketing. Un terzo ambito riguarda la comunicazione coordinata sul web per tutte le Città del Vino, mettendo in rete attraverso modelli di visualizzazione comuni e condivisi l’offerta enoturistica dei Comuni associati.

Il Premio 30 Anni Città del Vino

Il blocco più grande dei premiati è quello delle famiglie di produttori: oltre il 90% della vitivinicoltura italiana è legata alle tradizioni e alla continuità familiare. Tra i premiati anche rappresentanti di fondazioni, ambasciatori delle Città del Vino e 4 ex Presidenti (2 del secolo passato e 2 del secolo attuale). Più vari collaboratori delle Città del Vino, tre giornalisti e un importante premio alle Sovrintendenze per progetti di archeologia della vite, uno realizzato nel secolo scorso, uno nel nuovo.

L’Associazione ha voluto assegnare, in occasione del suo trentennale, il Premio Città del Vino a personaggi che, a vario titolo, hanno collaborato alle molteplici attività svolte, contribuendo a scrivere la sua storia. I premiati sono ex amministratori locali, professionisti, studiosi e ricercatori,  uomini e donne del mondo del vino e non solo, che hanno stretto con le Città del Vino un legame che è andato oltre il loro rapporto con l’istituzione, instaurando una amicizia duratura. Accanto a loro, il riconoscimento è stato assegnato anche ad alcune famiglie del vino che, simbolicamente, rappresentano il valore della continuità, il saper tramandare tra generazioni l’attività vitivinicola a presidio dei territori e a salvaguardia di saperi e di tradizioni, oltre che espressione di un’alta qualità produttiva.

Elenco dei premiati

Elio Archimede (giornalista, primo segretario dell’Associazione Città del Vino)
Pasquale Di Lena (giornalista, promotore della nascita dell’Associazione Città del Vino)
Piero Bertossi (ex amministratore)
Tomaso Zanoletti (primo presidente dell’Associazione)
Massimo Corrado (ex presidente dell’Associazione, fondatore della società di servizi Ci.Vinsrl)
Salvatore Lombardo (ex presidente dell’Associazione)
Paolo Saturnini (ex presidente dell’Associazione)
Valentino Valentini (ex presidente dell'Associazione)
Pietro Iadanza (ex presidente dell’Associazione)
Carme Ribes (prima segretaria di Recevin, rete europea Città del Vino)
Massimo Fiorio (parlamentare, relatore Testo Unico del Vino)
Attilio Scienza (docente Facoltà di Agraria Università di Milano)
Magda Antonioli Corigliano (docente Economia del turismo Università Bocconi di Milano)
Andrea Ciacci (ricercatore Dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena)
Andrea Zifferero (docente Dipartimento di Scienze storiche e dei beni culturali  Università di Siena)
Rossano Pazzagli (docente Storia Moderna Università del Molise)
Pier Carlo Tesi (architetto)
David Palterer (architetto)
Marcello Di Martino (già responsabile tecnico del concorso enologico La Selezione del Sindaco)
Nino D’Antonio (giornalista, scrittore)
Claudio Fabbro (agronomo)
Roberto Gaudio (direttore Cervim)
Sovrintendenze di Pompei e Selinunte
Alessandra Moneti (giornalista di Ansa)
Antonio Corbo (giornalista di Repubblica-Napoli)
Antonio Fiore (giornalistaGazzetta del Mezzogiorno/Corriere della Sera)

Le Famiglie del Vino

Villa Russiz (Capriva del Friuli, Friuli)
Famiglia Zeni (Bardolino, Veneto)
Famiglia Planeta (Sambuca di Sicilia, Sicilia)
Famiglia Picedi Benettini (Arcola, Liguria)
Famiglia Cherchi (Usini, Sardegna)
Famiglia Librandi (Cirò Marina, Calabria)
Famiglia Masciarelli (San Martino sulla Marrucina, Abruzzo)
Famiglia Carletti (Frascati, Lazio)
Famiglia Caprai (Montefalco, Umbria)
Famiglia Ceretto (Alba, Piemonte)
Famiglia Contucci (Montepulciano, Toscana)
Famiglia Garofoli (Loreto, Marche)
Famiglia De Corato (Andria, Puglia)
Famiglia Mustilli (Sant’Agata dei Goti, Campania)
Famiglia Letrari (Rovereto, Trentino)
Famiglia Riccardi (San Colombano al Lambro, Lombardia)
Famiglia Manzini (Castelvetro di Modena, Emilia Romagna)

Città del Vino lancia l’Urban Food Planning

Dopo il “Piano Regolatore del Vino” un nuovo strumento di pianificazione al servizio di Comuni, borghi e territori a vocazione enogastronomica. 

Ambrogio Lorenzetti, Effetti del Buon Governo in città e in campagna, 1338-1339, affresco, Siena, Palazzo Pubblico
Il cibo e l’agricoltura diventano materia per urbanisti, architetti e sociologi dell’ambiente. Le prime iniziative a Toronto e Calgary in Canada e in Regno Unito a Bristol


Città e campagna saranno più vicine e più integrate con l’Urban Food Planning, un nuovo strumento di pianificazione e riorganizzazione dei territori a vocazione enogastronomica. Questo filone dell’urbanistica e della gestione ambientale muove i primi passi in Italia grazie a un ambizioso progetto dell’Associazione Nazionale Città del Vino.

Un progetto che rappresenta la naturale evoluzione dei Piani Regolatori del Vino. L’Urban Food Planning è infatti la nuova frontiera dello sviluppo sostenibile di città e aree metropolitane, un programma complesso che parte da valutazioni semplici e quotidiane: il cibo, al centro della nostra vita, ha evidenti connessioni con l’ambiente e il paesaggio, pone questioni di democrazia alimentare, problemi per i Paesi ricchi (es. diabete e obesità), costi occulti per il sistema sanitario ed è volano per le economie locali ma anche motivo di viaggio e scoperta dei territori.

Sulla base di tali implicazioni le Città del Vino stanno promuovendo tra i 407 Comuni associati questo innovativo strumento di programmazione urbanistica e rurale che mette l’agricoltura al centro del futuro.