venerdì 21 luglio 2017

Al via la quarta edizione di Che Grana... il Grignolino, l’evento che si propone di contribuire a promuovere e divulgare la conoscenza dello storico vitigno piemontese

Incontri, degustazioni abbinate a prodotti tipici e lo speciale wine tasting alla scoperta delle anime del Grignolino.

Che Grana... il Grignolino si svolgerà come di consueto a Grana, piccolo comune del basso Monferrato nel cuore della produzione del Grignolino d’Asti, che per l'occasione si trasformerà in un banco d’assaggio tutto dedicato allo storico vitigno piemontese. Il Comune di Grana ospita la manifestazione, d’intesa con l’associazione Go Wine da sempre impegnata nella valorizzazione dei vitigni autoctoni italiani.

Go Wine, da sempre impegnata nella valorizzazione dei vitigni autoctoni italiani, ha raccolto l’attenzione di una pattuglia di produttori vinicoli del territorio intenti a richiamare una sempre maggiore attenzione da parte del pubblico, a favore di uno dei vini che storicamente firmano il patrimonio viticolo della regione Piemonte.

I produttori presenti direttamente e disposti lungo il Corso Garibaldi, animeranno le degustazioni raccontando il territorio ed i vini in degustazione. Una speciale Enoteca raccoglierà le etichette di altre aziende in modo da offrire uno spaccato significativo sulla produzione in Piemonte, e nelle diverse denominazioni.

Uno spazio infine sarà riservato ai prodotti tipici, presenti: la Pro Loco di Grana, la Pro Loco di Montemagno e la Farinata "Da Fabrizio", che prepareranno alcune specialità creando un menù da gustare in abbinamento alle degustazioni del Grignolino. Ed inoltre.. Camminata al tramonto nei Vigneti e non mancherà l’intrattenimento musicale a cura di TRIOLINA.

L’ appuntamento è fissato per sabato 22 luglio 2017 dalle ore 19.00 alle ore 23.30.

Le aziende presenti direttamente al banco d'assaggio:

AMELIO LIVIO – Grana (At) ameliovini@virgilio.it
Grignolino d’Asti 2016

CANTINA SOCIALE DI CASTAGNOLE MONFERRATO            
Grignolino d’Asti 2016
Grignolino d’Asti Terre dei Roggeri 2016

CASTAGNERO – Agliano Terme (At) silvia.castagnero@gmail.com
Grignolino d’Asti Ferlingot 2015

CRIVELLI MARCO – Castagnole M.to (At) info@ruchecrivelli.it
Grignolino d’Asti 2016

GARRONE EVASIO E FIGLIO – Grana (At) azienda.garrone@libero.it
Grignolino d’Asti 2016
Grignolino d’Asti 2015

LA FIAMMENGA – Penango (At) tenutalafiammenga@gmail.com
Grignolino d’Asti Gioan 2015

TENUTA DEI RE – Castagnole M.to (At) info@tenutadeire.it
Grignolino d’Asti 2016

TENUTA MONTEMAGNO – Montemagno (At) info@tenutamontemagno.it
Grignolino d’Asti Ruber 2016

I vini delle aziende presenti in Enoteca:

Grignolino d’Asti Emilio 2016
Alemat, Ponzano Monferrato (Al)

Grignolino d’Asti PiandelPrete 2016
Bersano, Nizza Monferrato (At)

Grignolino d’Asti Limonte 2016
Braida di Bologna Giacomo, Rocchetta Tanaro (At)

Grignolino d’Asti 2016
Cantina Sociale Barbera dei Sei Castelli, Agliano Terme (At)

Grignolino d’Asti 2016
Cantina Sociale di Casorzo e zone limitrofe, Casorzo (At)

Grignolino d’Asti 2016
Cantine Post dal Vin, Terre del Barbera, Rocchetta Tanaro (At)

Grignolino d’Asti San Patelu 2016
Crotin 1897, Maretto (At)

Grignolino d’Asti Il Grignolino di Gianni Doglia 2016
Doglia Gianni, Castagnole Lanze (At)

Grignolino d’Asti L’Anarchico Testabalorda 2016
Durando Fratelli, Portacomaro (At)

Grignolino d’Asti Montalto 2016
Gatto Pierfrancesco, Castagnole Monferrato (At)

Grignolino d’Asti Brunot 2016
Goggiano, Refrancore (At)

Grignolino d’Asti 2016
Marchesi Incisa della Rocchetta, Rocchetta Tanaro (At)

Grignolino d’Asti Fiortere 2016
Rabino Marco, Montaldo Scarampi (At)

Grignolino d’Asti Casalina Bio 2016
Rovero Fratelli, Asti

Grignolino d'Asti Arlandino 2015
Tenuta Santa Caterina, Grazzano Badoglio (At)

Grignolino del Monferrato Casalese Bricco del Bosco 2016
Accornero Giulio, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Grignò 2016
Beccaria Davide, Ozzano Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese 2016
Buzio Oreste, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Celio 2015
Canato Marco, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Il Ruvo 2016
Castello di Gabiano, Gabiano (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Gaudio 2016
Gaudio, Bricco Mondalino, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese Tumas 2014
La Scamuzza, Vignale Monferrato (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese 2015
Olivetta, Castelletto Merli (Al)

Grignolino del Monferrato Casalese .G 2016
Vicara, Rosignano Monferrato (Al)

Vino Rosso Ciuchinoi (100% uve Grignolino) 2016
Carussin, San Marzano Oliveto (At)

Vino Rosso Il Cornalasca (100% uve Grignolino)
Saccoletto Daniele, San Giorgio Monferrato (Al)

IL PROGRAMMA

SABATO 22 LUGLIO 2017

ore 17.00: convegno di presentazione

 ore 19.00: apertura dei banchi d’assaggio alla presenza dei produttori; punto gastronomicoe intrattenimento musicale.

 ore 20: wine tasting libero e alla cieca (a favore di professionisti ed enoappassionati, gratuito su prenotazione)

 Ore 23.30: chiusura delle degustazioni.

Costo delle degustazione del Grignolino euro 8,00 (degustazioni illimitate)

Un wine tasting per saperne di più…
Nell’ambito del programma dell’evento, Go Wine promuove un tasting alla cieca, riservato a quanti intendano approfondire le loro conoscenze sulla varietà e sui diversi stili di produzione.Il tasting si svolgerà con orario libero dalle 20, esclusivamente si prenotazione e a favore di coloro che partecipano come pubblico al banco d’assaggio.

Per prenotazioni contattare il numero 0173 364631 oppure inviare una e-mail a stampa.eventi@gowinet.it

Il menù di “Che Grana…il Grignolino”

Pro Loco di Grana
Acciughe Fritte
Agnolotti
Panna Cotta

Pro Loco di Montemagno
Verdure in pastella
Bruschette

Da Fabrizio
Farinata

Convengo inaugurale
Ore 17,00 in Via delle Scuole

 Intervengono:
sig. Cristiano Gavazza
Sindaco del Comune di Grana

dott. Filippo Mobrici
Presidente del Consorzio Tutela Vini d’Asti e del Monferrato

sig.ra Piera Genta
Giornalista de italiaatavola.it

sig. Mauro Giacomo Bertolli
Giornalista de food24 (Il Sole 24 Ore) e italiadelvino.it

avv. Massimo Corrado
Presidente Associazione Go Wine

Con la collaborazione e organizzazione  del Comune di Grana

Per informazioni

tel. 0173 364631
stampa.eventi@gowinet.it
www. gowinet.it

50 TOP PIZZA: È “PEPE IN GRANI” DI FRANCO PEPE LA MIGLIORE PIZZERIA D’ITALIA DEL 2017

Nella top 50 “comanda” la Campania con 19 locali; staccate Lazio (6) e Toscana (5). Ecco la classifica completa.

Migliore Pizzeria di Stile Napoletano fuori dall’Italia a Ober Mamma (Parigi). A Enzo Coccia il Premio alla Carriera, Ciccio Vitiello Giovane dell’anno. Seguono sul podio “Gino Sorbillo ai Tribunali” e “Francesco & Salvatore Salvo”. A Francesco Martucci de “I Masanielli” il Premio Speciale Pizzaiolo dell’anno. 

È “Pepe in Grani” la migliore pizzeria d’Italia del 2017 secondo 50 Top Pizza, la prima guida on line interamente dedicata alle pizzerie del Bel Paese, firmata dal giornalista enogastronomico Luciano Pignataro, da Albert Sapere e Barbara Guerra, curatori delle Strade della Mozzarella (LSDM), ed edita da Formamentis. Il locale di Caiazzo (Caserta) del maestro Franco Pepe si è aggiudicato il gradino più alto del podio della classifica stilata in forma anonima da 100 ispettori sulla base della qualità, ma anche del servizio, della carta dei vini e delle birre, della ricerca e dell’arredamento. In seconda e terza posizione altre due mete sacre dell’arte pizzaiola partenopea: Gino Sorbillo ai Tribunali (Napoli) e Francesco & Salvatore Salvo di San Giorgio a Cremano (Napoli).

Nella serata che ha avuto come teatro la suggestiva sede di Castel dell’Ovo a Napoli, sono state svelate le prime 50 posizioni della classifica. Tra queste ben 19 i locali campani, a conferma della naturale leadership che la regione “madrepatria” della pizza continua a detenere. Ad essere ben rappresentata è però tutta la Penisola, a cominciare dal Lazio, che piazza 6 insegne nella top 50; la metà di queste tra l’altro (Sforno, Tonda e Sbanco), portano la firma di un unico interprete: Stefano Callegari. Solo un gradino sotto c’è la Toscana (5); seguono ex aequo Lombardia ed Emilia Romagna (4). Folto il gruppo a quota 2, con Puglia, Sicilia, Abruzzo e Trentino Alto Adige che si uniscono al Veneto, le cui 2 pizzerie sono entrambe posizionate tra le prime 10 dello Stivale. E stiamo parlando de “I Tigli” di Simone Padoan (San Bonifacio - Verona) e “Saporè” di Renato Bosco (San Martino Buon Albergo - Verona). Chiudono Piemonte e Basilicata con un locale.

Assegnati inoltre diversi Premi Speciali. Oltre a quelli, già annunciati, a Isabella De Cham (1947 Pizza Fritta, Napoli) come Pizzaiola dell’anno, a Pierluigi Roscioli (Antico Forno Roscioli, Roma) come Fornaio dell’anno e a “Morsi & Rimorsi” (Aversa - Caserta) come Pizzeria novità dell’anno, sono stati premiati:

Francesco Martucci de I Masanielli (Caserta) come Pizzaiolo dell’anno

Ciccio Vitiello di Casa Vitiello (Caserta) come Giovane dell’anno

Bonci – Pizzarium (Roma) per la Pizza dell’anno (Mozzarella di Bufala Campana a crudo, Funghi Prataioli e Prosciutto Crudo)

Francesco & Salvatore Salvo per la Miglior Carta dei Vini

La Gatta Mangiona (Roma) per la Miglior Carta delle Birre

Berberè (Castelmaggiore - Bologna) per la Miglior Carta degli Oli Extravergine di Oliva

I Tigli per il Miglior Servizio di Sala

La Masardona (Napoli) per la Miglior Proposta dei Fritti

Concettina ai Tre Santi (Napoli) per il Miglior Asporto

Di Matteo (Napoli) per la Frittatina di Pasta dell’anno

Dry (Milano) per il Miglior Comfort e Benessere Complessivo

Fandango Racconti di Grani (Filiano - Potenza) per la Sostenibilità Ambientale

Tonda per la Valorizzazione del Made in Italy

Gino Sorbillo ai Tribunali per la Miglior Comunicazione Web e Social

A Enzo Coccia (Pizzaria La Notizia 94, Napoli) è stato assegnato l’importante Premio alla Carriera

Carmine Donzetti e Vincenzo Esposito, a sorpresa, hanno ricevuto il Premio del Cuore per aver messo la loro arte della pizza al servizio di chi ha bisogno, senza cercare alcuna pubblicità

Migliore Pizzeria di Stile Napoletano fuori dall’Italia a Ober Mamma (Parigi)

“50 Top Pizza - spiegano i tre curatori della guida, Luciano Pignataro, Barbara Guerra e Albert Sapere – oltre ad essere un utilissimo vademecum per chiunque sia in cerca di un’ottima pizza (e noi ne segnaliamo ben 500) in qualsiasi angolo del Paese, rappresenta un vero e proprio viaggio attraverso i diversi stili e prodotti tipici d’Italia. Un omaggio quindi al concetto di alta qualità Made in Italy, legato al totem gastronomico tricolore che ci ha resi celebri nel mondo.”

Ecco la classifica finale dal primo al cinquantesimo posto di 50 Top Pizza:

1 Pepe in Grani – Caiazzo (CE), Campania

2 Gino Sorbillo ai Tribunali – Napoli, Campania

3 Francesco & Salvatore Salvo - San Giorgio a Cremano (NA), Campania

4 Pizzaria La Notizia 94 – Napoli, Campania

5 I Tigli - San Bonifacio (VR), Veneto

6 I Masanielli – Caserta, Campania

7 Concettina Ai Tre Santi – Napoli, Campania

8 50 Kalò - Napoli , Campania

9 La Gatta Mangiona – Roma, Lazio

10 Saporè - San Martino Buon Albergo (VR), Veneto

11 L’Antica Pizzeria Da Michele – Napoli, Campania

12 ‘O Fiore Mio – Faenza, Emilia Romagna

13 Dry – Milano, Lombardia

14 Santarpia – Firenze, Toscana

15 Pizzaria Starita a Materdei – Napoli, Campania

16 Sforno – Roma, Lazio

17 Guglielmo Vuolo a Eccellenze Campane - Napoli, Campania

18 La Masardona – Napoli, Campania

19 La Sorgente - Guardiagrele (CH), Abruzzo

20 La Kambusa - Massarosa (LU), Toscana

21 in Fucina – Roma, Lazio

22 Pizzeria Da Attilio – Napoli, Campania

23 Piccola Piedigrotta - Reggio Emilia, Emilia Romagna

24 Carmnella – Napoli, Campania

25 Pomodoro & Basilico - San Mauro Torinese (TO), Piemonte

26 Percorsi Di Gusto - L'Aquila, Abruzzo

27 Pizzarium – Roma, Lazio

28 Il Vecchio Gazebo - Molfetta (BA), Puglia

29 Berberè - Castelmaggiore (BO), Emilia Romagna

30 Pizzeria Da Albert – Trento, Trentino Alto Adige

31 Casa Vitiello – Caserta, Campania

32 Tonda – Roma, Lazio

33 Korallo Pizza & Drink – Trento, Trentino Alto Adige

34 La Braciera – Palermo, Sicilia

35 La Divina Pizza – Firenze, Toscana

36 Pizzeria Apogeo - Pietrasanta (LU), Toscana

37 Ranzani13 – Bologna, Emilia Romagna

38 Lievito Madre al Duomo – Milano, Lombardia

39 Ristorante Pizzeria Le Parule – Ercolano (NA), Campania

40 Mistral dal 1959 – Palermo, Sicilia

41 La Pizzeria Sud – Firenze, Toscana

42 Pizzeria Montegrigna Tric Trac – Milano, Lombardia

43 10 Diego Vitagliano Pizzeria – Pozzuoli (NA), Campania

44 La Campagnola – Bitritto (BA), Puglia

45 Carlo Sammarco Pizzeria 2.0 – Aversa (CE), Campania

46 Sbanco - Roma, Lazio

47 Marghe – Milano, Lombardia

48 Lievito Madre al Mare – Napoli, Campania

49 Fandango Racconti di Grani - Filiano (PZ), Basilicata

50 Pizzeria Di Matteo – Napoli, Campania

http://www.50toppizza.com/ - redazione@50toppizza.com - FB

giovedì 20 luglio 2017

Vino&Ricerca. Nasce la rete SUSGRAPE, il progetto italo-sloveno per l’innovazione sostenibile in viticoltura

Grazie a soluzioni ICT, il progetto SUSGRAPE punta ad abbattere l'uso di sostanze chimiche ed emissioni di CO2 nei vitigni. Allo studio anche lo sviluppo di nuovi biopesticidi.

Introdurre innovazioni a sostegno dei viticoltori italiani e sloveni per produzioni migliori sia dal punto di vista del prodotto sia per quanto riguarda il minor impatto ambientale. E’ questa l’esigenza da cui prende le mosse il progetto transfrontaliero SUSGRAPE – avviato grazie a un finanziamento Interreg V-A Italia-Slovenia 2014-2020 –  coordinato da AREA Science Park.

Attraverso l’adozione di tecnologie ICT in viticoltura, si punta a ottenere  la riduzione dell’uso di sostanze chimiche, delle emissioni di CO2, dei consumi d’acqua per l’irrigazione, aumentando allo stesso tempo la salubrità e la qualità del prodotto finale. L’idea di SUSGRAPE nasce dalla necessità delle aziende vitivinicole partner del progetto di transitare verso modalità di lavorazioni agricole più sostenibili, rispetto a quelle attualmente in uso, nel contrasto alle due patologie che solitamente pregiudicano la salute della pianta e ne compromettono la produzione: la peronospora e l’oidio. Uno dei principali obiettivi è anche saggiare le potenzialità della microbiologia applicata all’agricoltura, attraverso analisi genetiche transfrontaliere delle popolazioni batteriche che caratterizzano le viti, con lo scopo di sviluppare nuovi biopesticidi.

Intorno al progetto è già nata una rete stabile composta da diciassette imprese, due centri ricerca, un’università  –  aperta a nuovi ingressi futuri – tra cui, oltre ad AREA Science Park di Trieste, spiccano il Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie – ICGEB, Primo Principio, Camera di Commercio Italo-Slovena di Capodistria, Università del Litorale in Slovenia, Consorzio di Tutela Vini del Collio e Vinakoper, storica azienda vitivinicola slovena con più di 500 ettari di produzione.

“La penetrazione della tecnologia digitale nelle aziende agricole italiane è una priorità inserita nel piano Industria 4.0 del Governo, che nel giro di cinque anni dovrebbe proiettare l’Italia ai vertici europei, aumentando gli ettari lavorati con tecnologie innovative dall’1 al 10% – sottolinea Federico Longobardi, direttore tecnico di Primo Principio. Con SUSGRAPE contiamo di dimostrare al mercato agricolo che chi investe in tecnologie e competenze appropriate ottiene risultati di eccellenza. Poniamo le basi per la diffusione capillare di tecnologia IoT (internet delle cose, o meglio delle piante) in agricoltura, il cui successo sarà ovviamente legato alla sostenibilità economica dell’investimento richiesto ai produttori”.

Con SUSGRAPE sarà sperimentato un Sistema di Supporto Decisionale (DSS) nella gestione della vigna da adottare in due diverse zone agricole sul confine italo-sloveno. Il DSS è composto da un sistema di monitoraggio ambientale associato allo sviluppo di due modelli previsionali agronomici integrati in un software.

Offerte di lavoro. L'OIV cerca un gestore di database vitivinicoli. Data di inizio dell'incarico: 1 ottobre 2017

Le mansioni del canditato ideale, sotto l'autorità del direttore generale, si sostanziano nella creazione e implementazione di un database unico su SQL Server con integrazione, raccolta e utilizzo dei dati esistenti. Partecipazione all'analisi statistica e lo svolgimento di altre funzioni connesse e di segreteria eventualmente necessarie.

L'OIV è un'organizzazione intergovernativa che stabilisce le norme scientifiche e tecniche della filiera vitivinicola a livello mondiale. Si occupa inoltre della raccolta, dell'elaborazione e della diffusione di dati statistici e tecnici, in particolare mediante database statistici relativi alle varietà di vite, alle indicazioni geografiche e ai corsi di formazione internazionali.

I database esistenti sono attualmente gestiti in modo indipendente in Excel e Access e vi è consentito l'accesso parziale e statico attraverso il sito web dell'OIV. Il fine è disporre di un database permanente
che in una fase successiva possa essere utilizzato (per ricerche, rapporti, grafici, ecc.) sia internamente sia attraverso il sito web dell'OIV mediante estrazioni che permettono l'esplorazione visiva e ludica di dati configurabili.

Le condizioni di assunzione sono:

1 – Classificazione: categoria III
Statuto del personale dell'OIV (www.oiv.int – L’OIV – Documenti fondamentali);
2 – periodo di prova di 3 mesi;
3 – regime fiscale proprio delle organizzazioni internazionali (esenzione dalle imposte
sulle retribuzioni);
4 – orario di lavoro: settimana di 39 ore;
5 – congedi annuali: 30 giorni lavorativi;
6 – previdenza sociale e copertura sanitaria;
7 – trattamento retributivo lordo mensile tra 2.523 € e 3.013 € (13 mensilità) [pari a uno
stipendio netto annuale non imponibile compreso tra 25.500 € e 30.600 €], in base alle
qualifiche e all'esperienza + regime indennitario specifico (bonus, indennità di trasferta,
buoni pasto, assegni famigliari e altri).

Qualifiche richieste:

1 – Studi superiori scientifici (laurea specialistica o master) con specializzazione o
conoscenze approfondite in informatica e statistica; esperienza di almeno 3 anni;
2 – padronanza degli strumenti informatici specialistici (Excel, Access, SQL,
HTML, PHP, ecc.);
3 – ottima conoscenza scritta e parlata di almeno due delle lingue ufficiali
dell'Organizzazione: francese, tedesco, inglese, spagnolo e italiano;
4 – essere cittadino di uno Stato membro dell’OIV;
5 – capacità di sintesi e buona capacità analitica e redazionale per l'elaborazione di
rapporti e analisi congiunturali;
6 – la conoscenza del settore vitivinicolo e il possesso di competenze statistiche
settoriali costituiscono un punto a favore;
7 – capacità di gestire il lavoro in funzione delle priorità;
8 – attitudine al lavoro di squadra e alla comunicazione interna ed esterna.

Termine per la presentazione delle domande di assunzione: 31 agosto 2017

Modulo di candidatura

Guide Enogastronomiche. New York Style, Chicago Style, Oceania Style, Asia Style, Nord Europa Style, Giappone Style, Sud America Style, ecco le migliori pizzerie d'oltreoceano

Tappa internazionale per 50 Top Pizza, la prima guida on line interamente dedicata al mondo della pizza, con una classifica stilata in forma anonima da un team di ispettori che si sono basati, oltre che ovviamente sulla qualità delle pizze, anche sul servizio, la carta dei vini e delle birre, la capacità di ricerca e l’arredamento.

Edita da Formamentis, realtà la cui attività è dedicata soprattutto alla formazione professionale nel settore agroalimentare ed enogastronomico, e curata da Barbara Guerra e Albert Sapere, ideatori del fortunato format LSDM (Le Strade della Mozzarella), e da Luciano Pignataro, giornalista che da anni si dedica alla scoperta delle migliori pizzerie italiane, la guida proprio in questi giorni entra nella fase “calda” del suo countdown che porterà proprio oggi, giovedì 20 luglio, negli splendidi spazi di Castel dell’Ovo a Napoli, a scoprire i primi 50 maestri pizzaioli della penisola.

“Ma la pizza ormai è una sorta di patrimonio comune – hanno spiegato i curatori – e quindi, sin dall’inizio, abbiamo pensato che non potesse mancare, nella nostra guida, una sezione internazionale. Abbiamo dunque coinvolto ispettori di tutti i continenti che ci hanno segnalato quei locali che, nei quattro angoli del mondo, fossero in grado di distinguersi nella proposta di uno tra i prodotti più iconici del panorama gastronomico mondiale”.

E dato che, come dicono i newyorkesi “se non accade a New York, semplicemente non è accaduto”, gli organizzatori hanno scelto proprio la Grande Mela come teatro di questa sfida. Location d’eccezione il ristorante Ribalta di Rosario Procino, un posto di cultura e gastronomia partenopea oltreoceano che porta la firma in cucina dello chef Pasquale Cozzolino. In gara i campioni di 7 differenti stili di pizza per un challenge serrato che ha visto arrivare alla finalissima 5 candidati per ognuna delle categorie previste.

Ecco i vincitori, premiati alla presenza, tra gli altri, di Giuseppe Melara, Direttore di Formamentis:

Migliore Pizzeria New York Style: Di Fara Pizza, Brooklyn, NY;

Migliore Pizzeria Chicago Style: The Art of Pizza, Chicago;

Migliore Pizzeria in Oceania: Rosso Pomodoro, Sidney (Australia);

Migliore Pizzeria in Asia: Fire and Ice Pizzeria, Kolkata (India);

Migliore Pizzeria in Nord Europa: Baest, Copenaghen (Danimarca);

Migliore Pizzeria in Giappone: I Love Pizza, Osaka;

Migliore Pizzeria in Sud America: Bràz Pizzeria, Rio de Janeiro (Brasile).

La giuria ha inoltre voluto assegnare un premio speciale sul tema dell’innovazione e sostenibilità a Matthew Kenney’s Vegan Pizzeria 00+Co di New York.

http://www.50toppizza.com/  -  ispettore@50toppizza.com - FB

Dalla viticoltura alla ristorazione: il territorio casertano celebra le sue eccellenze. Ecco il programma

Le eccellenze casertane protagoniste del Casavecchia Wine Festival: l’evento, giunto alla sua terza edizione e promosso dalla Condotta Slow Food Volturno con il patrocinio del Comune di Pontelatone e dell’Associazione Nazionale Città del Vino, è in programma sabato 22 e domenica 23 luglio a Pontelatone (Caserta).

Vite centenaria di Casavevecchia
Due giorni in cui le peculiarità territoriali – dalle espressioni del vitigno autoctono, il Casavecchia di Pontelatone Dop, fino alla gastronomia di qualità con le produzioni tipiche dell’area – saranno declinate in vari momenti ed in diversi contesti: degustazioni, Area Food, Spazio Cultura, convegni, Biodiversità, Laboratori del gusto e gemellaggi, in grado di rappresentare la forte identità del territorio casertano.

Si comincia sabato alle ore 18.30, presso la Cappella dell’Annunziata, con il convegno di apertura sul tema “Promozione e sviluppo enoturistico: strategie e attività sinergiche di sviluppo territoriale”, al quale interverranno Adriana Esperti, Sindaco di Pontelatone, Raffaele Ferraioli, Sindaco di Furore (Salerno) e coordinatore regionale delle Città del Vino della Campania, Peppe Iannicelli, giornalista ed inviato di VG21 e Canale 21, Peppe Chillemi, presidente Strade del Vino Casavecchia di Pontelatone, Raffaele Zito, portavoce presso Agenda 21 per Carditello e i Regi Lagni, Nicola Sorbo, presidente associazione Città-Paesaggio e Raffaele Cutillo, architetto e protagonista di una delle mostre in programma durante l’evento. A moderare l’incontro sarà il giornalista e scrittore Antonio Fiore.

Alle ore 20 apertura del percorso di degustazione del Casavecchia di Pontelatone nelle sue diverse espressioni aziendali: saranno presenti le cantine Agricola Antropoli, Alois, Cantina di Lisandro, Il Verro, Le Fontanelle, Sclavia, Terre del Principe, Vestini Campagnano, Vigne Chigi, Viticoltori del Casavecchia. L’Area Food vedrà la presenza di tre importanti rappresentanti della gastronomia casertana, ristoratori selezionati che serviranno piatti preparati al momento con farine da grani antichi, materia prima esclusivamente da agricoltura biologica, carni selezionate da produttori che lavorano su filiera corta, seguendo rigorosamente la filosofia del "buono, pulito e giusto" che rappresenta il principio fondamentale dell’attività di Slow Food. L’Agriturismo Le Fontanelle presenterà in menu gnocchi con ragù di maiale nero di razza casertana, paccheri (del pastificio Punto e Pasta) al Casavecchia con genovese (cipolla di Alife, presidio Slow Food, dell’azienda agricola Filippelli) di bufalo, arrosticini di maiale nero di razza casertana; il Cast Luxury Event & La Baronia presenteranno un menu con trucioli di fresellina bianca con corbarino Dop, cubotto di bufala e julienne di peperoncino di fiume, millefoglie di mozzarella di bufala Dop (La Baronia) e pomodoro cuore di bue, pizza liquida con coulis di pomodorino del Piennolo, stracciata di bufala, olio EVO di varietà caiazzana e sentori di basilico. Il Ristorante Plinius proporrà al pubblico paccheri (del pastificio Punto e Pasta) del montanaro con pomodoro, basilico, salamella piccante e scaglie di ricotta secca di pecora e stufato di bufala al Casavecchia. Il pane che i visitatori troveranno è del Panificio Fratelli Caputo.

Alle ore 20 presso Piazza Cutillo si terrà il primo Laboratorio del Gusto, incentrato sulla mozzarella, con il Master of Food Armando Palumbo. Alle ore 21, presso Casa Slow Food in Piazza Cutillo, il primo dei due laboratori in programma sul Casavecchia di Pontelatone, per approfondire le caratteristiche della denominazione e le peculiarità della produzione di ciascuna azienda presente: il primo laboratorio sarà guidato da Paolo De Cristofaro, giornalista e assaggiatore (prenotazioni all’indirizzo segreteria@miriadeweb.it). Alle ore 21.30 spazio alla musica in Piazza Cutillo con Giusy Vigliotti Quartet.

Domenica 23 luglio si comincerà alle ore 18.30 presso la Cappella dell’Annunziata con un convegno sul tema “Biodiversità e sostenibilità come volano di crescita dei comuni rurali”. Dopo il saluto degli organizzatori Peppe Santagata e Francesco Scaramuzzo, interverranno Antonio Carusone, Vice Sindaco di Pontelatone, Vincenzo Coppola, fiduciario Slow Food Volturno, Vito Trotta, responsabile regionale del Progetto Presidi e membro della Commissione nazionale biodiversità, Enzo Piccirillo, Slow Food Caserta, Diana Cataldo, esperta di marketing territoriale, Michele Scognamiglio, Scuola di specializzazione in patologia clinica e biochimica clinica dell’Università “Luigi Vanvitelli”, Mario Basco dell’azienda I Cacciagalli. Modera il giornalista Luciano Pignataro.

Alle ore 20 l’apertura del percorso di degustazione e dell’Area Food e, in piazza Cutillo, il secondo Laboratorio del gusto su olio e grani antichi con il fiduciario Slow Food Vincenzo Coppola. Alle ore 21, in Casa Slow Food in Piazza Cutillo, secondo laboratorio di degustazione e approfondimento sul Casavecchia di Pontelatone, guidato da Giuliana Biscardi, degustatore ufficiale AIS, Associazione Italiana Sommelier (prenotazioni all’indirizzo segreteria@miriadeweb.it). Alle ore 21.30 in Piazza Cutillo musica con Simona De Rosa Quartet.

In entrambe le giornate sarà possibile visitare l’installazione di arte multimediale a Palazzo Galpiati realizzata dal maestro Giovanni Izzo e dall'architetto Raffaele Cutillo dal titolo “Città cruda”, la mostra “Ex vite vita. Casavecchia stories” a cura di Enzo Battarra, e le opere di Peppe Ferraro, Battista Marello e Giovanni Tariello. Una intera area, a ridosso del centro storico, sarà destinata in entrambi i giorni ai produttori di Presìdi e alle Comunità di Terra Madre.

Casavecchia Wine Festival sarà un grande palcoscenico culturale a cielo aperto per una delle denominazioni d’eccellenza della Campania, il Casavecchia di Pontelatone Dop, la cui zona di produzione ingloba 8 comuni, dislocati tra la piana di Pontelatone e la fascia collinare che si affaccia verso il Matese e il Sannio, tra Castel Campagnano e Ruviano - con l’obiettivo di creare un’occasione di incontro tra operatori del settore vitivinicolo, agroalimentare e turistico sviluppando sinergie di promozione e commercializzazione, contribuendo alla realizzazione di un sistema di offerta turistico-enogastronomica basato sulle risorse autoctone. 

Per informazioni è possibile collegarsi alla pagina Facebook CasavecchiaWineFestival oppure contattare i numeri 338.7543231 - 349.7253207).

mercoledì 19 luglio 2017

Gli effetti dei cambiamenti climatici in viticoltura, nel Vigneto Italia, da nord a sud, si guarda già alla vendemmia 2017

11 luglio, inizio invaiatura Pinot Nero
In gran parte d’Italia, si tratti di Chardonnay, Nebbiolo o Sangiovese, è quasi tempo di tirar fuori le presse e organizzare la vendemmia. Toscana, Alto Adige e Trentino, Lombardia, Campania, Puglia, Basilicata: ecco le interviste sull'andamento della stagione 2017.

Si comincia con la Toscana, dove l’assenza di piogge in inverno – primavera ha creato una situazione di grande complessità. Le radici della vite si spingono in profondità e le consentono di soffrire meno di tante altre colture ma comunque lo stress idrico comincia a farsi sentire ed è una delle ragioni che determinerà un raccolto anticipato. Si aggiunga la mitezza della stagione primaverile che ha determinato germogliamento e fioritura precoci. Ma ecco alcuni sintetici commenti dalla Toscana, tutti accomunati dal tema della siccità e della gelata di metà aprile, si tratti delle zone interne o della fascia costiera.

Marco Fizialetti, responsabile vendite di Castello di Querceto, Greve in Chianti: Annata difficile la 2017, prima la gelata di metà aprile che fortunatamente non ha interessato i nostri appezzamenti più significativi data la loro altitudine. E poi la carenza di precipitazioni: la situazione al momento non è critica, le piante non sono in sofferenza ed il loro sviluppo vegetativo ci fa pensare ad una vendemmia anticipata di circa due settimane. Certo non dovesse piovere da qui a settembre potremmo entrare in una fase complicata.

Alessandro Campatelli, direttore ed enologo di Riecine, Gaiole in Chianti: Annata di impegnativa gestione della vigna, per supportarla sono state fondamentali le lavorazioni primaverili e il non ricorrere a pratiche come la sfogliatura e la cimatura che avrebbero tolto copertura ed energia alle piante. Finalmente nella prima settimana di luglio una pioggia intensa ha ridato vitalità e spinta alle viti.

Giulio Carmassi, responsabile tecnico di Gagliole, Castellina in Chianti: Fa parte del dna della vite e del sangiovese in particolare sopportare livelli di stress idrico elevati ma quest’anno siamo pressoché al limite, con un 50% in meno di piovosità nei primi sei mesi dell’anno rispetto ai valori di quello precedente. L’invaiatura sta iniziando con 15 giorni circa di anticipo e in questa fase sarebbe essenziale per la vigna contare su un apporto idrico per sintetizzare gli antociani e iniziare i processi di maturazione. Che dire? Auguriamoci che piova!

Paola De Blasi, responsabile di produzione a I Veroni, Rufina: In una situazione come l’attuale è stata davvero preziosa l’attenta gestione del verde con costanti cimature e la sfemminellatura manuale, che ha permesso di portare avanti solo le foglie primarie e destinare solo a loro le risorse idriche. Ad oggi la stagione sembra molto avanti ma i giochi sono tutti da farsi ed è difficile prevedere se la vendemmia rispetterà i suoi tempi, per ora possiamo solo sperare che i bellissimi e numerosi grappoli che riempiono le nostre vigne trovino le riserve idriche necessarie per invaiatura e maturazione fenolica.

Fabrizio Lazzeri, tecnico di Tenute Silvio Nardi, Montalcino: Nonostante siccità e afa la maggior parte delle nostre vigne stanno reagendo bene perché insistono su terreni profondi, provvisti di buone riserve idriche. La maturazione è in anticipo, i vinaccioli sono già in fase di indurimento  ed il diradamento dei grappoli in atto. I grappoli sono piccoli e ben formati, con acinellatura nella norma, peso contenuto, buona buccia e consistenza. Presumibilmente l’anticipo sarà di circa 10/15 giorni.

Simone Mariotti agronomo di Tenuta di Trinoro, Val d’Orcia: L’innalzamento delle temperature oltre le medie del periodo si è svolto gradualmente e ha consentito alle piante di adeguarsi a questo regime anche se non si possono negare le avvisaglie di qualche sofferenza. Oggi possiamo ipotizzare una decina di giorni di anticipo rispetto al consueto ma i giochi sono ancora tutti da fare.

Stefano Di Blasi, enologo consulente di Campo alle Comete, Bolgheri: La stagione 2017 sarà ricordata come una delle più asciutte degli ultimi anni, fortunatamente i nostri vigneti sono impiantati su terreni profondi e le radici possono spingersi verso il basso alla ricerca dell’acqua. Quanto alle temperature non sono state molto più alte della media grazie alla costante ventilazione garantita dalla prossimità del mare. Anticipo di raccolta? Non posso dirlo, sarà il prossimo mese e mezzo a decidere i giochi.

Al nord la situazione è diversa, in Alto Adige ad esempio a inizio luglio varie precipitazioni hanno assicurato ai terreni un buon apporto idrico. Dice il duo Gerhard Sanin e Andrea Moser, rispettivamente agronomo ed enologo di Cantina Kaltern:  La vigoria generale delle viti va da moderata a normale, sicuramente un buon segno dal punto di vista qualitativo. I tralci hanno già cominciato il loro processo di lignificazione e maturazione, la pianta quindi si sta fin d´ora concentrando sull´accumulo di sostanze negli acini, tant’è che a inizio luglio si sono già avvistati nei vigneti più precoci di Pinot nero i primi segni di invaiatura. Tutte le carte sono in regola per un’ottima vendemmia ma solo quando l’ultimo grappolo sarà in cantina potremo affermarlo in modo certo.

Per il Trentino parla Anselmo Guerrieri Gonzaga di San Leonardo: Il problema siccità non ha interessato le nostre vigne, l'uva è molto bella e perfettamente sana, anche grazie alla conduzione biologica che si sta rivelando preziosa nello sconfiggere la peronospera, molto insidiosa quest’anno nella nostra regione.

Aggiunge Matteo Moser, enologo di Moser Trento: Le abbondanti precipitazioni di fine giugno, inizio luglio unite ad un importante calo delle temperature  hanno da un lato attenuato i problemi di siccità e dall’altro ritardato la maturazione dell’uva. Al momento la vendemmia 2017 per il Trentino si prospetta molto buona, con corretto equilibrio qualitativo e quantitativo, di poco anticipata rispetto alla media.

Lombardia: dalla Franciacorta Giulio Barzanò afferma che a Mosnel Dopo le piogge degli ultimi giorni le riserve idriche sono buone, si prevede la vendemmia attorno a ferragosto per le vigne che non sono state colpite dalla gelata di metà aprile. Dovremo invece attendere l’inizio di settembre per quelle danneggiate e che hanno dovuto ricacciare una seconda gemma, dalla quale deriverà una sia pur contenuta produttività.

Della situazione in Oltrepò ne parla Ottavia di Vistarino, Conte Vistarino: Le dimensioni della proprietà, con 200 ettari vitati su un totale di 800, ci consentono di poter contare su situazioni molto diverse e di individuare appezzamenti che per la loro conformazione reagiscono meglio anche in annate non semplici come la 2017. Ad oggi è in corso l'invaiatura con un anticipo di circa 10 giorni rispetto alla media stagionale. Nel nostro caso non si può parlare al momento di stress idrico ma non guasterebbe qualche giorno di pioggia per garantire le giuste riserve di nutrimento e avere un’equilibrata maturazione dell’uva.

E infine il sud Italia, dove sono altri gli scenari ad iniziare dalla Campania. Dice Pierpaolo Sirch, agronomo e Ceo di Feudi di San Gregorio: Per quanto riguarda l’Irpinia difficile parlare di anticipi, è troppo presto per varietà che si inizieranno a raccogliere a ottobre. Al momento l’escursione termica tra giorno e notte è molto accentuata, i pochi millimetri di pioggia caduti di recente assieme alle contenute temperature notturne (15-20 gradi) hanno portato un po' di refrigerio in vigna. Ma Feudi può parlare anche di Puglia, con le sue due aziende di Cefalicchio nelle Murge e Ognissole nel Tarantino. Nonostante i nostri vigneti siano assistiti dall'irrigazione – prosegue Sirch - certamente la mancanza di precipitazioni si fa sentire e le temperature elevate stanno rallentando le funzioni delle piante. Si notano i primi segnali d'invaiatura ma al momento non ci sembra si possa parlare di anticipi rilevanti.

E poi la Basilicata con il Vulture, Basilisco e Viviana Malafarina: Annata veramente anomala per il nostro territorio, poca neve e pochissima pioggia ad eccezione di un paio di precipitazioni ad aprile e giugno, la seconda anche importante. Ma la peculiarità del Vulture è avere terreni vulcanici che negli strati tra ceneri e basalto custodiscono sacche di umidità, preziose nei periodi più siccitosi. Sui tempi di maturazione siamo in linea con gli standard e ci attendiamo per metà agosto l’invaiatura del nostro Aglianico.

Alla fine, il filo conduttore di tutte le interviste è stata la considerazione che è inutile sbilanciarsi, nelle annate difficili come in quelle da manuale, fin quando l’uva non è in cantina. E a volte è ancora troppo presto!