venerdì 28 aprile 2017

Alimentazione&Scienza. Spazio Nutrizione a TuttoFood alla ricerca del benessere

Coinvolgere le filiere per aiutare gli operatori a offrire prodotti che, oltre a rispondere ai reali trend di consumo, presentino caratteristiche nutrizionali ottimali. 


È con questa filosofia che Spazio Nutrizione, l’evento leader in Italia per il dibattito scientifico sull’alimentazione organizzato da Akesios in collaborazione con Fiera Milano, quest’anno per la prima volta si svolgerà nel contesto di TuttoFood 2017, a fieramilano da lunedì 8 a mercoledì 11 maggio prossimi.


Spazio Nutrizione è un programma di convegni e corsi realizzati in collaborazione con autorevoli società medico-scientifiche per coinvolgere, oltre ai protagonisti dell’agroalimentare già presenti a TuttoFood, anche nuove figure come medici, nutrizionisti, dietisti, operatori del benessere, personal trainer e farmacisti. Grazie a un’agenda di grande rigore scientifico, Spazio Nutrizione è l’occasione per presentare loro in un’ottica di ricerca del benessere l’offerta esposta, insieme con specifici prodotti delle aziende sponsor (cibi funzionali, integratori e ingredienti alimentari).

Dopo il successo del “trasloco” lo scorso anno, con l’edizione più affollata di sempre – oltre 80 aziende e più di 3.500 partecipanti a fieramilanocity – Spazio Nutrizione conferma quindi la scelta di Milano e ottiene per la prima volta l’Alto Patrocinio del Ministero della Salute. A partire da quest’anno, inoltre, sono diventate ben sei le università che apportano al progetto i loro contenuti scientifici. All’Università La Statale di Milano si sono aggiunte: Università Cattolica del Sacro Cuore, Università degli studi di Milano Bicocca, Università di comunicazione e lingue-IULM, Politecnico di Milano, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

“Le evidenze delle ricerche – commenta il prof. Michele Carruba, Direttore del Centro di studio e ricerca sull'obesità dell'Università di Milano e membro del Comitato Scientifico di Spazio Nutrizione – indicano che i consumatori si stanno muovendo verso abitudini più salutari. Cresce il consumo di surgelati, una modalità di conservazione che mantiene le caratteristiche nutrizionali, così come di pasta e pesce, due componenti essenziali della dieta mediterranea. Assistiamo anche a un riequilibrio nel consumo di carni che, ricordiamolo, non sono dannose di per sé ma solo se consumate in eccesso o sottoposte a lavorazioni industriali molto intense”.

“In risposta a queste tendenze – continua il prof. Carruba – quest’anno Spazio Nutrizione toccherà un ventaglio ancora più ampio di argomenti, che spaziano nelle diverse aree della nutrizione adulta, pediatrica, dello sport o delle donne, oltre al tema dell’integrazione”.

Lunedì 8 maggio Spazio Nutrizione esordirà con incontri sul ruolo della filiera nella sicurezza alimentare, dimagrimento e controllo del peso, sull’obesità come malattia trascurata e sull’utilizzo dei probiotici nelle varie fasi della vita.  Martedì 9 maggio sarà la volta della nutrizione funzionale nel primo anno di vita, salute della donna, disturbi del comportamento alimentare, ristorazione collettiva, integrazione e salute. Gli argomenti di mercoledì 10 maggio saranno la dieta mediterranea, gli stili di vita corretti per un invecchiamento sano, nutrizione e integrazione di genere, ruolo dell’educazione alimentare e nutrizione e recupero per la performance sportiva. Infine giovedì 11 maggio si parlerà di nutrizione e cancro, nutrizione e sicurezza nei primi tre anni di vita, nutrizione nella fertilità di coppia e ruolo del farmacista nella nutrizione della terza età.

Il Comitato Scientifico di Spazio Nutrizione vede la presenza dei professori: Sergio Bernasconi, Luigi Bonizzi, Dario Buzzi, Michele Carruba, Piersandro Cocconcelli, Luisa Collina, Paolo Corvo, Antonio Paoli, Vincenzo Russo, Francesca Zajczyk, Gian Vincenzo Zuccotti.

Per maggiori informazioni: www.tuttofood.it e www.spazionutrizione.it, @TuttoFoodMilano, #TUTTOFOOD2017.

Langhe e Roero. Andamento annata in corso: le gelate non hanno interessato vaste aree di vigneti

In relazione agli eventi climatici della scorsa settimana, che hanno portato a repentini abbassamenti di temperatura nelle zone di Langhe e Roero, il Consorzio intende rilasciare il seguente comunicato per fare alcune precisazioni.


Nella prima mattina del 19 aprile si è verificato un forte abbassamento delle temperature dovuto all'arrivo di correnti di aria fredda provenienti dal nord Europa che hanno causato nelle vallate un abbassamento delle temperature sotto gli zero gradi, per effetto dell' inversione termica. 


Eventi simili si sono verificati già in passato senza creare danni sostanziali, in quanto i fondovalle raccolgono, come un serbatoio, queste masse di aria gelida. In relazione alla notte del 19 aprile, si sono verificate particolari condizioni, con venti che hanno spinto queste masse di aria gelida negli anfratti delle colline producendo delle ustioni sui germogli ormai in fase di sviluppo destando non poche preoccupazioni.

Nelle Langhe, i vigneti sono posizionati sui versanti delle colline per cui abitualmente non vengono interessati da questi fenomeni, ma in questo caso tali correnti si sono spinte anche ad altitudini inusuali. Oggi, a distanza di una settimana, siamo in grado di quantificare la portata dell’evento.

Le gelate per fortuna non hanno interessato vaste aree di vigneti, i danni sono riconducibili a zone molto circoscritte e in alcuni casi hanno interessano solo pochi filari. La stagione è ancora agli inizi, e confinando in un buon andamento climatico, non si esclude la possibilità che alcuni vigneti possano recuperare parte del danno, specialmente su alcune varietà più fertili.

Riteniamo pertanto che non ci siano elementi per creare allarmismi e che possano far presagire delle drastiche riduzioni sulla produzione dell’annata in corso.

Scienza del Vino. Accademia italiana della vite e del vino, focus su genomica e post-genomica

Si è svolto oggi alla FEM il convegno di una delle più prestigiose istituzioni in ambito vitivinicolo.


Si è svolto oggi alla Fondazione Edmund Mach il convegno patrocinato dall'Accademia italiana della vite e del vino, prestigiosa istituzione fondata nel 1949 per promuovere il settore vitivinicolo italiano. 


Al centro dell'incontro, che ha riunito presso il Palazzo della Ricerca e della Conoscenza un centinaio di accademici del vino, il tema della genomica e post genomica, con focus sulle prospettive e applicazioni per la viticoltura italiana.

Sono intervenuti in apertura il presidente FEM, Andrea Segrè, e il presidente dell'Accademia, Antonio Calò, alla presenza del direttore generale, Sergio Menapace, e del dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico, Michele Pontalti.

 “L’originalità italiana è profonda – ha spiegato Antonio Calò- perché fra i vini “di vitigni” e “di zona”, sono stati valorizzati vitigni particolari in zone particolari. Sul pilastro costituito dai vitigni vi sono all’orizzonte prospettive formidabili sostenute dai progressi della genetica e ciò è fondamentale per la sostenibilità delle coltivazioni. Ma, attenzione, a non perdere il patrimonio di variabilità oggi esistente”.

Riccardo Velasco, responsabile del dipartimento genomica e biologia piante da frutto, ha parlato di applicazioni biotecnologiche per una viticoltura sostenibile. La genetica ed ancor più la genomica hanno caratterizzato, infatti, la conoscenza scientifica di questo ultimo decennio, forse più nella vite che per qualunque altra specie coltivata.

Il genoma della vite, pubblicato nel 2007 e oggetto di continuo affinamento da parte di numerosi gruppi internazionali, ha avuto, in particolar modo dall'Italia, una grande attenzione e numerosi contributi alla sua approfondita conoscenza, ed è stato anche in un certo qual modo pioniere per l'intero comparto orto-viti-frutticolo.

“Grazie a questi studi – ha spiegato Velasco- è oggi possibile pensare ad un approccio radicalmente diverso alla gestione della vite, a prospettive del tutto nuove della viticoltura del futuro” . Nuovi approcci biotecnologici forniscono oggi alternative al miglioramento genetico classico, pur supportato dai marcatori molecolari. I prodotti dei due approcci sono egualmente utili ed interessanti”.

E' stata la volta poi di Marco Stefanini, responsabile dell'unità genetica e miglioramento genetico della vite, che ha illustrato l’attività di miglioramento genetico della vite con la tecnica dell’incrocio presso la FEM che ha riguardato la produzione di nuovi genotipi maggiormente tolleranti alle principali patologie fungine della vite.

Il valore dell’attività di incrocio, oltre ad ottenere viti con produzioni qualitativamente interessanti e adatte a ridurre gli interventi fitosanitari, permettono di rintracciare caratteri di adattamento a condizioni climatiche in evoluzione o esigenze di mercato in continua mutazione. Anche in questa ottica è importante l’attività di selezione di nuovi genotipi ottenuti da incrocio di Vitis vinifera e selezionati come primo carattere la maggiore tolleranza alla botrite.

Presso la FEM si producono circa 15.000 semenzali per ogni anno, provenienti da circa 50-60 combinazioni di incrocio, selezionati per la tolleranza alle patologie fungine e qualità della produzione. Sono in fase di raccolta dati per l’iscrizione al Registro nazionale delle Varietà di Vite da vino 30 incroci di Vitis vinifera di cui 4 già iscritte (IASMA ECO 1;2;3;4) , 10 resistenti a peronospora e oidio.

Infine, Arturo Pironti, consulente legale in-house FEM, ha fatto un breve excursus storico-giuridico in tema di proprietà intellettuale, parlando nello specifico di tecniche di protezione giuridica dell’innovazione nel settore vegetale offerte dall'ordinamento, uno strumento necessario per una efficace valorizzazione.

“Il recente e sempre più vivo dibattito sui nuovi approcci biotecnologici in tema di miglioramento genetico del materiale vegetale rappresenta la cartina di tornasole ideale attraverso cui misurare e valutare lo stato attuale del rapporto tra la disciplina sui brevetti biotecnologici e quella sulle privative per nuove varietà vegetali” .

L’Accademia Italiana della Vite e del Vino, una tra le più prestigiose istituzioni in campo vitivinicolo,  è stata costituita il 30 luglio 1949 dal Comitato Nazionale Vitivinicolo con decreto firmato dall’allora Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, ed eretta a Ente Morale il 25 luglio 1952.

L’appartenenza all’Accademia è considerata come il raggiungimento di un traguardo professionale di prestigio e di onore: attualmente comprende circa 500 membri. L’Accademia ha tra i suoi compiti statutari quello di promuovere gli studi, le ricerche e i dibattiti sui principali problemi della viticoltura e dell’enologia nonché quello di organizzare convegni (Tornate) per discutere dei più importanti problemi di ordine tecnico, economico e giuridico che interessano la vitivinicoltura.

Vino&Sostenibilità. Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana sostiene i progetti dedicati alla sostenibilità del territorio

Sociale, ambientale ed economica. Questi i tre pilastri con cui verrà affrontata la tematica della sostenibilità. Al via due studi avvalorati dall'Unione Italiana Vini in collaborazione con Cantine e Università.


 Il tema della sostenibilità ambientale ha assunto negli ultimi anni una valenza sempre maggiore sia per le imprese che per i consumatori. Valorizzare il territorio e ridurre l’impatto ambientale sono due principi fondamentali che vanno sostenuti con innovazione e ricerca. 

Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, in questa ottica, è da sempre in prima linea quale promotore dei valori ecosostenibili del territorio percepito come integro e risultato dell’approccio costruttivo dei produttori vinicoli che vi operano.

“Il Consorzio, con tutto il Consiglio di Amministrazione, ritiene importante farsi agente comunicatore di nuove linee d’azione atte ad esprimere al meglio le caratteristiche naturali della zona della Maremma”, così ha dichiarato in occasione della presentazione del progetto il Presidente, Edoardo Donato, proseguendo: “Due iniziative, in particolare, hanno destato il nostro interesse tanto che vogliamo essere portavoce di un messaggio forte con lo scopo di porre l’accento sull’importanza dell’ambiente, al fine di salvaguardarne lo sviluppo futuro”.

I progetti a cui fa riferimento il Presidente del Consorzio hanno un unico filo conduttore ossia quello della sostenibilità, un concetto sviluppato in forme diverse all’interno di due iniziative:

Primo studio

Nasce grazie al lavoro dell’Università degli Studi di Milano insieme con due cantine cooperative del territorio e due aziende della famiglia Zonin e con l’Unione Italiana Vini;

Secondo studio

Vede l’Università della Tuscia e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa - sotto la direzione scientifica del professor Fabio Mencarelli - tra gli attori protagonisti con la collaborazione attiva della Cantina Coop. Vignaioli di Scansano.

“È necessario affrontare la tematica della sostenibilità da prospettive diverse: quella sociale, ambientale ed economica. Lo studio avvalorato dall’Unione italiana Vini ha il pregio di porre l’accento su tutti e tre questi pilastri”, afferma il Direttore del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana.

Stefano Stefanucci, Responsabile Unità Operativa Consulenza e Finanziamenti Unione Italiana Vini Soc Coop., spiega infatti la trama di questa prima iniziativa: “L’Unione Italiana Vini sta portando avanti un progetto dedicato alla sostenibilità a 360° su tutta la filiera perseguendo un obiettivo preciso: garantire l’oggi senza compromettere il domani” e continua: “Stiamo lavorando a un progetto condiviso e pilota che ci permetterà di calcolare i bilanci idrici, la biodiversità, il carbon footprint  affiancando la buona prassi in cantina e in vigneto, in modo da garantire i prodotti in termini di qualità, genuinità, ufficializzando uno standard. Ne è un esempio la Certificazione Equalitas che ha il compito di misurare l’evoluzione verso la sostenibilità del settore vitivinicolo italiano in base a parametri ben misurabili”.

Preservare il territorio della Maremma Toscana cercando nuove forme di sviluppo per il futuro è un altro tema da discutere secondo il Presidente del Consorzio che trova conferma nel progetto nato dalla collaborazione con l’Università della Tuscia e un gruppo di aziende guidato dalla Cantina Coop. Vignaioli di Scansano. Benedetto Grechi, Presidente della Cantina lo racconta così: “La Cantina Coop. Vignaioli di Scansano ha aderito con interesse alla 16.2, una misura innovativa che promuove i progetti pilota a sostegno di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie.”

La Cantina Coop. Vignaioli di Scansano ha già messo in pratica le indicazioni dello studio al fine di ottenere sin da subito risultati concreti, ottenendo numerose certificazioni come quella dedicata al carbon footprint, la certificazione ISO. Il punto centrale resta l’utilizzo dell’ozono nei diversi processi, come quello della produzione di vini senza solfiti oppure la cura del vigneto senza l’utilizzo di pesticidi, e ancora per combattere i batteri nelle acque reflue.  La Cantina Coop. Vignaioli di Scansano è tra i primi soggetti ad aver richiesto la PEF, detta anche Impronta ambientale dei prodotti (Product Environmental Footprint).

Grazie al piano di promozione e comunicazione messo in atto, il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana vuole impegnarsi attivamente per rafforzare la consapevolezza e il rispetto verso l’ambiente che ci circonda: attenzione significa efficienza, ma anche maggiore qualità del prodotto finale e più efficace tutela del consumatore.

Ad oggi il Consorzio conta 242 aziende associate di cui 174 viticoltori (per la maggior parte conferenti a cantine cooperative), 1 imbottigliatore e 67 aziende verticali, che vinificano le proprie uve e imbottigliano i propri vini, per un totale di 5,5 milioni di bottiglie prodotte all’anno.

giovedì 27 aprile 2017

Tutta la tipicità territoriale dei grandi vini della Costa Toscana

Al via Anteprima Vini della Costa Toscana. Il meglio dei vini nati a un passo dal mar Tirreno si dà appuntamento, sabato 6 e domenica 7 maggio, nelle magnifiche sale e suggestivi chiostri del Real Collegio di Lucca. Tra grandi cru, eccellenze gastronomiche, letteratura, musica e botanica. Ecco il programma.

Oltre 600 etichette di 110 produttori toscani e 6 vignaioli della Languedoc Roussillon francese, ospite di questa edizione. Sette laboratori e una Masterclass: sabato 6 e domenica 7 maggio, le sale e i chiostri del Real Collegio di Lucca ospitano la 16esima edizione di «Anteprima Vini della Costa Toscana», kermesse ideata dall'Associazione Grandi Cru della Costa Toscana, prodotta in partnership con la Event Service Tuscany, dedicata alle produzioni enoiche realizzate tra le province di Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno e Grosseto.

Un risultato che conferma la crescita costante di una manifestazione che in soli due giorni permette di scoprire, degustare, acquistare oltre 600 etichette, di partecipare a laboratori con verticali esclusive e masterclass uniche, nonché di conoscere in presa diretta le storie di tanti produttori che hanno scelto la Costa Toscana per dar vita a vini di decisa tipicità territoriale.

Sarà un viaggio nella Toscana del vino meno ovvia e conosciuta, alla scoperta dei vini, frutto del sole e del mar Tirreno, che provengono da territori compresi tra cinque province: Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto. Una vasta area a forte vocazione vitivinicola che beneficia dell’influenza del mare e favorisce la molteplicità di cru peculiari perché frutto di un’infinita varietà di terre, di altitudini, di vitigni e di storie di uomini. Ed è proprio questa la cifra distintiva della manifestazione: ogni vino è raccontato in prima persona da chi lo produce, dal vigneto alla raccolta, dalla lavorazione fino alla commercializzazione. In altre parole, da chi è insieme imprenditore e lavoratore e ci mette la faccia. 

Primo appuntamento, sabato alle ore 12.30, con il primo dei tre laboratori «Anteprima Vini 10 anni dopo: La Vendemmia 2007», in cui sarà possibile incontrare i vini dell’annata 2007 illustrati dalla sapiente guida del giornalista Richard Baudains. In particolare, saranno proposti in assaggio, suddivisi nei tre appuntamenti (sabato alle ore 12.30 e alle ore 18.30 e domenica alle ore 12.30), i vini Caiarossa (Caiarossa), Arnione (Campo alla Sughera), Lombrone (Collemassari), Grattamacco Rosso (Collemassari – Grattamacco), Nero della Spinosa (Fattoria Colleverde), Cabernet (Fattoria di Montechiari), Esse (Fattoria La Torre), Vis Vitae (Giardini Ripadiversilia), Dulcamara (I Giusti & Zanza), Poggio Bestiale (La Fattoria di Magliano), I Castagni (Michele Satta), Avvoltore (Moris Farms), Casalvecchio (Pagani de Marchi), Sabiniano (Podere La Chiesa), La Regola (Podere La Regola), Sapaio (Podere Sapaio), Sesà (Poggio Foco), San Lorenzo (Sassotondo), Il Fortino (Tenuta del Buonamico), Nambrot (Tenuta di Ghizzano), Tenuta di Valgiano (Tenuta di Valgiano), Marsiliana (Tenuta Marsiliana), Poggio de’ Paoli (Tenuta Lenzini), Fattoria Bernicchi (Tenuta Maria Teresa), OT (Oliviero Toscani).
Il laboratorio è aperto a tutti fino a esaurimento posti, previa iscrizione obbligatoria, al costo di 15 euro.

Alle ore 14.30 di sabato si continua con il laboratorio «Metodo classico, tra Franciacorta e Costa Toscana» con la conduzione del wine consultant Bernardo Conticelli che racconterà le specificità delle bollicine della costa, portando gli assaggiatori alla scoperta delle etichette Donna Catherine (Fattoria di Montechiari), Vino Spumante Brut (Podere La Regola), Michele Satta Spumante (Michele Satta), Cuordicru (Diegale), L’Erede Brut (Cupelli), Il Segreto Rosé Brut (Tenuta Mariani) e Il Bruvè (Usiglian del Vescovo), con un’incursione nelle colline bresciane degustando due etichette della Franciacorta.

E sempre sabato, alle 16.30, con Ernesto Gentili, curatore della Guida I Vini d'Italia dell'Espresso, tutti pronti a varcare i confini della costa toscana per assaporare le migliori annate del grande «Galatrona di Petrolo», vino nato a cavallo tra le zone del Chianti aretino e del Valdarno, famoso in tutto il mondo per la sua straordinaria eleganza.
Entrambi i laboratori hanno un costo 25 euro, posti limitati, iscrizione obbligatoria.

Domenica, dopo il terzo e ultimo Laboratorio dedicato alla Vendemmia 2007 in programma alle 12,30, apre alle 14,30 l’esclusiva Masterclass «Ora da Re. Un vino ritrovato», degustazione condotta da Andrea Bonini, direttore del Seminario Permanente Luigi Veronelli, con la partecipazione del produttore Piermario Meletti Cavallari e del distributore Piero Cucchi, dedicata alle tre differenti botti del vino riscoperto nel 1985 da Meletti Cavallari. Vino che ha suscitato l’entusiasmo del grande maestro, primo giornalista enogastronomico d’Italia e fondatore dell’omonimo Seminario Permanente, Luigi Veronelli, che scriveva: “Frutto di uve che non conosco, della vicina località Sperlinga, s’offre – dopo 50 anni di meditazione – uguale e diverso (da botte a botte) in un modo che non esito a definire superbo… colore tonaco di monaco, sfatto e tuttavia caldo e brillante; bouquet ampio, sertio e fitto in cui si sottolinea il sentore di sommacco; sapore secco, sicuro e autoritario, certo vecchio, altrettanto nobile e affascinante; nerbo deciso in stoffa di eccezionale rigore ed estrema persistenza; pieno carattere e razza.” Un vino, dunque, rarissimo ed eterno eppure ancora oggi estremamente attuale.
L’iscrizione è obbligatoria, il costo è di 35 euro.

Si prosegue con «La verticale di Costa: Avvoltore di Moris Farms», alle 16,30, un percorso enoico lungo 10 annate (1998, 1999, 2000, 2001, 2003, 2004, 2007, 2009, 2010, 2011) con la conduzione del presidente Onav, Vito Intini, per attraversare 20 anni di storia di un grande vino della costa toscana che fin nel nome ricorda la terra d’origine, ispirandosi al Falco della Maremma, rapace che vola spesso su queste vigne.

Infine, a chiudere la due giorni, il laboratorio «Invecchiare bene», passeggiata tra i bianchi di Costa Toscana della Vendemmia 2007, alle 18,30. Anche in questo caso è richiesta la prenotazione dato il numero limitato di posti.

Alcuni laboratori potranno subire delle leggere variazioni orarie.

Le aziende che parteciperanno ad Anteprima:

SOCI ASSOCIAZIONE GRANDI CRU: Az. Bertazzoli, Cantine Belmesseri, Fattoria Ruschi Noceti, Terenzuola, Colle delle 100 Bottiglie, Colle di Bordocheo, Fattoria Colleverde,Fattoria di Fubbiano, Fattoria di Montechiari, Fattoria La Torre, Fattoria Sardi Giustiniani, Fuso Carmignani (solo en primeur), Giardini Ripadiversilia, Pieve di Santo Stefano, Tenuta del Buonamico, Tenuta Lenzini,Tenuta Maria Teresa, Tenuta di Valgiano Valle del Sole, Villa Santo Stefano, Badia di Morrona, Caiarossa, Colline di Sopra, Fattoria Varamista, I Giusti & Zanza Vigneti, Marchesi Ginori Lisci, OT Wine, Pagani de Marchi, Podere La Chiesa, Podere La Regola, Podere Marcampo, Podere Morazzano, Tenuta di Ghizzano, Tenuta Podernovo, Tenuta Prima Pietra, Usiglian del Vescovo, Argentiera, Az. Cecilia, Campo alla Sughera, Castello di Bolgheri, Collemassari – Grattamacco, Fattoria delle Ripalte, Giorgio Meletti Cavallari (LI) (solo en primeur e “in commercio”), Michele Satta, Petra, Podere Sapaio, Tenuta Campo al Mare, Tenuta Poggio Rosso, Tenuta San Guido, Collemassari, Collemassari – Montecucco, Diegale, Fattoria di Magliano, Fattoria Le Pupille, L’Apparita, Moris Farms, Poggio Foco, Sassotondo, Simona Ceccherini e Tenuta Marsiliana.

NON SOCI: Az. Agrisole, Az. Pascale, Monastero dei Frati Bianchi, Vini Apuani Castagnini Roberto, Fattoria del Teso, La Badiola, Tenuta dello Scompiglio, Tenuta Mariani, Cupelli, Fattoria Poggio Gagliardo, Torre a Cenaia, Sator, Az. Arrighi, Az. Agricola Ceralti, Eucaliptus, Az. Agricola Petricci e Del Pianta az. Agricola, Az. Rigoli, Monte Solaio, Terre del Marchesato, Az. Agr. Benvenuti, Az. Agr. Roccapesta, Cantina Vignaioli Morellino di Scansano, Castello di Vicarello, Poggio La Luna, Serraiola, Stile di Vino, Tenuta La Badiola, Val delle Rose. Az. Agr. Col di Bacche, Az. Poggiopaoli.

AREA FIVI: Az. Agr. Canneta, Az Agr. Castel del Piano, Az. Agr. Fabio Motta, Az. Agr. Podere La Madia, Az. Muralia, Fattoria di Poggiopiano, Fattoria Majnoni Guicciardini, La Salceta, Le Cinciole Soc. Agr., Mulini di Segalari, Palazzo di Piero Soc. Agr., Pietro Beconcini, Pieve de’ Pitti, Podere dell’Anselmo, Podere Guado al Melo, Podere Riparbella, Società Agricola Casa Sola, Società La Querce, Soc. Agr. Castaldi, Morandi Wines.

Anteprima non è solo vino. Anche in questa edizione il programma si allarga e si confronta con altri ambiti, dal cibo, alla letteratura, alla botanica, fino alla musica.

La “contaminazione” vino-cibo a cura della gastronomia Il Cuore interpreta il cibo di strada, puntando sull’autenticità della materia prima e riproponendo piatti della nostra grande tradizione

- la pappa al pomodoro, la “ciccia”, la farinata - che possono essere degustati senza il supporto del desco e dell’apparecchiatura.

Per la contaminazione vino-letteraturata il direttore del Puccini Museum, Massimo Marsili, in collaborazione con Maria Pacini Fazzi Editore, ripropone al pubblico la lettura di alcuni brani del libro Cipresso e vite di Lorenzo Viani.

La partnership con l’Orto Botanico ravviva il legame tra il Real Collegio, sede dell’Università e oggi
sede di Anteprima, che sollecitò nel 1813 la costituzione di un Orto Botanico. Proprio qui oggi sono
ospitate le viti antiche del territorio lucchese.

In questo spirito di apertura alle diverse arti, si rinnova la collaborazione con Lucca Classica, il festival musicale che, sempre nella prima settimana di maggio, invade il centro storico della città
toscana con un ricco programma di concerti, che organizzerà ben quattro appuntamenti musicali nel chiostro del Real Collegio, sede di Anteprima.

XVI Anteprima Vini della Costa Toscana
Lucca, Real Collegio
Sabato 6 e domenica 7 maggio 2017

ORARI

dalle 12 alle 21. Apertura banchi dei produttori

dalle 10 alle 17. Apertura sala stampa e degustazioni en primeur

INGRESSI

Acquisto del biglietto online e nei punti vendita autorizzati.
A pagamento: 25,00 € Intero. 20,00 € Ridotto (Soci Ais, Fisar, Onav, ASPI, Slow Food, Studenti di Enologia, Ordine degli Architetti di Lucca, visitatori con biglietto di Lucca Classica o del Giardino Botanico).

Gratuità (previa registrazione online) riservata a: titolari di ristoranti ed enoteche, sommelier professionisti, importatori, distributori, broker, agenti del settore vino, produttori di vino, enologi e agronomi viticoli professionisti, giornalisti.

mercoledì 26 aprile 2017

La Francia del vino. Bordeaux '16, la qualità dell'annata spinge in alto i prezzi

Per il Bordeaux si preannuncia un ottima annata, potenzialmente la migliore almeno per i prossimi sei anni e paragonabile, per struttura e ricchezza, a quella del 2009 e 2010 e, per alcuni aspetti, anche superiore.

A proposito di annate speciali, Bloomberg ha pubblicato questo mese, alcune dichiarazioni sul presente e futuro dell'annata 2016 del Bordeaux. Nell'intervista, che ha coinvolto produttori e buyer partecipanti alle degustazioni commerciali, emerge l'opinione comune che l'alta qualità del vino si rifletterà con un aumento del 10% o anche più sui prezzi di vendita rispetto all'annata 2015. In questi giorni il vino viene venduto ancora in fase di maturazione in barriques ed andrà in commercio nelle prossime settimane.

Un annata, questa, che arriva dopo un periodo difficile per il Bordeaux, che ha visto un picco dei prezzi nel 2011, trainati da acquisti speculativi, poi il calo di oltre il 40 per cento nei successivi cinque anni. Da una serie di vendemmie difficili tra il 2011 e il 2013, è seguito un miglioramento in quella del 2014, sino ad arrivare ad un'annata di alta qualità nel 2015. Oggi i produttori sono concordi a sostenere che questa del 2016 sarà da ricordare come una delle migliori degli ultimi dieci anni.

"Ha la struttura del 2010 e l'eleganza del 2015, 2009", afferma Veronique Sanders di Chateau Haut Bailly a Pessac-Leognan. "I tannini sono molto rotondi".

Il carattere dell'annata è stato modellato da un clima insolito, caratterizzato da una primavera molto piovosa a cui è seguita un'estate estremamente asciutta, notti fredde e il caldo di giorno hanno caratterizzato i mesi di settembre e ottobre, un excursus termico che ha consenttito all'uva di maturare conservando profumi e freschezza.

Secondo uno studio di Laurence Geny e Axel Marchal dell'Università di Bordeaux, le temperature di agosto sono state di 5 gradi superiori rispetto alla media, con un 30% in più di insolazione. I primi 13 giorni di settembre sono stati i più caldi dal 1950, seguiti da brevi piogge e poi ancora sole che ha dato nuovo impulso alla maturazione delle uve.

"È raro avere tale equilibrio", ha detto Philippe Dhalluin del Chateau Mouton Rothschild a Pauillac. "È dovuta a questa estate. La maturità è venuta molto lentamente ".

"Un annata favorevole con tannini che però vanno controllati" è quello che dichiara Christian Seely, nella vicina tenuta di Chateau Pichon Baron, di proprietà di Axa Millesimes, mentre per Nicolas Glumineau, di Chateau Pichon Longueville Comtesse de Lalande, proprio nella strada di fronte, l'annata è "tutta un equilibrio ."

Nella parte destra della Dordogna, a Pomerol, Marielle Cazaux al Chateau La Conseillante parla di un 2016 come "una grande combinazione del terroir e della tecnica", mentre Jean-Valmy Nicolas nel vicino Chateau Figeac di Saint Emilion dichiara che il suo Bordeaux è "il migliore Figeac prodotto nell'era moderna ".

Sempre a Saint Emilion, Stephanie de Bouard-Rivoal del Chateau Angelusha, dice che questa annata è caratterizzata da "grande freschezza e pulizia" e ammette che nonostante il tempo sia stato favorevole per un buon raccolto che avrebbe consentito alla proprietà di produrre più bottiglie, "abbiamo deciso di essere più selettivi."

Suo cugino Thierry Grenie de Bouard, che si è occupato durante l'ultima stagione nella gestione della proprietà, ha dichiarato che ricorderà il 2016 come eccezionale per la sua" lunga estrazione e macerazione."

"Una vendemmia che sembrava all'inizio così impegnativa e che invece ha totalmente superato le aspettative", ha scritto James Snoxell, head buyer per Armit di Londra, nella sua relazione dell'annata che "si è rivelata un successo straordinario."

Gli acquirenti inglesi ora se la dovranno vedere non solo con i prezzi di vendita, potenzialmente più elevati, ma anche con un calo della sterlina dell'8% rispetto all'euro e questo proprio dopo il referendum dell'ultimo giugno sulla Gran Bretagna che ha lasciato l'Unione europea, cosa che aggraverà anche altri acquisti.

Philippe Kalmbach del Wine Source Fund afferma che un aumento dei prezzi era previsto, visti gli investimenti dei produttori di Bordeaux in nuovi stabilimenti e cantine. "La sensazione è che con tutta questa innovazione è difficile fare un cattivo vino, ed ora ne stanno raccogliendo i benefici" 

Vino. Piccole denominazioni crescono. Montecucco e il giovane "Consorzio dell'Amiata"

Qualità, ottimismo, e successo: le tre parole chiave del Consorzio Tutela Vini Montecucco. A chiusura delle principali fiere di settore che animano il panorama vinicolo internazionale, il bilancio è più che positivo per il Consorzio con un incoraggiante risveglio del mercato interno.

Benché la Denominazione sia piccola, relativamente giovane e ancora non molto conosciuta, il “Consorzio dell’Amiata”, oltre ad attirare un pubblico di operatori di tutto il mondo, - soprattutto provenienti da quei mercati maturi, come gli Stati Uniti, con già un’ampia cultura del vino e quindi aperti alle nuove offerte enologiche del Belpaese - ha conquistato anche moltissimi connazionali. 

Una delle tappe fondamentali nel viaggio rivolto alla promozione della denominazione Montecucco, che può essere definita la nuova promessa del vino toscano, è stata sicuramente Vinitaly, il Salone Internazionale di Verona dedicato al mondo del vino e dei distillati appena concluso (9/13 aprile 2017). E' interessante infatti sottolineare l’affluenza di italiani, sia professionisti sia semplici curiosi. presso lo stand del Consorzio. Anche se comunque è l’estero a rimanere ancora oggi un punto di riferimento per il Consorzio, considerato che mediamente il 60% della produzione di Montecucco DOC e DOCG varca il confine, la sensazione è che finalmente stiamo assistendo ad un risveglio dell’interesse nazionale e, dai dati registrati in questi primi mesi del 2017, si avverte una piccola – ma fiduciosa – ripresa del mercato interno.

Tirando le somme, il quadro è senz'altro positivo e si può dire che, a chiusura delle fiere, il Montecucco respiri grande ottimismo: inizia a essere riconosciuto come territorio interessante, in crescita e in grado di dare grandi soddisfazioni, in particolare per il rapporto qualità/prezzo dei vini di questa zona di produzione.

Il Consorzio Tutela Vini Montecucco è stato anche protagonista di un altra grandissima manifestazione quale è ProWein (Düsseldorf, 19/21 marzo 2017), con di interessanti attività di promozione dei vini e del territorio su scala internazionale. La kermesse tedesca è indubbiamente un palcoscenico prestigioso per la promozione dei vini a livello internazionale, soprattutto in un mercato, quello tedesco, dove l’apprezzamento dei vini toscani è indiscusso e il potenziale di crescita è ancora molto alto.

Insomma due eventi fieristici che anche quest’anno si confermano gli appuntamenti più importanti dedicati alla promozione della Denominazione a livello mondiale ed a parlare è il grande successo di pubblico – buyer, professionisti, operatori del settore e semplici appassionati – in visita agli stand.

“Il Prowein ha un profilo chiaramente più internazionale sull’offerta e richiama soprattutto molti operatori esteri” dichiara Claudio Carmelo Tipa, Presidente del Consorzio Tutela Vini Montecucco. “Feedback particolarmente positivi arrivano dal Nord Europa ma, considerate le numerose visite presso il nostro stand a Düsseldorf – o presso le singole aziende – siamo molto ottimisti anche rispetto ai mercati d’oltreoceano”. E continua “Il Vinitaly comunque rimane il momento commerciale più importante per i produttori italiani e per le nostre realtà consortili, dove possiamo presentarci a pubblico nazionale ma anche estero, di professionisti o semplici appassionati”.

Il prossimo 8 maggio il Consorzio volerà a New York – mercato già maturo e importante per i vini toscani in generale, forse l’area degli Stati Uniti in cui la conoscenza e l’interesse da parte del consumatore sono maggiori e di conseguenza maggiore è la domanda di vino proveniente da tutto il mondo – per un evento rivolto esclusivamente alla stampa di settore dove saranno presentati dieci vini di altrettante aziende. In questo modo continua l’attività di promozione della Denominazione anche negli Stati Uniti, per i produttori che hanno già una distribuzione e per chi la sta cercando.

www.consorziomontecucco.it


Il Montecucco, nasce dalle uve coltivate con passione nei 7 comuni della denominazione di origine controllata e garantita, la DOCG in vigore da settembre 2011: Arcidosso, Campagnatico, Castel del Piano, Cinigiano, Civitella Paganico, Roccalbegna e Seggiano. Nuova frontiera del vino toscano, la Denominazione, con le sue 64 aziende associate, punta a uno sviluppo che possa coniugare gli aspetti produttivi con quelli promozionali e turistici del territorio: la zona, altamente vocata alla produzione del Sangiovese, gode di condizioni climatiche estremamente favorevoli, vicino al Mar Tirreno – da cui dista solo pochi km in linea d’aria – e all’ormai spento vulcano Amiata, che con i suoi 1.738 metri di altezza domina tutto il territorio compreso tra la Maremma, la Val d’Orcia e la Val di Chiana. Qui si sono succeduti Etruschi, Romani, Longobardi, monaci benedettini, dominio senese e la famiglia dei Medici: una stratificazione storica che ha lasciato tracce indelebili e testimonianze che ancora oggi sono visibili nei borghi, negli stupendi agriturismi e nelle dimore d’epoca, nella produzione di olio e, soprattutto, di vino.